{"id":1330,"date":"2014-12-18T23:37:35","date_gmt":"2014-12-18T22:37:35","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=1330"},"modified":"2015-08-15T17:37:55","modified_gmt":"2015-08-15T15:37:55","slug":"la-meritocrazia-e-la-scuola-che-verra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-meritocrazia-e-la-scuola-che-verra\/","title":{"rendered":"La meritocrazia e \u00abLa scuola che verr\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Ammetto che stamattina mi \u00e8 proprio scappata, la parolaccia. E ad alta voce, tanto che quei tre gatti agli altri tavoli del bar, anche loro con la testa tra le pagine del quotidiano, mi hanno guardato per un attimo con una certa perplessit\u00e0. Ma quando si leggono certe perle \u00e8 difficile trattenersi.<\/p>\n<p>A pagina 4 del mio quotidiano del momento c\u2019era un articolo che riferiva della riunione del comitato cantonale del Partito Popolare Democratico, che si era svolta la sera precedente a Sant\u2019Antonino. Niente di particolarmente eccitante, insomma, le solite cronache della politica nostrana, che, in vista delle elezioni cantonali dell\u2019aprile prossimo, riferiscono di queste rappresentazioni elettorali.<\/p>\n<p>Dopo una colonna e mezza coi soliti battibecchi riferiti agli \u201cavversari politici\u201d, ecco la raffinatezza che m\u2019ha fatto perdere il fair play. Ha riferito il giornalista che Fabio Regazzi, attuale consigliere nazionale e candidato al consiglio di stato, <em>si \u00e8 soffermato in maniera critica sulla riforma della scuola dell\u2019obbligo illustrata la scorsa settimana dal DECS \u2013 <\/em>che sarebbe poi il progetto<em><span style=\"color: #000000;\"> La scuola che verr\u00e0, <\/span><\/em>di cui ho scritto domenica scorsa. Lapidario anche lui: <em>\u00abRitengo fondamentale ristabilire la meritocrazia, cosa per\u00f2 difficilmente raggiungibile con la soppressione di valutazioni e licenze\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 nell\u2019aria una gran puzza di cose gi\u00e0 vissute e ampiamente sperimentate. Eppure siamo ancora da quelle parti, col dubbio atroce, come ho scritto domenica, che in tanti, dentro e fuori la scuola, la pensino esattamente allo stesso modo. Per\u00f2\u2026<\/p>\n<p>Come si fa a essere sicuri che non abbiano ragione Tarchini, Regazzi e i tanti che la pensano come loro? In fondo le statistiche ci dicono quasi sempre che pi\u00f9 i genitori si trovano nelle parti alte delle classifiche della ricchezza, economica e\/o culturale, pi\u00f9 i figli prenderanno note migliori a scuola. E viceversa. Allora se ne prenda atto. Anzi, la meritocrazia, cio\u00e8 il <em>dominio dei meriti,<\/em> potrebbe cominciare gi\u00e0 all\u2019entrata nella scuola, ad esempio mettendo insieme, in classi omogenee, tutti i figli il cui padre \u00e8 nato prima di loro.<\/p>\n<p>Ha scritto l\u2019indimenticabile Fortebraccio: <em>\u00abL\u2019onorevole Cariglia si vanta, giustamente, di essere \u201cvenuto su dal nulla\u201d e quando parla lo fa per dimostrare che c\u2019\u00e8 rimasto\u00bb.<\/em> Succede a molti e un po&#8217; dappertutto: basta avere i meriti.<\/p>\n<p>Certo, nel paese che diede i natali a Jean-Jacques Rousseau e a Johann Heinrich Pestalozzi si potrebbe immaginare di riuscire a creare una <strong><em>scuola che verr\u00e0<\/em><\/strong> dove imparare bene sia pi\u00f9 importante che prendere belle note. Si pu\u00f2 fare, a condizione che ci credano per primi quelli che la scuola la fanno giorno dopo giorno, con impegno, competenza e passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ammetto che stamattina mi \u00e8 proprio scappata, la parolaccia. E ad alta voce, tanto che quei tre gatti agli altri tavoli del bar, anche loro con la testa tra le pagine del quotidiano, mi hanno guardato per un attimo con una certa perplessit\u00e0. Ma quando si leggono certe perle \u00e8 difficile trattenersi. 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