{"id":1028,"date":"2001-11-07T16:11:42","date_gmt":"2001-11-07T17:11:42","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=248"},"modified":"2017-10-12T16:00:09","modified_gmt":"2017-10-12T14:00:09","slug":"se-halloween-sostituisce-il-giorno-dei-morti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/se-halloween-sostituisce-il-giorno-dei-morti-2\/","title":{"rendered":"Se Halloween sostituisce il giorno dei morti"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana l\u2019aula era chiusa, e siamo rimasti tutti fuori. C\u2019erano le vacanze autunnali (detto dai laici), quelle dei Morti per i cattolici. Finch\u00e9 Ognissanti e il Giorno dei Morti son rimaste giornate del ricordo \u2013 giornate vissute \u2013 le aule non si chiudevano, non almeno per una settimana di fila. \u00c8 solo da poco pi\u00f9 di vent\u2019anni che si lasciano a casa allievi e studenti ad inizio novembre, per un calcolo molto fiscale d\u2019adattamento del nuovo calendario alle esigenze del mercato. In altre parole: \u00e8 dal 1978 che l\u2019anno scolastico attacca ad inizio settembre (e non pi\u00f9 il 15), per guadagnare il sabato libero e permettere a insegnanti e discenti di sciamare liberamente, il sabato mattina, nelle ancor rare biblioteche pubbliche a disposizione.<br \/>\nOggi dei santi non \u00e8 rimasto pi\u00f9 nulla \u2013 neanche qualche brandello. Figuriamoci dei morti. Quello era l\u2019unico rito che i bambini sapevano vivere sul filo delle radici, senza regali e senza festa: la camminata al cimitero dei padri si ricollegava tutto sommato alla consapevolezza della morte, e manteneva fresco un sentimento d\u2019appartenenza ad una famiglia, ad un paese, ad una nazione, ad una cultura. Sembrava quasi di esistere ed essere importanti per questo.<br \/>\nOra \u00e8 Halloween. Dolcetto o scherzetto. Con una banalit\u00e0, si sarebbe tentati di dire che si tratta dell\u2019ennesimo cedimento all\u2019imperialismo culturale made in U. S. A., come la Coca Cola. Invece non \u00e8 propriamente cos\u00ec, anche se occorre pur riconoscere il peso risoluto dell\u2019azione dei vari bottegai, che pur di vendere hanno importato anche questa, dopo la festa della mamma, quella degli innamorati, la festa della donna, quella del pap\u00e0 e via elencando. Ma il meccanismo di Halloween \u00e8 gentilmente pi\u00f9 sottile, poich\u00e9 sostituisce la ricorrenza del giorno dei Morti \u2013 i propri morti \u2013 con gli estinti hollywoodiani: che ha a che fare mia nonna con le zucche intagliate e illuminate? E il bisnonno? Quali legami si possono scovare tra il lontano e mai conosciuto cugino, morto nel \u201951 a soli tre anni, e gli impiccati e le streghe dei party (si chiamano cos\u00ec, of course) andati in onda in questo Ticino tra l\u2019inizio e la fine di queste appena trascorse vacanze?<br \/>\nDato che questa rubrica si perita di parlare di problemi educativi, a questo punto il lettore potr\u00e0 chiedersi legittimamente cosa c\u2019entrano Halloween e il giorno dei Morti, con la scuola e i suoi scopi; e invece c\u2019entrano, perch\u00e9 anche la Scuola, non sapendo pi\u00f9, da almeno un trentennio, che pesci pigliare, si \u00e8 messa, pi\u00f9 o meno inconsapevolmente, a fare da cassa di risonanza a tutte queste baggianate. Dopo il docente che, beato lui, strutturava il programma di matematica sui Pok\u00e9mon \u2013 vista alla TSI \u2013, si potrebbe proporre alle sedi di scuola media di organizzare, l\u2019ultimo giorno prima delle vacanze, qualche party in onore del dio halloween.<br \/>\n\u00c8 inutile fare il solito predicozzo alle giovani generazioni: proprio perch\u00e9 non ho pi\u00f9 vent\u2019anni, mi mancano le occasioni di ritrovo con il mio gruppo, ma non ho pi\u00f9 l\u2019et\u00e0 per inventarne di nuove. L\u2019importazione di Halloween nell\u2019Europa occidentale non \u00e8 certo una scelta dei sedicenni della Valle di Muggio; \u00e8 invece la generazione dei loro padri che, a furia di politically correct, ha finito con immolarsi sull\u2019altare del conformismo pi\u00f9 torvo, aderendo in tutto e per tutto a quella che Ostellino, proprio sulle pagine di questo giornale, ha chiamato la filosofia del \u201cn\u00e9 n\u00e9\u201d: n\u00e9 al cimitero il 2 novembre (con l\u2019essenziale seguito di caldarroste all\u2019osteria), n\u00e9 per le strade vestiti da scheletri (e poi tutti a ballare); n\u00e9 il comunismo, n\u00e9 il capitalismo; n\u00e9 il femminismo, n\u00e9 il maschilismo. N\u00e9 n\u00e9. Come dicevo in un precedente intervento: penso per me, mi occupo di me\u2026<br \/>\nE la scuola? Che fa, dimmi, che fa? Il Maestro B. \u2013 che da allievo leggeva anche lui il \u201cMarco\u201d di Bertolini e si esaltava ai racconti sulla Patria e sul servizio militare; e che nei \u201970, divenuto insegnante di scuola elementare, faceva le ricerche sui partigiani \u2013 oggi ha aderito anche lui alla dottrina del \u201cn\u00e9 n\u00e9\u201d: non \u00e8 pi\u00f9 di moda far politica a scuola, soprattutto da quando si \u00e8 scoperto che chi a otto anni faceva le ricerche sui partigiani, oggi vota come minimo per Berlusconi. Il \u201cn\u00e9 n\u00e9\u201d del Maestro B., di conseguenza, rischia di confondersi sempre pi\u00f9 con la \u201cnana\u201d dei francesi. Ma che volete? Anche l\u201911 settembre, ormai, fa parte del passato. Come l\u2019arciduca Francesco Ferdinando d\u2019Austria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scorsa settimana l\u2019aula era chiusa, e siamo rimasti tutti fuori. C\u2019erano le vacanze autunnali (detto dai laici), quelle dei Morti per i cattolici. 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