{"id":2430,"date":"2015-09-28T22:44:39","date_gmt":"2015-09-28T20:44:39","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2430"},"modified":"2016-05-17T15:35:23","modified_gmt":"2016-05-17T13:35:23","slug":"schtrunk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/schtrunk\/","title":{"rendered":"Schtrunk!"},"content":{"rendered":"<p>Avevo concluso <em>\u00ab<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-CO\" target=\"_blank\">A cosa potr\u00e0 mai servire proporre Ovidio a ragazzini di dieci anni?<\/a>\u00bb\u00a0<\/em>con toni tra l\u2019apocalittico e l\u2019ironico, mettendo insieme una celebre battuta di Fantozzi e l\u2019attualit\u00e0 della scuola dell\u2019obbligo. Sempre pi\u00f9 spesso, avevo scritto, sono l\u00ec l\u00ec per spararla grossa e parafrasare il Fantozzi Rag. Ugo: <em>\u00abPer me\u2026 La scuola dell\u2019obbligo\u2026\u00bb.<\/em> Mi ero fermato l\u00ec, per evitare ruzzoloni scatologici. Un lettore del mio blog ha per\u00f2 voluto commentare, frugando in YouTube: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xDr7fi1gFco\" target=\"_blank\">92 minuti di applausi.<\/a><\/p>\n<p>Nella sua rubrica settimanale su <em>Il <\/em><em>Caff\u00e8 <\/em>del 27 settembre 2015, Renato Martinoni ha citato un bell\u2019articolo che Pier Paolo Pasolini aveva pubblicato sul Corriere della Sera nel 1975. Martinoni fa sua, nel titolo e pur con gli inevitabili e necessari distinguo, la duplice proposta pasoliniana di quarant\u2019anni fa:\u00a0<a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Martinoni-Fogli-in-libert\u00e0-27-09-2015.pdf\" target=\"_blank\">Abolire la scuola e oscurare la tiv\u00f9<\/a> \u2013 un titolo che, per certi versi e da altri punti di vista, fa il paio con quella mia conclusione, un poco sovversiva, dell\u2019articolo appena citato.<\/p>\n<p>Non conoscevo questo articolo di Pasolini, di grande interesse, che si pu\u00f2 leggere nell&#8217;archivio del <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/speciali\/pasolini\/scuola.html\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a> (oppure lo si pu\u00f2 recuperare <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/PPP-Aboliamo-la-tv-e-la-scuola-dellobbligo-Corsera-18-10-1975.pdf\" target=\"_blank\">qui<\/a>).<\/p>\n<figure id=\"attachment_2429\" aria-describedby=\"caption-attachment-2429\" style=\"width: 166px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Pier-Paolo-Pasolini-1973.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2429\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Pier-Paolo-Pasolini-1973-332x1024.jpg\" alt=\"Pier Paolo Pasolini al Festival del Film di Locarno del 1973 (la foto \u00e8 mia).\" width=\"166\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Pier-Paolo-Pasolini-1973-332x1024.jpg 332w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Pier-Paolo-Pasolini-1973-97x300.jpg 97w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Pier-Paolo-Pasolini-1973-600x1850.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Pier-Paolo-Pasolini-1973.jpg 816w\" sizes=\"auto, (max-width: 166px) 100vw, 166px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2429\" class=\"wp-caption-text\">Pier Paolo Pasolini al Festival del Film di Locarno del 1973 (la foto \u00e8 mia).<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019anno precedente questo grande intellettuale \u2013 poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, editorialista e giornalista: ma la \u00abdefinizione\u00bb \u00e8 perfino riduttiva \u2013 aveva pubblicato uno <em>\u00ab<\/em><em>Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia\u00bb<\/em><em>,<\/em> sempre sul <em>Corriere della sera<\/em> (10 giugno 1974, col titolo <em>\u00abGli italiani non sono pi\u00f9 quelli\u00bb),<\/em> completato il mese dopo (11 luglio 1974) con <em>\u00abAmpliamento del \u201cbozzetto\u201d sulla rivoluzione antropologica in Italia\u00bb,<\/em> apparso sul settimanale politico <em>\u00abIl Mondo\u00bb<\/em> sottoforma di intervista a Guido Vergani. Tra l\u2019altro ne avevo parlato in un precedente articolo: <a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-4f\" target=\"_blank\">Di competenze, conoscenze, valutazioni e regole del gioco<\/a>.<\/p>\n<p>Entrambi gli scritti sono stati pubblicati nel bel volume <em>Scritti corsari:<\/em> ho l\u2019edizione dell\u2019editore Garzanti del 1975; lo stesso editore ha nuovamente dato alle stampe il volume nel gennaio del 2015. \u00c8 una raccolta di articoli, pubblicati tra il gennaio del 1973 e il febbraio del 1975, che bisognerebbe conoscere, anche perch\u00e9 sono anni che hanno profondamente marchiato l\u2019Occidente e la scuola, non solo quella dell\u2019obbligo.<\/p>\n<p>Ai tempi della mia formazione professionale, alla Magistrale ancora seminariale, avevo intuito che la scuola \u00e8 un Apparato Ideologico di Stato. Il mio insegnante di pedagogia era partito da Louis Althusser, il filosofo francese attivo negli anni di Claude L\u00e9vi-Strauss e di Michel Foucault. La scuola, secondo questa teoria, \u00e8 uno strumento dello Stato per educare il popolo piegandolo all\u2019ideologia dominante, a braccetto con le chiese, le universit\u00e0, i sindacati e i partiti politici. Mi scuso per la sintesi estrema, che naturalmente non rende giustizia al professor Althusser, e neanche al mio insegnante di pedagogia.<\/p>\n<p>Oggi il quadro sembra pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p>Se sfoglio i <em><a href=\"http:\/\/www2.supsi.ch\/cms\/storiascuola\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2015\/05\/1959_SE_SM_SD.pdf\" target=\"_blank\">Programmi per le scuole obbligatorie del Cantone Ticino<\/a><\/em> del 1959 il progetto dello Stato per l\u2019educazione dei futuri cittadini \u00e8 chiaro e lineare. I <em>Programmi per scuola elementare<\/em> del 1984, invece, risentono gi\u00e0 di quel \u00abpoliticamente corretto\u00bb che sarebbe diventato pi\u00f9 famoso qualche anno dopo, tanto che si incontrano i primi eccessi di <em>pedagogismo, <\/em>il progetto educativo si annacqua d\u2019un certo universalismo di maniera \u2013 pi\u00f9 cittadini del mondo che attori consapevoli in loco, almeno, umilmente, come punto di partenza \u2013 e i contenuti dell\u2019istruzione sono attenti al massimo grado di neutralit\u00e0 ed equidistanza. Insomma: se nel 1959 si poteva ancora leggere che <em>\u00abA suscitare amore per la patria e per le sue istituzioni devono contribuire tutte le discipline scolastiche e le manifestazioni patriottiche\u00bb,<\/em> nel 1984 di \u201cpatri\u201d restano solo i <em><strong>patri<\/strong>ziati<\/em> e il <em><strong>patri<\/strong>monio.<\/em><\/p>\n<p>Sin dalle prime righe dei programmi dell&#8217;84 si legge che <em>\u00abNulla (\u2026) di ci\u00f2 che costituisce l\u2019umanit\u00e0 della persona pu\u00f2 essere trascurato nella formazione scolastica: essa favorir\u00e0 lo sviluppo del pensiero, dei sentimenti, del corpo dell\u2019allievo: lo introdurr\u00e0 a una cultura che gli permetta di partecipare pienamente alla vita sociale; former\u00e0 in lui responsabilit\u00e0 e senso civico, la coscienza dei legami che ci uniscono agli altri e l\u2019impegno morale\u00bb.<\/em> Ma ritrovare questa dichiarazione d\u2019intenti nel <em>corpus<\/em> dei programmi \u00e8 difficile.<\/p>\n<p>Per giungere all\u2019attualit\u00e0 pi\u00f9 stretta, sono in arrivo i nuovi piani di studio della scuola dell\u2019obbligo, che nascono in un contesto globalizzato mondialmente e (H)armonizzato(S) a livello svizzero. Sar\u00e0 interessante vedere come sar\u00e0 la <em>Scuola che verr\u00e0,<\/em> che passer\u00e0 proprio, in prima istanza, da questi corposi nuovi piano di studio.<\/p>\n<p>Io, che sono pi\u00f9 vicino alle idee di scuola di un C\u00e9lestin Freinet, di un Don Milani, di un Pestalozzi o di un Lombardo-Radice, faccio fatica a capire il progetto di questa scuola che perde un sacco di tempo in verifiche, tempo sottratto all\u2019insegnamento, e che, senza dichiararlo schiettamente, \u00e8 divenuta utilitarista a oltranza. Chi sia a dettare l\u2019agenda scolastica allo Stato non \u00e8 chiaro, e gi\u00e0 questo dovrebbe costituire un motivo di apprensione.<\/p>\n<p>Il che porta a chiedersi: dov\u2019\u00e8 finito il tanto vituperato Apparato Ideologico di Stato, bench\u00e9 le analisi marxiane non siano pi\u00f9 di moda? Chi tiene le briglie dell\u2019Educazione dei futuri cittadini? Magari la scuola di oggi \u00e8 proprio quella che vuole la <em>gente:<\/em> pi\u00f9 democratico di cos\u00ec, insomma, si muore. Si pu\u00f2 reclamare tutto e il contrario di tutto e la politica \u00e8 l\u00ec, pronta a cavalcare tutto e il contrario di tutto. Solitamente senza neanche arrossire.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che non sono un fautore dell\u2019illustre <em>benevolent dictator,<\/em> del dittatore illuminato; ma faccio fatica a capire perch\u00e9, in pochi anni, e attraverso un movimento di sinistra com\u2019\u00e8 stato il Sessantotto, si sia arrivati a questa societ\u00e0 cos\u00ec poco umana e umanista, a questo contesto sociale dominato dalla competitivit\u00e0 pi\u00f9 spinta e da una marea di procedure alienanti e frustranti, da una scuola selettivissima, che, al contempo, illude le persone con la balla delle pari opportunit\u00e0. Ma non si sa a chi dare la colpa, non si conosce l\u2019avversario politico, non \u00e8 possibile preparare una strategia politica per combattere. Il muro \u00e8 sempre pi\u00f9 gommoso e attaccaticcio. Tutto sembrerebbe iniziato con Margaret Thatcher e Ronald Reagan, non propriamente dei politici di sinistra.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, visto che mi piace prendere a prestito comici e artisti del passato, sento il bisogno, per concludere, di rubare le parole a quell&#8217;indimenticabile personaggio di Charlie Chaplin che \u00e8 Adenoid Hynkel: democracy schtrunk, liberty schtrunk, freespr\u00e4chen schtrunk.<\/p>\n<p>Educazione schtrunk.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo concluso \u00abA cosa potr\u00e0 mai servire proporre Ovidio a ragazzini di dieci anni?\u00bb\u00a0con toni tra l\u2019apocalittico e l\u2019ironico, mettendo insieme una celebre battuta di Fantozzi e l\u2019attualit\u00e0 della scuola dell\u2019obbligo. Sempre pi\u00f9 spesso, avevo scritto, sono l\u00ec l\u00ec per spararla grossa e parafrasare il Fantozzi Rag. Ugo: \u00abPer me\u2026 La scuola dell\u2019obbligo\u2026\u00bb. 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