{"id":114,"date":"2014-02-22T11:55:34","date_gmt":"2014-02-22T12:55:34","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?page_id=114"},"modified":"2023-07-06T16:43:44","modified_gmt":"2023-07-06T14:43:44","slug":"fuori-dallaula-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/fuori-dallaula-2\/","title":{"rendered":"Fuori dall&#8217;aula, sul Corriere del Ticino dal 2001 al 2020"},"content":{"rendered":"<p>Gli scritti contenuti in questa categoria appaiono nell\u2019inserto culturale del \u00abCorriere del Ticino\u00bb sin dal settembre del 2001. La rubrica \u00abFuori dall\u2019aula\u00bb era nata nel 1996, a firma Emilio Franti, ed era andata avanti fino al cambio del testimone con me, che avevo debuttato a fine agosto 2001. Emilio Franti: \u00e8 difficile \u2013 a posteriori e a freddo \u2013 spiegare come abbia potuto nascere un tanto azzeccato <em>nom de plume.<\/em> C\u2019\u00e8 molta pedagogia in esso, da quella blasonata e con chiare radici illuministiche (Jean-Jacques Rousseau diede alle stampe il suo romanzo pedagogico \u00abEmilio\u00bb nel 1762), mentre l\u2019origine di Franti sembra lapalissiana. Franti ha una madre, ma non un nome di battesimo: <em>\u00abIl Direttore guard\u00f2 fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con un accento da far tremare: \u2013 Franti, tu uccidi tua madre! \u2013 Tutti si voltarono a guardar Franti. E quell\u2019infame sorrise\u00bb<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><strong><sup>[1]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-4439\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Logo-FUORI-DALLAULA-1024x41.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"19\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Logo-FUORI-DALLAULA.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Logo-FUORI-DALLAULA-300x12.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Logo-FUORI-DALLAULA-768x31.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Logo-FUORI-DALLAULA-600x24.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<figure id=\"attachment_1682\" aria-describedby=\"caption-attachment-1682\" style=\"width: 245px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Baretti.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1682\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Baretti-245x300.png\" alt=\"Giuseppe Baretti (1719-1789)\" width=\"245\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Baretti-245x300.png 245w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Baretti.png 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1682\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Baretti (1719-1789)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come detto \u00e8 all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2001-02 che a Emilio Franti ero subentrato io, per qualche anno con lo pseudonimo Luca Baretti; in pratica non mi ero neanche chiesto se fosse il caso di partire col nome vero. Nuovamente un <em>nom de plume,<\/em> dunque, bench\u00e9 pi\u00f9 criptico e sicuramente meno didascalico. Occorre sapere che Franti \u2013 quello del \u00abCuore\u00bb deamicisiano \u2013 frequentava a Torino una scuola dedicata proprio a Baretti: <em>\u00abOggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla Sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna e andavo di mala voglia\u00bb.<\/em> Giuseppe Baretti (1719-1789), fu letterato e poliedrico intellettuale, la cui <em>\u00ab\u2026 vena di polemista trova espressione nella \u201cFrusta letteraria\u201d, rivista quindicinale da lui creata e di cui \u00e8 pressoch\u00e9 unico autore, pubblicata dal 1\u00b0 ottobre 1763 al 15 luglio 1765 dapprima a Venezia, poi per problemi di censura ad Ancona. Sotto lo pseudonimo di Aristarco (dal nome del filosofo greco Aristarco di Samotracia) Scannabue, militare a riposo, recens\u00ec con verve polemica e con piglio morale i libri che, sempre nella finzione autoriale, gli venivano prestati dal curato della localit\u00e0 campestre in cui si era ritirato. Le numerose e molto spesso risentite reazioni alle sue recensioni testimoniano del successo del suo progetto, al quale rimane principalmente legata la sua fama\u00bb<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><strong>[2]<\/strong><\/sup><\/a>.<\/em> Oltre a ci\u00f2 \u00abIl Baretti\u00bb \u00e8 stato il quindicinale di critica letteraria edito da Piero Gobetti (1901-1926, intellettuale liberale che io amo in modo particolare), il cui primo numero vide la luce il 23 dicembre 1924. La rivista sopravvisse per qualche anno al suo ideatore e editore, morto esiliato a Parigi, dopo aver preso un sacco di botte dai fascisti; l\u2019ultimo numero del \u00abBaretti\u00bb \u00e8 infatti datato dicembre 1928. Detto per inciso, Piero Gobetti us\u00f2 pure lo pseudonimo \u00abGiuseppe Baretti\u00bb per firmare qualche suo articolo.<\/p>\n<p>Luca, infine, \u00e8 il mio secondo nome, probabilmente in ricordo di un bisnonno (Luca Dalidio, 1836-1929).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Perch\u00e9 scegliere la volatilit\u00e0 dello pseudonimo piuttosto che dar fondo al proprio narcisismo, firmandosi con tanto di nome e cognome? E chi lo sa! Da un lato \u2013 certo \u2013 c\u2019era una sorta di goliardico piacere di fronte al <em>divertissement,<\/em> laddove qualche amico mi metteva inconsapevolmente sotto il naso i miei scritti, aggiungendo il proprio accordo o i propri distinguo; oppure \u2013 pi\u00f9 allegramente ancora \u2013 il gusto di piazzare il cinico sberleffo quando l\u2019interlocutore non era d\u2019accordo con qualche colpo di spada, e \u2013 soprattutto \u2013 non sapeva con chi prendersela. \u00c8 certamente in questo secondo caso che il nome posticcio mostra tutto il suo interesse e la sua impudenza: perch\u00e9 il paese \u00e8 piccolo, e la tentazione di giustificare ogni tesi sulla scorta di chi la sostiene \u00e8 purtroppo sempre dietro l\u2019angolo. In questo senso Baretti mi ha permesso di scorrazzare pi\u00f9 o meno indisturbato nelle vaste praterie pedagogiche di questo Ticino, al di l\u00e0 delle mie funzioni professionali, delle mie idee e frequentazioni politiche, dei processi alle intenzioni e dei pregiudizi. Grazie a Luca Baretti sono riuscito per un lustro a mitigare le grettezze che si annidano quasi sempre dietro qualsiasi dibattito che tocca la nostra scuola e, pi\u00f9 in esteso, il nostro sistema formativo: perch\u00e9, nel caso di \u00abFuori dall\u2019aula\u00bb, \u00e8 sempre stato inutile chiedersi \u00abCui prodest?\u00bb.<\/p>\n<p>Mai ho parlato \u2013 soprattutto in bene \u2013 del mio istituto scolastico, cos\u00ec come mai ho utilizzato la rubrica con spirito di autocompiacimento. Perch\u00e9 in ogni modo \u2013 in questi anni \u2013 ho continuato a esprimermi liberamente, in questo o in quel consesso. Invece \u2013 e pi\u00f9 correttamente \u2013 sullo sfondo di quei quasi ottanta articoli c\u2019\u00e8 una visione precisa della scuola pubblica, delle sue finalit\u00e0 e dei suoi compiti istituzionali: di fronte al disorientamento che colpisce oggi un gran numero di sistemi scolastici dell\u2019Occidente, il mio percorso \u00abFuori dall\u2019aula\u00bb si configura, a posteriori, come un forte progetto ideologico, che crede (ancora) nella scuola repubblicana e nella forza liberatoria dell\u2019educazione e dell\u2019istruzione: a fronte di assalti tenaci e sempre pi\u00f9 pressanti per piegare la scuola alle aleatorie e sovente improvvisate opportunit\u00e0 di bottega, anche lo pseudonimo si \u00e8 rivelato un trampolino di libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Si sa che lo scritto che appare su un quotidiano ha vita effimera. Il lettore, anche il pi\u00f9 fedele, ricorder\u00e0 una sensazione, uno spunto, un\u2019idea. Io stesso, che ne sono stato l\u2019autore, ho faticato, qua e l\u00e0, a ricostruire gli spunti iniziali. L\u2019esercizio di raggruppare qui tutti gli scritti ha rappresentato anche per me una felice scoperta: articolo dopo articolo ho sfiorato i ritmi dell\u2019anno scolastico e dell\u2019anno civile, cos\u00ec come mi ero lasciato a volte trasportare dall\u2019attualit\u00e0, mi ero arrabbiato o mi ero candidamente invaghito dell\u2019una o dell\u2019altra situazione, mi ero lasciato andare all\u2019ironia o al sarcasmo, battendo con piacere le strade dell\u2019irrisione o dell\u2019indignazione. Ma leggere oggi quegli scritti \u2013 per lo pi\u00f9 scorporati dal preciso spunto di cronaca che aveva avviato la riflessione \u2013 pu\u00f2 costituire un apprezzabile stimolo per riandare a un\u2019idea di scuola che, sin dall\u2019800, ha ispirato politici e filosofi, pedagogisti e semplici maestri. Cos\u00ec ho rinunciato a un\u2019idea che, a dire il vero, avevo dapprima caldeggiato: quella di accostare a ogni articolo un breve testo didascalico che richiamasse l\u2019evento, il fatto di cronaca, la dichiarazione estemporanea del politico, del funzionario, del gruppo di genitori, dell\u2019assemblea studentesca, del giornalista.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle contingenze dettate dalla quotidianit\u00e0, il Paese e la sua scuola continuano il loro cammino, che \u00e8 fatto di abitudine e di ripetitivit\u00e0, ma anche \u2013 quando tutto gira a puntino \u2013 di eventi pedagogici belli come un\u2019opera d\u2019arte. Da troppi anni si ama ripetere, nell\u2019ambiente, che la scuola \u00e8 un cantiere aperto. A me, per contro, sembra un grande studio di progettazione, senza un capo illuminato che, di tanto in tanto, sappia concretizzare qualche proposito particolarmente affascinante. Nell\u2019attesa lasciamo pure che altri tengano le redini\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Gli articoli che compaiono in questa raccolta non rappresentano la trascrizione precisa di quanto \u00e8 apparso sul \u00abCorriere\u00bb, ma sono gli originali recapitati alla redazione. Qua e l\u00e0, in effetti, la redazione \u00e8 intervenuta con piccole o grandi modifiche \u2013 a volte veri e propri tagli, altre semplicemente degli interventi di buon gusto. Un analogo discorso riguarda i titoli e le date di apparizione, che non necessariamente combaciano con quanto effettivamente si \u00e8 palesato nella realt\u00e0. Avrei potuto fare una ricerca comparata dando fondo ai miei archivi, ma ho preferito restituire quanto avevo \u00abpensato\u00bb nei momenti di redazione. Solo cos\u00ec, credo, sar\u00e0 possibile cogliere le mie cadute di stile (capita nelle migliori famiglie!) o le scelte non sempre del tutto comprensibili della redazione del \u00abCorriere\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Edmondo De Amicis, <i>Cuore<\/i><\/p>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Enciclopedia\u00ae Micorsoft\u00ae Encarta 2001. \u00a9 1993-2000. Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati 1996<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli scritti contenuti in questa categoria appaiono nell\u2019inserto culturale del \u00abCorriere del Ticino\u00bb sin dal settembre del 2001. La rubrica \u00abFuori dall\u2019aula\u00bb era nata nel 1996, a firma Emilio Franti, ed era andata avanti fino al cambio del testimone con me, che avevo debuttato a fine agosto 2001. 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