{"id":1086,"date":"2014-06-18T00:00:31","date_gmt":"2014-06-17T22:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=1086"},"modified":"2015-08-16T22:37:43","modified_gmt":"2015-08-16T20:37:43","slug":"la-scuola-la-tradizione-cattolica-e-il-culto-del-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-la-tradizione-cattolica-e-il-culto-del-sole\/","title":{"rendered":"La scuola, la tradizione cattolica e il culto del sole"},"content":{"rendered":"<p>Oggi, mercoled\u00ec 18 giugno 2014, da noi si chiude l\u2019anno scolastico. A met\u00e0 settimana, in modo da rispettare le famose 36.5 settimane di durata dell\u2019anno scolastico: praticamente un dogma.<\/p>\n<p>Buone vacanze agli insegnanti.<\/p>\n<p>L\u2019amico ed ex collega Marco Rossi, direttore delle scuole comunali di Stabio, un paio di mesi fa ha scritto una lettera un po\u2019 stizzita al direttore della divisione della scuola del DECS. Vale la pena, con la sua autorizzazione, riportare quasi per intero il testo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Lettera a un capodivisione<\/h2>\n<p><i>Gi\u00e0<\/i><i> quindici anni fa<\/i><i>,<\/i><i> in qualit\u00e0 di presidente della Conferenza dei Direttori delle Scuole Comunali (CDD)<\/i><i>,<\/i><i> ebbi a scrivere al suo predecessore in merito al calendario scolastico del Canton Ticino<\/i><i>,<\/i><i> legato ancora al cosiddetto calendario agricolo, o alla convinzione che in Ticino in estate fa troppo caldo e quindi le teste degli allievi, e quelle degli insegnanti<\/i><i>,<\/i><i> non possono lavorare. Il nostro cantone detiene di gran lunga il record di settimane di chiusura estiva. La media svizzera \u00e8 di 6-7 settimane, in Ticino sono almeno dieci.<\/i><\/p>\n<p><i>Lasciamo da parte le battute e veniamo al nocciolo della questione. La composizione famigliare, e la realt\u00e0 lavorativa, sono notevolmente cambiate in Ticino dagli anni ottanta dello scorso secolo e ancora di pi\u00f9 negli ultimi dieci anni. Il calendario scolastico no. \u00c8 lo stesso da almeno settant\u2019anni<\/i><i>,<\/i><i> con l\u2019unica riforma dovuta all\u2019anticipo dell\u2019anno scolastico all\u2019inizio di settembre, in cambio del sabato libero. Se non erro verso la fine degli anni settanta.<\/i><\/p>\n<p><i>Oggi la maggioranza delle famiglie ha esigenze diverse da quelle cadenz<\/i><i>ate dal calendario scolastico, t<\/i><i>anto che il mercato del tempo libero \u00e8 diventato uno dei pi\u00f9 redditizi. Il problema \u00e8 l\u2019occupazione dei figli nel lunghissimo periodo di vacanze estive. Fioccano le iniziative <\/i><i>[\u2026]:<\/i><i> colonie, colonie diurne, campi tematici (sportivi, culturali, artistici, ecc.), atelier di uno o pi\u00f9 giorni e quant\u2019altro. \u00c8 sottointeso che il tutto, a parte rarissimi casi, \u00e8 a pagamento, con prezzi non proprio popolari.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0Ci sono famiglie <\/i><i>che se lo possono permettere e altre no. Ci sono quindi bambini e ragazzi \u201cfortunati\u201d<\/i><i>,<\/i><i> che d\u2019estate possono imparare tante belle cose, ed altri che bighellonano fra la televisione, i videogiochi, il giardinetto e il piazzale scolastico.<\/i><\/p>\n<p><i>La scuola in questo caso \u00e8 l\u2019unico luogo gratuito dove tutti possono trascorrere il proprio tempo svolgendo attivit\u00e0 interessanti<\/i><i>,<\/i><i> imparando a diventare adulti.<\/i><\/p>\n<p><i>Se si andasse a scuola fino alla fine di giugno, o si iniziasse a met\u00e0 agosto<\/i><i>,<\/i><i> si potrebbero organizzare, da parte degli istituti, attivit\u00e0 all\u2019aperto, corsi sportivi, atelier manuali, ecc. Non solo lezioni in aula.<\/i><\/p>\n<p><i>Un secondo aspetto dell\u2019anacronistico calendario scolastico \u00e8 l\u2019esigenza di molte famiglie di poter avere periodi di vacanza al di fuori del calendario ufficiale, soprattutto in vicinanza di alcune feste, in particolare il Natale.<\/i><\/p>\n<p><i>Sono diversi i genitori che non possono fare vacanza quando la scuola chiude, siano essi impiegati nel settore turistico, in quello commerciale della vendita, ma anche in quello dei servizi o terziario, oppure anche in quello dell\u2019edilizia (ferma in inverno fino alla terza settimana di gennaio). Con una battuta un po\u2019 cattivella si potrebbe dire che solo gli insegnanti fanno vacanza quando le scuole sono chiuse.<\/i><i> [\u2026]<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il calendario scolastico: uno dei pochi punti fissi della scuola<\/h2>\n<p>Per\u00f2, a dirla tutta, Rossi non ha capito un accidente. Ma \u00e8 comprensibile. \u00c8 un suo pallino (non solo suo, a dire il vero). In altri anni il capo dell\u2019Ufficio del\u2019insegnamento primario amava ripetere che gli ispettori esprimevano idee, mentre i direttori avevano solo pallini.<\/p>\n<p>I tempi son cambiati: solo palle per tutti, ad eccezione di Marco Rossi, che ha conservato qualche legittimo pallino.<\/p>\n<p>Il calendario scolastico \u00e8 solo uno degli elementi assiomatici che fondano i tempi della scuola.<\/p>\n<p>Esiste un tempo giusto per andare a scuola? C\u2019\u00e8 qualche dato pi\u00f9 o meno scientifico che determini quante ore alla settimana \u00e8 necessario stare a scuola? E, parallelamente, qualcuno \u00e8 in grado di dire con sicurezza qual \u00e8 la miglior durata dell\u2019anno scolastico e come si devono alternare i momenti sulle sudate carte e quelli dedicati al riposo?<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, al punto in cui siamo, tali indiscutibili variabili, pressoch\u00e9 indipendenti, determinano i tempi della scuola. \u00c8 una questione in parte astronomica, quasi cosmologica, e in altra parte antropologico-religiosa. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La scuola ruota attorno al sole, anche se non sembra\u2026<\/h2>\n<p>\u00c8 sotto gli occhi di tutti che anche al centro della scuola ci sia il Sole. Siamo al culto egiziano di Ra, il dio del sole. Con l\u2019entrata in vigore del concordato HarmoS quando la terra avr\u00e0 compiuto quattro rivoluzioni intorno al sole il bimbo nato poco dopo il solstizio d\u2019estate dovr\u00e0 andare a scuola.<\/p>\n<p>Ma l\u2019economia e la finanza premono \u2013 e, tanto, molti piccoli di <i>homo sapiens sapiens<\/i> (il doppio <i>sapiens<\/i> \u00e8 naturalmente un\u2019auto adulazione) gi\u00e0 oggi vengono mandati a scuola dopo tre giri, e alcuni sono consegnati ai nidi per l\u2019infanzia ancor prima di terminare il primo giro: senn\u00f2 <i>non se magna<\/i> (o non si paga l\u2019ipoteca sulla villa).<\/p>\n<p>Questo circuito planetario scandisce poi il resto. Per restare nell\u2019ottica HarmoS, dopo i prossimi due giri si entrer\u00e0 nella scuola elementare, dove si permarr\u00e0 per cinque giri. Poi nuovo cambio, per altri quattro giri. Da l\u00ec in avanti ognuno potr\u00e0 continuare a inventarsi qualcosa al termine di ogni giro. Se lo desidera.<\/p>\n<p>Correttezza vuole che non si taccia sulle penitenze: come un grande gioco dell\u2019oca, capita che qualche povero tapino sia costretto a fare dei giri di penalit\u00e0, chiamati, molto prosaicamente, \u201cbocciatura\u201d o \u201cripetizione di classe\u201d. Ma attenzione: se uno \u00e8 considerato particolarmente intrattabile eviter\u00e0 le penalit\u00e0, cos\u00ec che allo scadere della quindicesima rivoluzione attorno al sole, contando dal giorno della nascita, non sar\u00e0 pi\u00f9 costretto ad andare a scuola. Anzi, facilmente l\u2019indurranno ad andare fuori dai piedi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La logica? Un\u2019estranea!<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un secondo aspetto astronomico che determina i tempi. Come \u00e8 noto, nel Canton Ticino l\u2019anno scolastico apre i battenti a inizio settembre e chiude a met\u00e0 giugno, dopo aver totalizzato 36 settimane e mezza (sic) di frequenza effettiva. Tra la partenza e lo striscione d\u2019arrivo si prevedono \u2013 ci mancherebbe \u2013 alcune soste per prendere fiato. Una pausa ogni tot settimane, come imporrebbe la logica? Neanche per sogno.<\/p>\n<p>La partenza e l\u2019arrivo, come scrive Marco Rossi, derivano da un lungo tira e molla tra contadini e borghesi, quando gli stati moderni, ormai oltre due secoli fa, decisero che andare a scuola fosse un vantaggio per lo Stato. Ma le pause intermedie, come vedremo, non seguono la ragione o la logica, ma si basano su ben altri principi.<\/p>\n<p>Ad esempio c\u2019\u00e8 una decina di giorni di vacanza attorno a Pasqua. Ma chi determina la data della Pasqua? Le necessit\u00e0 di riposo di docenti e allievi? Nooo! La Pasqua \u00e8 il modello esemplare della festa mobile. Senza tirarla troppo per le lunghe, la \u201cnostra\u201d Pasqua cade nella domenica seguente il primo plenilunio che viene dopo l\u2019equinozio di primavera. Chiaro? No? Non fa nulla, l\u2019importante \u00e8 aver fede.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che la Pasqua ingozza nella sua scia innumerevoli altre pause, a partire dalle vacanze di Carnevale (che coincidono con le Ceneri), per giungere ai tanti ponti infrasettimanali, pi\u00f9 o meno formali, che caratterizzano la volata finale, da Carnevale alla festa di fine anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Siamo tutti laici, salvo quando qualcosa finisce in saccoccia<\/h2>\n<p>Abbiamo visto sin qui che, al di l\u00e0 delle fanfaluche che scrive Rossi, spacciandole per dimostrazioni socio-scientifiche, il Cosmo determina gran parte dell\u2019anno scolastico. \u00c8 il Cielo che prescrive le vacanze di Carnevale e di Pasqua, col loro seguito di feste ammucchiate entro giugno (Ascensione, Pentecoste e, a volte, Corpus Domini: neanche pi\u00f9 in Italia santificano cos\u00ec tanto le feste). E le altre vacanze? Dapprima vi sono le vacanze autunnali, pi\u00f9 note come \u00abvacanze dei morti\u00bb, che cascano in corrispondenza con Ognissanti. Seguono le mitiche vacanze di Natale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dunque?<\/h2>\n<p>Restano le date d\u2019inizio e fine dell\u2019anno scolastico, nonch\u00e9 gli orari settimanali, che variano \u2013 e aumentano \u2013 in base all\u2019et\u00e0 (numero di giri attorno al sole) e alla tradizione ormai secolare. Le vacanze estive durano quasi due mesi e mezzo. Negli altri cantoni svizzeri non \u00e8 cos\u00ec, ma non \u00e8 il caso di farne un dramma: a parte le questioni cosmologiche, ovviamente identiche, seppur con interpretazioni e percezioni dissimili, esistono tradizioni locali, ci\u00f2 che ci permette di detenere il primato svizzero dell\u2019anno scolastico pi\u00f9 breve dell\u2019intera Confederazione. Ma l\u2019amico Rossi non deve indurre il DECS a insane pensate, come avevo gi\u00e0 scritto in un paio di articoli di un po\u2019 d\u2019anni fa: <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=299\" target=\"_blank\">Le vacanze estive<\/a> (12 giugno 2002) e <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=395\" target=\"_blank\">Gi\u00f9 le mani dalle nostre vacanze estive<\/a> (10 settembre 2003).<\/p>\n<p>Fino a che non cambieranno le regole del gioco meglio non toccare nulla. Per ora la scuola non ha nessuna intenzione di riappropriarsi del primato dell\u2019Insegnare sul primato del Valutare. Continua invece, indebitamente e a casaccio, a basare gran parte della sua condotta (dal tempo trascorso a scuola a quello imposto a casa!) proprio sulla valutazione: con la solita indifferenza alle differenze.<\/p>\n<p>Di questi tempi \u00e8 fin troppo facile, con la scusa dell\u2019economia e della <i>political correctness,<\/i> prendere tre affermazioni di Marco Rossi e farle diventare l\u2019undicesimo comandamento.<\/p>\n<p>Anche se non si \u00e8 capito, ad esempio, come mai tocchi alla scuola occuparsi anche dei suoi tempi morti \u2013 le mense, i doposcuola, le colonie autunnali invernali carnevalesche pasquali ed estive. Se pensiamo che anche i partiti di sinistra, allineati con Economiesuisse e compagnia cantante, chiedono a gran voce la custodia dei cuccioli durante tutti i tempi in cui la scuola tira gi\u00f9 le saracinesche, per permettere ai loro genitori di produrre, siamo per davvero al mondo alla rovescia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Chiudiamola qua, per ora\u2026<\/h2>\n<p>Scherzi a parte, l\u2019amico Rossi ha tante, tantissime ragioni. Ma di questi tempi \u00e8 preferibile far parte delle minoranze emarginate, piuttosto che delle maggioranze confuse e piegate alle pretese dell\u2019economia, nonch\u00e9 alle tracotanti e generalizzate sgroppate dei politici in vista del rinnovo dei poteri cantonali.<\/p>\n<p>Per la rivoluzione copernicana, meglio attendre tempi migliori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, mercoled\u00ec 18 giugno 2014, da noi si chiude l\u2019anno scolastico. 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