{"id":2016,"date":"2015-08-15T20:05:26","date_gmt":"2015-08-15T18:05:26","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?page_id=2016"},"modified":"2017-03-05T18:14:18","modified_gmt":"2017-03-05T17:14:18","slug":"homepage_abstract","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/homepage_abstract\/","title":{"rendered":"Chi sono"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_1673\" aria-describedby=\"caption-attachment-1673\" style=\"width: 141px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-circa-1956-e1394029068450.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1673 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-circa-1956-e1394029068450.jpg\" alt=\"Adolfo-circa-1956-e1394029068450\" width=\"141\" height=\"202\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1673\" class=\"wp-caption-text\">Ottobre 1954 (foto Steinemann, Locarno)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong style=\"line-height: 1.5em;\">Adolfo Tomasini<\/strong><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u00a0(Locarno, 1953). Ho insegnato nelle scuole ele<\/span>mentari di Locarno dal settembre 1974. Nel 1983 mi sono iscritto all&#8217;Universit\u00e0 di Ginevra dove, nel 1987, ho conseguito la licenza in scienze dell\u2019educazione presso la Facolt\u00e0 di Psicologia e Scienze dell&#8217;Educazione. Dal 1987 al 2013 sono stato direttore delle scuole comunali di Locarno. Sono in pensione dal 1\u00b0 agosto 2013.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h1><span style=\"color: #000000;\">Benvenuta, benvenuto!<\/span><\/h1>\n<p>Questo\u00a0<i>blog<\/i>\u00a0nasce da una duplice passione. La prima \u00e8 la scuola, una passione che dura da una vita. Dopo il ginnasio \u2013 eh s\u00ec, ai miei tempi non c\u2019era ancora la scuola media e io avevo frequentato il ginnasio \u2013 mi sono iscritto alla Scuola magistrale cantonale, dove mi sono diplomato nel 1974. Erano gli ultimi scampoli di un mercato del lavoro allettante: partecipai a un paio di concorsi e fui assunto alle scuole comunali della mia Citt\u00e0. Ho passato nove anni intensi, come maestro di scuola elementare. In quei nove anni ho promosso diverse esperienze, grazie a un po\u2019 di incoscienza, a tanta passione e agli stimoli che mi venivano dal mio direttore, Elio Galli, e dal mio ispettore, Bruno Bertini.<\/p>\n<p>In quei nove anni ho inaugurato la scuola montana nella mia citt\u00e0, ho tentato, in vari modi, di affrontare la cosiddetta\u00a0<i>scuola attiva,<\/i>\u00a0ho cercato di ispirarmi alle esperienze di C\u00e9lestin Freinet, di Don Milani, di Mario Lodi, del Movimento di Cooperazione Educativa\u2026 Pi\u00f9 in l\u00e0 ho cercato sbocchi nel\u00a0<i>team teaching,<\/i>\u00a0una pratica ispirata dai modelli statunitensi, ma declinata sulla vecchia Europa, senza tanti orpelli gerarchici e tassonomici. Una cosa pi\u00f9 semplice.<\/p>\n<p>Nell\u2019autunno del 1983 mi sono iscritto alla facolt\u00e0 di scienze dell\u2019educazione dell\u2019universit\u00e0 di Ginevra, dove ho conseguito la laurea nell\u2019estate del 1987, con un lavoro di diploma consacrato ai temi delle regioni periferiche e della riproduzione culturale. Al pensionamento del dir. Galli, il Municipio di Locarno mi ha nominato suo successore, funzione che ho svolto fino al 31 luglio del 2013.<\/p>\n<p>Insomma: i miei mi avevano mandato all\u2019asilo in tenerissima et\u00e0 \u2013 doveva essere il 1956 o il 1957 \u2013 e dalla scuola non mi sono pi\u00f9 schiodato. Ma la passione per l\u2019educazione, la scuola e la pedagogia \u2013 non mi piace la definizione\u00a0<i>scienze dell\u2019educazione,<\/i>\u00a0soprattutto da qualche anno in qua \u2013 ne \u00e8 uscita tonificata, malgrado l\u2019et\u00e0 che scivola via con ritmi sempre pi\u00f9 svelti.<\/p>\n<p>La seconda passione \u00e8 quella del giornalismo, della comunicazione. Gi\u00e0 da preadolescente mi piaceva la fotografia. Non ricordo qual era l\u2019anno, ma Silverio Buffi, all\u2019epoca redattore della pagina locarnese del quotidiano \u00abIl Dovere\u00bb, mi chiese di far delle foto per una manifestazione sportiva ad Ascona, una domenica di primavera. Luned\u00ec trovai le mie foto in pagina, con l\u2019immancabile corsivo in didascalia:\u00a0<i>Foto Adolfo Tomasini.<\/i>\u00a0Non mi sono pi\u00f9 fermato. Ho fatto il fotoreporter per qualche anno \u2013 ricordo le feste dei fiori, il festival del film, le manifestazioni politiche, i primi d\u2019agosto, il \u00abProcesso Zylla\u00bb e tanti altri avvenimenti grandi e piccoli. Poi mi chiesero, qualche anno dopo, di passare alla cronaca scritta: le sedute dei consigli comunali, le assemblee sociali, qualche avvenimento particolare.<\/p>\n<p>Ero maestro di scuola elementare, a quel tempo. Seguivo ad esempio il consiglio comunale a Locarno, che terminava a orari impossibili. Poi insegnavo tutto il giorno e alle 16.15 mi mettevo alla macchina per scrivere, a buttar gi\u00f9 due cartelle e mezza con interlinea 1.5. Prima d\u2019una cert\u2019ora bisognava correre alla posta di Muralto, che possedeva le telescriventi per inviare i testi alla redazione di Bellinzona. Il pezzo \u2013 solitamente un \u00abCapocronaca\u00bb a sigla a. t. \u2013 usciva il mercoled\u00ec. Roba d\u2019altri tempi.<\/p>\n<p>Nella primavera del 2001 mi contatt\u00f2 Saverio Snider, allora responsabile dell\u2019inserto culturale del Corriere del Ticino, che pubblicava sin dall\u201911 settembre 1996 una rubrica su temi scolastici e educativi. Si chiamava \u00abFuori dall\u2019aula\u00bb ed era firmata da tale Emilio Franti. Snider mi disse che Franti era stufo e voleva smettere. Chiese a me di subentrargli. Tergiversai. Non ero pi\u00f9 abituato a scrivere, se non rapporti e lettere col loro stile tra il burocratico e l\u2019accademico. Alla fine accettai e al momento di inoltrare il primo contributo, uscito il 29 agosto 2001, inventai l\u00ec per l\u00ec uno pseudonimo, trasformatosi poi in nome e cognome a partire dal 1\u00b0 settembre 2006.<\/p>\n<p>Da giovane ho fatto anche politica attiva. Sono stato membro del movimento giovanile del partito liberale radicale e ho presieduto la sezione locarnese. Dal 1980 al 1983 sono stato consigliere comunale e membro di un paio di commissioni di un certo peso. C\u2019entra qualcosa, in questo contesto? C\u2019entra, c\u2019entra. Nel 1983 diedi le dimissioni dal consiglio comunale perch\u00e9 ero in partenza per Ginevra. Avrei potuto mantenere il mio scranno, ma non sopportavo pi\u00f9 le cosiddette strategie di partito, un certo malcelato ostracismo da parte di un buon numero di maggiorenti, le pressioni per tacere e qualche sano insulto quando me ne feci un baffo delle pressioni. Quando lasciai il legislativo ricevetti qualche peana di maniera. Ma la gioia del mio subentrante era anche la gioia di qualche dirigente. Succedeva trent\u2019anni fa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1661\" aria-describedby=\"caption-attachment-1661\" style=\"width: 165px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-031.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1661\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-031-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"165\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-031-220x300.jpg 220w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-031-751x1024.jpg 751w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Adolfo-031.jpg 1680w\" sizes=\"auto, (max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1661\" class=\"wp-caption-text\">Settembre 2010 (foto Chiara Tiraboschi)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oggi la\u00a0<i>politique politicienne<\/i>\u00a0mi fa venire l\u2019orticaria. Non sopporto la campagna elettorale perenne, le tattiche di parte, gli ostracismi quando le buone idee vengono dai cosiddetti avversari politici, le meline incessanti e subdole, quel sentirsi al centro dell\u2019universo. Anche qui, come in altri paesi europei, i politici rappresentano un mondo a parte. Oggi la sparano grossa, domani la ritrattano o la smentiscono. E non arrossiscono mai. Qualcuno non lo nasconde: c\u2019\u00e8 voglia di bipolarismo. Personalmente, agli accomodamenti del bipolarismo preferisco i compromessi dei sistemi proporzionali. Io mi sento ancora\u00a0<i>liberal,<\/i>\u00a0ma non trovo pi\u00f9 un solo partito nel quale mi troverei a mio agio: a volte per motivi ideologici, pi\u00f9 spesso per i diffusi metodi da chierico, contrabbandati come rigore delle idee.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ora che ne ho il tempo, voglio continuare unendo queste due passioni. Anzi tre, perch\u00e9 la pedagogia \u00e8 ideologica. Tutto l\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Adolfo Tomasini\u00a0(Locarno, 1953). Ho insegnato nelle scuole elementari di Locarno dal settembre 1974. Nel 1983 mi sono iscritto all&#8217;Universit\u00e0 di Ginevra dove, nel 1987, ho conseguito la licenza in scienze dell\u2019educazione presso la Facolt\u00e0 di Psicologia e Scienze dell&#8217;Educazione. Dal 1987 al 2013 sono stato direttore delle scuole comunali di Locarno. 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