{"id":1099,"date":"2014-07-02T01:00:46","date_gmt":"2014-07-01T23:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=1099"},"modified":"2015-08-16T22:26:53","modified_gmt":"2015-08-16T20:26:53","slug":"i-mondi-esistenti-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/i-mondi-esistenti-della-scuola\/","title":{"rendered":"\u00abI mondi esistenti della scuola\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Su <i>La Regione Ticino<\/i> del 26 giugno Daniele Dell\u2019Agnola \u2013 scrittore, musicista, docente al Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI, insegnante di scuola media \u2013 ha pubblicato un breve articolo che, almeno apparentemente, sembra limitarsi a raccontare gli ultimi giorni dell\u2019anno scolastico con un gruppo di suoi allievi di II e di IV media. L\u2019articolo, intitolato <i>I mondi esistenti della scuola<\/i><i>,<\/i> \u00e8 interessante per diverse ragioni, ma anzitutto perch\u00e9 riflette una realt\u00e0 della scuola media che non corrisponde per nulla ai mondi normalmente e diffusamente noti. E, caspita!, esistenti.<\/p>\n<p>Questo breve \u00abdiario\u00bb restituisce dapprima l\u2019autorevole tensione etica dell\u2019insegnante, che dura in maniera intelligente fino al suono dell\u2019ultima campanella, quella del \u00abSciogliete le righe!\u00bb. Siamo insomma lontanissimi da quel clima da <i>tira a campare<\/i> che caratterizza la fine dell\u2019anno scolastico in gran parte degli istituti: tanto le note son gi\u00e0 state depositate e allora conviene svagarsi.<\/p>\n<p><i>\u00ab<\/i><i>I<\/i><i>o non sono qui per avere ragione\u00bb,<\/i> dice l\u2019insegnante a un\u2019allieva quindicenne, dopo aver interpretato al meglio il suo ruolo <i>\u00abdi generatore di conflitti produttivi\u00bb:<\/i> ci\u00f2 che ci riporta dritti dritti alla necessit\u00e0 che l\u2019insegnamento scolastico forgi <i>teste ben fatte,<\/i> anzich\u00e9 rifugiarsi nello stupido intento delle <i>teste ben piene\u2026<\/i><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la cronaca della parte finale di un lungo percorso sulla lettura dei classici, iniziato in settembre e che ha avuto il suo apice con una rappresentazione teatrale a fine anno. Qui si inserisce l\u2019episodio, per certi versi drammatico, di quell\u2019allievo che <i>\u00abdisturba da mesi il lavoro del gruppo e dimostra un atteggiamento distruttivo\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00abA due giorni dal debutto <\/i>\u2013 annota Dell\u2019Agnola \u2013 <i>privo di strumenti pedagogici, spaesato, alzo la voce. Il ragazzo sta agendo in modo preoccupante. Gli chiedo di seguirmi. Ci sediamo. Gli spiego che non potr\u00e0 recitare\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Alla fine quel ragazzo rester\u00e0 escluso dalla recita, ma non dal gruppo. Forse in un altro contesto sarebbe stato allontanato diversi mesi fa, preso a carico da qualche servizio designato al contenimento e alla terapia dei famosi \u00abcasi difficili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Mi \u00e8 sembrato giusto conservare e mettere in evidenza questo bel modo di interpretare la scuola media, che \u00e8 scuola obbligatoria: perch\u00e9 costruisce conoscenze e cultura, e nel contempo genera educazione. Chiss\u00e0? Magari se tutta la scuola obbligatoria fosse sempre cos\u00ec umanista, anche i <i>mondi impossibili<\/i> diverrebbero un po\u2019 pi\u00f9 vicini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di seguito, dunque, ecco integralmente l\u2019articolo di Dell\u2019Agnola (mi sono preso solo qualche piccola libert\u00e0 grafica).<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>\u00abSiamo in quarta media, a un passo dal mondo della realt\u00e0 e non abbiamo pi\u00f9 tempo per favole, perch\u00e9 la fantasia non \u00e8 all\u2019altezza della realt\u00e0\u00bb.<i> Cos\u00ec scrive una quindicenne, riflettendo in modo critico durante un\u2019attivit\u00e0 di analisi del testo che ha coinvolto alcuni allievi, lettori obbligati del \u00abCavaliere inesistente\u00bb di Italo Calvino.<\/i><\/p>\n<p>\u00abCredevo fosse la realt\u00e0, a non essere all\u2019altezza della fantasia\u00bb<i> replico, dopo aver letto il testo della ragazza ad alta voce, di fronte alla classe.<\/i><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ho sbagliato, ha ragione lei\u00bb<i> conclude, cercando di non tirarla per le lunghe.<\/i><\/p>\n<p><i>Insisto nel dibattito, gioco la mia parte di generatore di conflitti produttivi e apro le <\/i>Filastrocche in cielo e in terra<i> di Rodari. <\/i>\u00abLa scuola dei grandi\u00bb<i> recita cos\u00ec:<\/i><\/p>\n<blockquote><p>Anche i grandi a scuola vanno \/ tutti i giorni di tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p>Una scuola senza banchi, \/ senza grembiuli n\u00e9 fiocchi bianchi,<\/p>\n<p>e che problemi, quei poveretti, \/ a risolvere sono costretti:<\/p>\n<p>In questo stipendio fateci stare \/ vitto, alloggio e un po\u2019 di mare.<\/p>\n<p>La lezione \u00e8 un vero guaio: \/ Studiare il conto del calzolaio.<\/p>\n<p>Che mal di testa, il compito in classe: \/ C\u2019\u00e8 l\u2019esattore, pagate le tasse.<\/p><\/blockquote>\n<p><i>Ci vuole fantasia, le spiego, anche per descrivere la realt\u00e0. I ragazzi mi osservano come se fossi un extra terrestre.<\/i><\/p>\n<p>\u00abLe ho detto che ha ragione lei\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abVa bene, ma io non sono qui per avere ragione\u00bb.<\/p>\n<p><i>L\u2019episodio \u00e8 interessante, perch\u00e9 tocca la sensibilit\u00e0 di una ragazza che sta scegliendo un sentiero percorribile dopo la scuola dell\u2019obbligo, con pensieri e ragionamenti apparentemente aggrappati alla concretezza del vivere, ma con un bisogno malcelato di volare via, ribelli sopra una mongolfiera lanciata nell\u2019impossibile.<\/i><\/p>\n<p><i>Il giorno dopo sono impegnato in un lavoro teatrale, germogliato dalla lettura di classici della letteratura, proposti ai pi\u00f9 piccoli allievi di seconda media e condivisi grazie ad un\u2019attivit\u00e0 di analisi e confronto degli eroi, in seguito rappresentati sul palco in una storia che ancora Rodari definirebbe \u00abinsalata di trame\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><i>Un ragazzo disturba da mesi il lavoro del gruppo e dimostra un atteggiamento distruttivo. A due giorni dal debutto, privo di strumenti pedagogici, spaesato, alzo la voce. Il ragazzo sta agendo in modo preoccupante. Gli chiedo di seguirmi. Ci sediamo. Gli spiego che non potr\u00e0 recitare. Da gennaio a giugno, seguendo un doposcuola che si \u00e8 svolto dalle 15.30 alle 17.00 e un fine settimana trascorso in montagna, con nove ore di prove teatrali, ha davvero ostacolato la costruzione dello spettacolo. Sostiene di essere in grado di recitare e di rispettare gli altri. Mantengo la mia posizione. Presenter\u00e0 in modo impeccabile la serata e preparer\u00e0 i ringraziamenti finali, senza \u00abstare nella storia\u00bb, ma rimanendo nel gruppo.<\/i><\/p>\n<p><i>A questa realt\u00e0 va aggiunta una considerazione conclusiva, scritta da due allievi che hanno partecipato alla messinscena di una pi\u00e8ce sulla quale sembrava impossibile scommettere.<\/i><\/p>\n<p>\u00abBuongiorno, oggi vi voglio raccontare l\u2019emozione che ho provato di fronte al pubblico: durante la mia prima scena mi sono sentito molto emozionato, ma soprattutto nervoso. Ero solo e mi ritrovavo da solo a dover dire con una scatola in mano: <em>\u201cAllora! Nessuno che mi aiuta a portare dentro le scatole\u201d?<\/em> Ad un tratto, una marea di gente che mi guardava. (\u2026) Credo che se un giorno decidessi di diventare attore, sono sicuro che la sensazione che ho provato sar\u00e0 meno forte e meno bella della mia prima volta sul palco\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIo ho interpretato il ruolo di Cosimo di Rond\u00f2 (il Barone rampante): il mio personaggio serviva, nello spettacolo, a rompere la quarta parete e quindi a renderlo pi\u00f9 interessante\u00bb.<\/p>\n<p><i>Si conclude cos\u00ec un altro anno scolastico tra scritture, letture e ricerche, salutato da solchi di realt\u00e0, bisognosi di mondi impossibili.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su La Regione Ticino del 26 giugno Daniele Dell\u2019Agnola \u2013 scrittore, musicista, docente al Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI, insegnante di scuola media \u2013 ha pubblicato un breve articolo che, almeno apparentemente, sembra limitarsi a raccontare gli ultimi giorni dell\u2019anno scolastico con un gruppo di suoi allievi di II e di IV media. 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