{"id":1140,"date":"2014-08-13T19:14:32","date_gmt":"2014-08-13T17:14:32","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=1140"},"modified":"2015-08-16T18:08:03","modified_gmt":"2015-08-16T16:08:03","slug":"elogio-al-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/elogio-al-maestro\/","title":{"rendered":"Elogio al Maestro"},"content":{"rendered":"<p><em>Sul \u00abCorriere della Sera\u00bb del 13 agosto 2014 Beppe Severgnini ha scritto uno straordinario ricordo di Robin Williams, con un toccante articolo che \u00e8 un elogio alla figura del Maestro:<\/em> <strong><em>\u00abCapitano, mio capitano\u00bb. Quell\u2019attimo fuggente che commuove. Il professore Keating, un maestro di vita. Perch\u00e9 ci rattrista la scomparsa dell\u2019attore.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/l-attimo-fuggente-film.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1806 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/l-attimo-fuggente-film.jpg\" alt=\"l-attimo-fuggente-film\" width=\"800\" height=\"610\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/l-attimo-fuggente-film.jpg 800w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/l-attimo-fuggente-film-300x229.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>L\u2019attimo fuggente e il professor Keating che muovono l\u2019articolo sono quelli del bellissimo film del 1989 diretto da Peter Weir, in cui Robin Williams d\u00e0 vita a una storia emozionante, nei panni del professor John Keating, l\u2019insegnante di lettere che sprona gli studenti a mettersi in piedi sui banchi per vedere il mondo da un\u2019angolazione diversa, e a strappare le pagine accademiche sul tema \u00abComprendere la poesia\u00bb, perch\u00e9 non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia. Il titolo italiano del film, \u00abL\u2019attimo fuggente\u00bb, si rif\u00e0 al Carpe diem di Orazio, ma \u00e8 certamente pi\u00f9 ermetico del titolo originale, \u00abDead Poets Society\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel tempo della scuola sempre pi\u00f9 tecnocratica e darwinista, che privilegia i test e la selezione a scapito dell\u2019Educazione e dell\u2019Insegnamento, l\u2019articolo di Severgnini \u00e8 quasi un piccolo trattato di pedagogia, una riflessione che rende un emozionante omaggio al grande Robin Williams.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Vi siete mai chiesti perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Qj0il0ll2Ds\" target=\"_blank\">il finale di <em>L\u2019attimo fuggente,<\/em><\/a> ogni volta, ci commuove? Ricordate? Il professor John Keating (Robin Williams), cacciato dalla scuola, lascia l\u2019aula per l\u2019ultima volta. I suoi ragazzi non ci stanno, gli rendono omaggio. Uno dopo l\u2019altro, salgono in piedi sul banco ed esclamano: <em>\u00abCapitano, mio capitano!\u00bb.<\/em><br \/>\nPerch\u00e9 quella scena, invece di apparire enfatica, \u00e8 cos\u00ec potente e universale? La ricordano in Asia, la citano in America, la riproduciamo in Europa nei convegni aziendali: l\u2019amministratore delegato vorrebbe ispirare come il professor Keating, e rischia d\u2019irritare come il pedante sostituto in cattedra.<\/p>\n<p><strong>La risposta \u00e8 semplice<\/strong>. Quella scena ci colpisce perch\u00e9 tutti sentiamo d\u2019aver bisogno di un maestro. Sempre, dovunque, a ogni et\u00e0. Desideriamo, magari senza rendercene conto, una guida che indichi la strada: per di l\u00e0. Senza spingerci: basta l\u2019incoraggiamento.<\/p>\n<p><strong>\u00abMaestro\u00bb era l\u2019appellativo di Ges\u00f9 Cristo nei Vangeli<\/strong>. L\u2019omaggio dei contemporanei ai grandi del Rinascimento. Oggi il vocabolo non se la passa bene. Banalizzato a scuola \u2013 dove qualche folle pensa sia meno prestigioso di \u00abdocente\u00bb \u2013 e inflazionato nella vita quotidiana. Quando non possiamo vezzeggiare il prossimo con un titolo di studio, o adularlo con qualche carica altisonante (vicepresidente! egregio direttore!), ricorriamo a \u00abmaestro\u00bb. Pittori di provincia, poeti dilettanti, cattedratici sgonfi, allenatori in pensione: un inchino verbale non si nega a nessuno.<br \/>\nNon \u00e8 un titolo ambito, maestro. Pochi sembrano interessati a conseguirlo. \u00abC\u2019\u00e8 una grande gioia a incoraggiare il talento\u00bb diceva John Travolta, accademico sovrappeso e alcolizzato in <em>In una canzone per Bobby Long;<\/em> e cambiava la vita della ragazzina bionda e confusa che seminava dubbi e mutande per la casa (Scarlett Johansson). Quanti professori universitari, oggi, hanno voglia di diventare maestri? Ordinari, certo. Maestri, chiss\u00e0. Quanti datori di lavoro pensano di dover dare, invece di continuare a chiedere; e insegnare, invece di limitarsi a giudicare? Quanti imprenditori e professionisti passano competenze e opportunit\u00e0 alle nuove generazioni, invece di considerarsi l\u2019inizio e la fine di ogni cosa?<\/p>\n<p><strong>Essere un maestro \u00e8 un impegno<\/strong>: un\u2019auto-certificazione di generosit\u00e0. Esiste uno speciale egoismo contemporaneo che ha preso forme accattivanti. Qualcuno lo chiama individualismo; altri, realismo. Molti teorizzano la necessit\u00e0 di viziarsi, di salvaguardarsi, di pensare a s\u00e9. \u00abFatevi le coccole\u00bb \u00e8 una delle pi\u00f9 fastidiose espressioni pubblicitarie degli ultimi anni: le coccole si fanno ai bambini e a chi si ama, non a se stessi. Esiste l\u2019onanismo del cuore, e non \u00e8 bello da vedere.<br \/>\nI maestri, di cui Robin Williams fornisce una poderosa interpretazione, non fanno coccole: offrono aiuto e suggerimenti e ispirazione. Segnalano svolte e insegnano prospettive. Indicano una via e la illuminano: pu\u00f2 essere una scala verso il cielo, se uno crede all\u2019aldil\u00e0 o ai Led Zeppelin; o un passaggio sicuro nel bosco delle decisioni difficili. I maestri \u2013 quelli veri \u2013 non chiedono niente di cambio. Non sono life coaches. La ricompensa \u00e8 l\u2019onore di trasmettere qualcosa, il piacere di aiutare chi viene dopo. Piacere gratuito; quindi, impopolare.<\/p>\n<p><strong>Ci sono rischi, ovviamente<\/strong>. La domanda di maestri ha creato un\u2019offerta vasta, varia e insidiosa. La parodia del carisma pu\u00f2 ingannare chi cerca e ha fretta di trovare. Psicologi e filosofi trasformati in santoni; leader politici impegnati nella costruzione del monumento personale; spericolati improvvisatori new age; sacerdoti che posano da guru; gruppi e sette che dispensano dal pensare e, nel calore del gruppo, addormentano le coscienze. Non salite sul banco, davanti a questi personaggi, come gli studenti del professor Keating; nascondetevi sotto, e tappatevi le orecchie.<\/p>\n<p><strong>Gli attimi fuggono, i gesti rimangono.<\/strong> Ecco perch\u00e9 il mondo s\u2019\u00e8 commosso, come non si vedeva da tempo in occasione della scomparsa di un attore. Non \u00e8 solo la strabiliante abilit\u00e0 di Robin Williams che ci mancher\u00e0; non \u00e8 tanto la sua strepitosa galleria di personaggi. Ci mancher\u00e0 qualcuno che ci ricordi con passione, a colori, con poesia quanto abbiamo bisogno di maestri.<br \/>\nCapitano, mio capitano!, tu lo insegnavi: qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul \u00abCorriere della Sera\u00bb del 13 agosto 2014 Beppe Severgnini ha scritto uno straordinario ricordo di Robin Williams, con un toccante articolo che \u00e8 un elogio alla figura del Maestro: \u00abCapitano, mio capitano\u00bb. Quell\u2019attimo fuggente che commuove. Il professore Keating, un maestro di vita. Perch\u00e9 ci rattrista la scomparsa dell\u2019attore. 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