{"id":242,"date":"2001-08-29T16:06:30","date_gmt":"2001-08-29T17:06:30","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=242"},"modified":"2017-10-12T16:02:43","modified_gmt":"2017-10-12T14:02:43","slug":"si-aprono-le-scuole-e-continua-il-doposcuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/si-aprono-le-scuole-e-continua-il-doposcuola\/","title":{"rendered":"Si aprono le scuole\u2026 e continua il doposcuola"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019apertura di un nuovo anno scolastico porta con s\u00e9 una sorta di ritualit\u00e0 che, a ben vedere, non ha pi\u00f9 molte ragioni di esistere rispetto a quel lontano passato in cui si era deciso che occorreva tornare sui banchi di scuola con la fine dell\u2019estate. All\u2019epoca, il ritorno a scuola coincideva per molti con la discesa dagli alpi, con il crepuscolo della natura, per certuni con la fine di tre lunghi mesi di spensierata vacanza. Se solo si riflette con un po\u2019 di cura, bisogna convenire che ancora fino a pochi decenni fa l\u2019anno scolastico e l\u2019attivit\u00e0 di gran parte della popolazione si svolgevano in una sorta di reciproco rispetto e di assoluta non belligeranza. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec \u2013 o, almeno, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec per tutti.<br \/>\nPrendiamo quella importante fetta di popolazione che \u00e8 legata indissolubilmente all\u2019industria turistica: per loro il momento di maggiore impegno \u00e8 proprio l\u2019estate, e sappiamo che nel XXI secolo non \u00e8 pi\u00f9 il solo tradizionalissimo capofamiglia che, di buon mattino, si reca al lavoro. Al contrario sono molte le coppie di genitori che, durante l\u2019estate, devono arrangiarsi alla bell\u2019e meglio alla ricerca di una soluzione per accudire i figli. Contemporaneamente molti enti pubblici \u2013 a volte attraverso gli stessi istituti scolastici che han chiuso i battenti a met\u00e0 giugno \u2013 devono creare dei luoghi in cui raccogliere i figli di chi lavora. Poi, quando gli alberghi e i campeggi avranno chiuso, questi genitori non potranno godersi le vacanze coi figli, che nel frattempo avranno iniziato la scuola.<br \/>\nDurante tutti i fabulous sixties era uso per molte madri raggiungere il mare, la campagna o la montagna col seguito di figli, mentre i padri restavano facilmente a casa e raggiungevano la famiglia per il fine settimana. Indubitabilmente oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire che tra l\u2019istituzione scolastica e la cosiddetta societ\u00e0 civile vi siano ancora dei chiari contratti di funzionalit\u00e0 e rispetto reciproco. \u00c8 come se ci si fosse dimenticati che la scuola non \u00e8 solo il luogo in cui si \u201cimparano delle cose\u201d e ci si educa, ma anche istituzione di socialit\u00e0 e socializzazione. Insomma: non vi \u00e8 pi\u00f9 un grande accordo tra i due, e la questione dei tempi \u00e8 solo un aspetto \u2013 per molti, neanche il pi\u00f9 importante.<br \/>\nCos\u00ec luned\u00ec prossimo il rito del ritorno sui banchi di scuola sar\u00e0 celebrato dando i numeri, come ogni anno: tanti allievi, tanti docenti, tanti (speriamo pochi) disoccupati. Sar\u00e0 una specie di ranz des vaches, senza il vestito bello e i canti e le danze, sostituiti con le crude statistiche, che non servono agli allievi n\u00e9 ai loro insegnanti, ma che danno almeno l\u2019impressione di una grande macchina che si \u00e8 messa in moto, quasi istintivamente, come una sorta di risveglio dal naturale letargo. Anzi: per troppi sar\u00e0 il debutto di un altr\u2019anno di sofferenze, in lotta con la media del 4.65, frastornati dall\u2019impalpabile incomprensibilit\u00e0 d\u2019un\u2019espressione algebrica.<br \/>\nA differenza del Capodanno, non \u00e8 neanche possibile dar voce ad astrologi e veggenti per sentire ci\u00f2 che ci aspetta: perch\u00e9 dietro l\u2019angolo c\u2019\u00e8 la consuetudine, null\u2019altro che la consuetudine. Anche nell\u2019anno che verr\u00e0 si faranno grandi dibattiti, si imposteranno commissioni e gruppi di lavoro, ma i problemi veri resteranno sempre gli stessi \u2013 che, anzi!, per certi versi peggiorano anno dopo anno. Che bello sarebbe, un giorno, sentire che nessun allievo della scuola dell\u2019obbligo \u00e8 stato bocciato, che tutti hanno imparato, che il sostegno pedagogico \u00e8 stato abolito perch\u00e9 divenuto superfluo\u2026 Che meraviglia sarebbe sapere che l\u2019atavica suddivisione della scuola in materie \u00e8 sparita sul serio: non pi\u00f9 un\u2019istruzione esoterica, ma un cammino che studenti e maestri percorrono insieme, accorpando scienza ed umanesimo, imparando il rispetto di s\u00e9 e degli altri, assimilando pian piano cosa significa vivere e far vivere la democrazia.<br \/>\nInvece neanche luned\u00ec prossimo leggeremo di questi miracoli. Ancora una volta ci dovremo accontentare dei numeri, mentre ci informeranno che i nostri adolescenti impareranno ancor pi\u00f9 precocemente l\u2019inglese, navigheranno felici nel web e avranno mense e doposcuola dappertutto: appunto, DOPOscuola.<br \/>\nMa andr\u00e0 meglio l\u2019anno prossimo, quando \u2013 senza neppure aver bisogno di maghi e stregoni \u2013 tante cose cambieranno da cos\u00ec a cos\u00ec, rivoltate come un guanto: avremo modo di riparlarne.<br \/>\nNel frattempo, buon anno scolastico a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019apertura di un nuovo anno scolastico porta con s\u00e9 una sorta di ritualit\u00e0 che, a ben vedere, non ha pi\u00f9 molte ragioni di esistere rispetto a quel lontano passato in cui si era deciso che occorreva tornare sui banchi di scuola con la fine dell\u2019estate. 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