{"id":2449,"date":"2015-10-02T19:24:27","date_gmt":"2015-10-02T17:24:27","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2449"},"modified":"2015-10-03T16:04:10","modified_gmt":"2015-10-03T14:04:10","slug":"il-mio-ispettore-anche-lui-in-pensione-felice-di-quello-che-ho-fatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/il-mio-ispettore-anche-lui-in-pensione-felice-di-quello-che-ho-fatto\/","title":{"rendered":"Il mio ispettore, anche lui in pensione: \u00abFelice di quello che ho fatto\u00bb"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong><span style=\"color: #124406;\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/LaRivista-N\u00b0-10-Ottobre-2015-Intervista-Nessi.pdf\" target=\"_blank\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul N\u00b0 10 dell\u2019ottobre 2015 del mensile illustrato del Locarnese e valli La Rivista.<\/a> Si tratta di un\u2019intervista che ho fatto a Eros Nessi, amico e collega, in pensione dal 1\u00b0 settembre scorso. Da parte mia, in questo mio spazio, voglio aggiungere il mio <em>\u00abGrazie Eros!\u00bb<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #124406;\">Nei primi anni \u201990, dopo il pensionamento di Bruno Bertini, avevo dovuto convivere per qualche anno con un improbabile ispettore mandato l\u00ec dalla politica, non certo dagli ideali e dalle competenze. Fu nominato dopo diversi mesi di cinchischiamenti del Governo. Ero fuori Cantone, seppi della nomina da mia moglie, l\u2019aveva sentito alle \u00abCronache regionali\u00bb della nostra RSI. Chiamai un funzionario del dipartimento e gli chiesi: com\u2019\u00e8? Ha la barba, mi rispose. Nel \u201994, tra l\u2019altro, il barbuto aveva chiesto il trasferimento in un altro ispettorato divenuto vacante. Per quel che ne so, tra i motivi della richiesta c\u2019era anche il fatto che io gli mettessi il bastone tra le ruote: contingenza verissima. Anzi, direi che l\u2019espressione <em>\u00abmettere il bastone tra le ruote\u00bb,<\/em> nella fattispecie, \u00e8 del tutto riduttiva.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #124406;\">Resta la soddisfazione di aver potuto poi lavorare con un nuovo ispettore competente, con degli ideali, umanista e con tanta umanit\u00e0. Quell\u2019altro, invece, non arriv\u00f2 al tradizionale panettone di Natale. <em>Rara avis, <\/em>a quel punto lo Stato se ne liber\u00f2 in fretta (stavolta, per\u00f2, non a causa dei miei bastoni).<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<hr \/>\n<p><em>A fine agosto Eros Nessi, ispettore scolastico del VI circondario delle scuole comunali, \u00e8 andato in pensione, dopo 42 anni nella scuola, di cui la met\u00e0 in veste di ispettore. Nato a Sorengo nel 1953, originario di Burbaglio e cresciuto in tre angoli del Cantone al seguito del pap\u00e0, impiegato delle ferrovie federali, Nessi ha ottenuto la patente di maestro di scuola elementare nel 1973. Per due anni ha insegnato a San Nazzaro, per poi passare alle scuole maggiori di Vira. Nel frattempo, come altri suoi colleghi di quegli anni, ha frequentato all\u2019universit\u00e0 di Pavia i corsi per conseguire il diploma di insegnante delle scuole secondarie, sacrificando molte vacanze e qualche week-end. Nel settembre del 1978 fu tra i primi docenti della neonata scuola media unica, come insegnante di italiano, storia e geografia nelle sedi di Vira e Cadenazzo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il 12 giugno scorso, ad Ascona, l\u2019hanno festeggiato a sorpresa: invitato dai direttori del suo circondario per una cenetta tra intimi, \u00e8 stato accolto da trecento e passa persone che hanno voluto tributargli il giusto omaggio per il lavoro svolto. E c\u2019erano tutti, dal direttore del DECS a diversi funzionari dipartimentali, da tante maestre e tanti maestri a municipali e amministratori comunali.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019ho incontrato in giugno, alle prese con le ultime incombenze amministrative e con le solite operazioni nostalgiche: perch\u00e9 non \u00e8 facile cambiar vita cos\u00ec, di punto in bianco, con una semplice lettera di dimissioni. Soprattutto non \u00e8 facile quando si ha la capacit\u00e0 di ricordare solo le cose belle e gli incontri migliori della propria attivit\u00e0 professionale.<\/em><\/p>\n<p><em>Con lui ho lavorato per vent\u2019anni. Mi si passi quindi la scelta di dargli del tu nell\u2019intervista che segue: non \u00e8 solo un vezzo, ma anche un segno di rispetto.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Eros-03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2448 size-large\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Eros-03-849x1024.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"474\" height=\"572\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Eros-03.jpg 849w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Eros-03-249x300.jpg 249w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>Una volta l\u2019ispettore era quello che, nel vero senso della parola, <\/em>ispezionava<em> le scuole. Quando entrava in classe potevano tremare i polsi all\u2019insegnante, mentre brividi freddi percorrevano le schiene degli allievi.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Ho frequentato le scuole elementari dapprima a Paradiso e poi a Bellinzona. Ricordo che la figura dell\u2019ispettore, ma anche quella del direttore, incuteva timore. C\u2019erano ancora gli esami finali, che prevedevano la presenza di queste due figure autorevoli. Il sabato mattina, giorno di esami, s\u2019attendeva con tremore l\u2019arrivo del direttore e dell\u2019ispettore, che erano personaggi molto lontani da noi. Oltre trent\u2019anni dopo ho iniziato la nuova attivit\u00e0 di ispettore scolastico dopo aver fatto l\u2019insegnante fino al giorno prima. L\u2019apprendistato, quindi, l\u2019ho fatto sul terreno, col primo obiettivo di conoscere e ascoltare, a diretto contatto con allievi e docenti. \u00c8 stato un investimento oneroso, che mi ha per\u00f2 fatto conoscere bene il settore \u2013 venivo dalla scuola media \u2013 e di apprezzarlo per i tanti aspetti positivi. Questa fase di rodaggio mi ha poi permesso di impostare l\u2019azione negli anni successivi.<\/p>\n<p>In ogni caso ho avuto la fortuna di arrivare in un circondario assai fertile, dove c\u2019era gi\u00e0 l\u2019abitudine al confronto e dove si stavano sviluppando delle iniziative interessanti. Oltre a un gruppo di direttori competenti e collaborativi, c\u2019erano degli ottimi contatti con la scuola magistrale \u2013 in particolare col vice-direttore dell\u2019epoca, Michele Mainardi, che prendeva gi\u00e0 parte a diverse attivit\u00e0 circondariali: per dire che avevamo la commissione circondariale dieci anni prima che la istituisse il Cantone. E ancora, su questo piano, non posso scordare il collega Giorgio Sartori, che \u00e8 stato il primo capogruppo del servizio di sostegno pedagogico del nostro circondario: un collega di grande sensibilit\u00e0, con una profonda conoscenza del circondario e un bagaglio di competenze fuori del comune. Sulla scorta di quelle prime esperienze, focalizzate soprattutto nell\u2019area urbana \u2013 Locarno, Losone, Ascona e Brissago \u2013 \u00e8 poi stato possibile estendere quel tipo di funzionamento all\u2019intera area del circondario. C\u2019\u00e8 voluto del tempo, ma oggi tutte le scuole dei Comuni sono confluite in istituti allargati, che fanno capo a una direzione e a un\u2019amministrazione efficace: anche questo prima che arrivasse l\u2019obbligo cantonale di dotare ogni sede scolastica comunale di un direttore.<\/p>\n<p>Quasi da subito, tuttavia, ho cercato di coinvolgere l\u2019intero territorio: penso, per esemplificare, a un ambizioso progetto sul miglioramento delle attivit\u00e0 per l\u2019apprendimento della lettura e della scrittura, che aveva coinvolto la scuola dell\u2019infanzia e quella elementare, con diverse osservazioni dentro le aule portate avanti congiuntamente coi direttori, anche al di fuori degli istituti di loro diretta competenza. Erano peraltro dei bei momenti anche sul piano umano, ad esempio quando andavo a Broglio col direttore di Locarno, in Onsernone con quello di Brissago o al Piano di Peccia con quello di Ascona. E poi diversi incontri su temi specifici con tutti gli insegnanti del circondario, corsi di formazione mirati a rispondere alle nostre esigenze, e via di questo passo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>Da <\/em>\u00abquei\u00bb<\/span><em><span style=\"color: #124406;\"> tempi molte cose sono cambiate. Cominciamo dall\u2019inizio: nel 1994, anno del tuo esordio come ispettore, c\u2019erano ancora nove ispettori di scuola elementare e quattro ispettrici di scuola dell\u2019infanzia. Nel settembre del 2002 ecco il primo salto mortale: da quattro ispettorati della scuola dell\u2019infanzia e nove della scuola elementare, ne restano solo nove per entrambi i settori.<\/span> <\/em><\/p>\n<p>Per certi versi, al di l\u00e0 della diminuzione delle risorse disponibili e il conseguente aumento della mole di lavoro, questa riforma amministrativa ha agevolato l\u2019armonizzazione tra i due settori scolastici e, in particolare, ha facilitato il compito di suffragare il valore del lavoro pedagogico e didattico svolto nella e dalla scuola dell\u2019infanzia. Questa \u00e8 quindi stata un\u2019opportunit\u00e0 di rilievo. Naturalmente l\u2019aumento dei compiti disgiunto da un ampliamento delle risorse umane a disposizione non ha sempre permesso di raggiungere in tempi brevi taluni obiettivi fors\u2019anche di grande importanza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>Con quel \u00absemplice\u00bb<\/em><em> cambiamento organizzativo, che sembra logico e poco importante, comincia una sorta di rivoluzione copernicana del nostro sistema scolastico. \u00c8 da quel momento che inizia ad affermarsi la figura del direttore, che fin l\u00ec era un personaggio concesso per lo pi\u00f9 a quella ventina di istituti quantitativamente pi\u00f9 importanti: penso alle citt\u00e0 e a qualche Comune di dimensioni discrete o dalle finanze floride. Ma resta intatta l\u2019autorit\u00e0, non solo gerarchica, dell\u2019ispettore, che rappresenta comunque la Repubblica e Cantone del Ticino.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>Tu vai in pensione dopo essere riuscito a dotare ogni scuola del tuo circondario, storicamente il VI, di un direttore e di una direzione, in anticipo sui tempi della politica: da settembre 2015 tutte le scuole comunali dovranno avere un direttore, bench\u00e9, in qualche caso, tramite \u00abjob sharing\u00bb. Nel VI \u00e8 una situazione gi\u00e0 decisa e acquisita, prima che arrivassero i tassativi obblighi del Cantone. <\/em><em>Sei una musa ispiratrice delle scelte politiche di questo Stato o hai saputo annusare i cambiamenti e precederli, alla ricerca di modelli diversi?<\/em><\/span><\/p>\n<p>In parte ne abbiamo gi\u00e0 parlato all\u2019inizio di questa chiacchierata. Per me si \u00e8 trattato di un obiettivo strategico. Due anni dopo la mia entrata in funzione come ispettore avevo capito che era necessario creare un maggior numero di figure presenti sul territorio, dentro gli istituti scolastici e nelle aule. \u00c8 vero che vi sono stati dei benefici magari un po\u2019 casuali \u2013 penso ad alcune aggregazioni, come ad esempio quella delle Terre di Pedemonte. Altre direzioni sovra-comunali sono state possibili grazie alla fiducia che mi \u00e8 stata concessa da diversi municipi, ci\u00f2 che ha agevolato questo tessuto di proficue e concrete collaborazioni tra scuole di Comuni diversi. Non si deve dimenticare che come gruppo di autorit\u00e0 scolastiche del circondario avevamo puntato sin dall\u2019inizio sulla realizzazione di sinergie che coinvolgessero tutte le scuole del circondario, tant\u2019\u00e8 vero che la collaborazione tra insegnanti \u00e8 sempre stata fruttuosa e costante, a garanzia della crescita di numerosi progetti pedagogici e didattici rivolti ad allievi e docenti di tutte le sedi scolastiche.<\/p>\n<p>Nondimeno il contributo concreto di tanti municipi ha permesso di creare una rete pi\u00f9 efficace di comunicazione e di collaborazioni, con la creazione di direzioni scolastiche che gi\u00e0 durante l\u2019anno scolastico passato coprivano l\u2019intero circondario. Non voglio peccare di immodestia, ma l\u2019attivit\u00e0 continuata per oltre due decenni in questa regione mi ha consentito di sentirmi parte di queste realt\u00e0 sociali, culturali e politiche, e forse di guadagnare la fiducia di molte persone volonterose e impegnate, dentro e fuori dalla scuola. Forse hanno giocato anche le mie origini: mi viene in mente, per capirci, il sindaco di uno dei Comuni pi\u00f9 distanti dal polo regionale, che una volta sottoline\u00f2 il fatto che con me si potesse discutere, magari in dialetto, e pure capirci\u2026<\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>C\u2019\u00e8 chi dice \u2013 e io sono tra quelli \u2013 che le scuole comunali non hanno pi\u00f9 molto di veramente comunale. I margini di manovra e di autonomia, in altre parole, sono relegati a poche questioni di relativa importanza, se non per la <\/em>politique politicienne:<em> messa a disposizione degli spazi, gestione dei servizi para-scolastici, scelta dei maestri\u2026 \u2019Na roba risibile, in fondo. Qualcuno ha calato le braghe, da qualche parte. Ma non \u00e8 qui il luogo per parlarne. Tu sei anche municipale e capodicastero Educazione<\/em><em> di un Comune di nascita recente. Qual \u00e8, concretamente, il peso<\/em><em> del Comune nella gestione di un segmento scolastico che, almeno fino a qualche anno fa, era ritenuto fondamentale, mentre oggi \u00e8 definito sin nei dettagli pi\u00f9 minuti da leggi cantonali, bench\u00e9 a pagare siano i Comuni? In altre parole, cosa ne guadagnano i Comuni, al di l\u00e0 di qualche possibile assunzione, da leggere magari in ottica clientelare?<\/em><\/span><\/p>\n<p>Il ruolo del Cantone deve restare centrale, per dare delle linee, per indicare dei confini che permettano poi di giocare la partita in modo libero. Poi certe restrizioni e certi vincoli, a volte molto stretti, non coinvolgono solo la scuola, ma attraversano praticamente tanti ambiti di competenza comunale. \u00c8 per\u00f2 certo che, a tutt\u2019oggi, i rapporti tra Stato e Comuni non sono pi\u00f9 chiari. Giungono delle decisioni cantonali che possono anche avere un loro senso, ma che, in tutta sincerit\u00e0, spesso intralciano l\u2019agire dei Comuni. In generale, e questo vale anche per la scuola, sarebbe opportuno che ci fosse un quadro pi\u00f9 chiaro, a vantaggio di tutti.<\/p>\n<p>A partire dall\u2019anno scolastico 2015\/16, come si sa, tutti gli istituti comunali dovranno far capo a un direttore. Sar\u00e0 per\u00f2 molto opportuno curare la formazione di queste persone, affinch\u00e9 non diventino dei burocrati che amministrano il funzionamento delle scuole senza poter incidere, assieme ai docenti, sulla qualit\u00e0 stessa della scuola. In altre parole, \u00e8 fondamentale che il Cantone collabori con i Comuni a creare una nuova classe dirigente che abbia passione, che sappia assumersi le necessarie responsabilit\u00e0 e che possieda le competenze e le conoscenze di un settore sempre pi\u00f9 complesso com\u2019\u00e8 quello della scuola.<\/p>\n<p>Infine occorre che il Cantone abbia una visione generale di tutta la scuola, a livello di monitoraggio, controllo e valutazione. In ogni momento dovr\u00e0 chiedersi: \u00abFunziona o non funziona?\u00bb. Sappiamo altres\u00ec che la diffusione pi\u00f9 capillare dei direttori sul territorio far\u00e0 diminuire il numero degli ispettori e ne modificher\u00e0 sostanzialmente il ruolo. Personalmente ho il dubbio che la nuova fisionomia della funzione striderebbe con il mio carattere e con i miei obiettivi: mi mancherebbe l\u2019incontro pressoch\u00e9 quotidiano con i docenti, gli allievi e tutti gli attori impegnati concretamente e anche fisicamente nella scuola. Sono pi\u00f9 un pastore che un teologo, se mi \u00e8 concesso il paragone. Ho amato il mio lavoro per ogni giorno di questi vent\u2019anni e passa proprio perch\u00e9 mi permetteva di entrare nelle classi, di incontrare le maestre e i maestri, toccarne con mano i successi e gli insuccessi, e sedermi con i genitori e gli amministratori comunali. I miei momenti privilegiati erano quelli dei contatti diretti con i bambini, che erano il fulcro e il propulsore di tutto il resto.<\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>So che negli anni dell\u2019attivit\u00e0 professionale avevi i tuoi sistemi per ricaricare le batterie<\/em><em> e per evitare che i difficili, e a volte ansiogeni, compiti determinati dalla professione avessero il predominio sulla tua vita. Mi sento di dire che sei un uomo concreto, pragmatico: poche balle, ma con intelligenza e il cervello connesso. Non \u00e8 naturalmente un insulto, n\u00e9 una sorta di Deminutio capitis, una diminuzione dei tuoi diritti e delle tue capacit\u00e0 d\u2019azione.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #124406;\"><em>E ora? Come sar\u00e0 la tua vita dal 1\u00b0 settembre in poi? Toccher\u00e0 a te, stavolta, fare la rivoluzione copernicana: perch\u00e9 tua moglie \u2013 come sempre dietro un uomo di valore c\u2019\u00e8 una grande donna \u2013 non potrai pi\u00f9 condirla via<\/em><em> con le richieste inderogabili di chi ti d\u00e0 la michetta.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Dovr\u00f2 fare un esercizio, quello di non pi\u00f9 passare le giornate a passo di corsa, assillato da orari, incontri, visite, scadenze. Spero di riuscire, nei prossimi mesi e anni, a intrattenere le mie relazioni di amicizia con tante persone senza dovermi sedere con un occhio perennemente rivolto all\u2019orologio. Mi piacerebbe poter bere il caff\u00e8 o l\u2019aperitivo in compagnia con la calma rilassata del pensionato. Questo \u00e8 un regalo che mi voglio donare.<\/p>\n<p>Senza voler diventare invadente, spero di poter continuare talune mie attivit\u00e0 a favore della societ\u00e0, che ho svolto anche in passato a titolo volontario, come una sorta di dovere\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 verso una comunit\u00e0 che mi ha dato comunque tanto. Poi resteranno quei piaceri pi\u00f9 privati, che di certo non abbandoner\u00f2, anzi\u2026 Per me la famiglia ha sempre rivestito un ruolo quasi sacrale. Per\u00f2 \u00e8 vero che negli anni abbiamo dovuto fare spesso dei sacrifici, che andavano un po\u2019 contro questa dichiarazione di grande rispetto. Tanto per esemplificare, ho sempre cercato di dedicare i fine settimana alla famiglia, ma \u00e8 pur vero che tantissime volte la mia funzione mi ha portato fuori dalla famiglia anche al sabato e alla domenica. Spesso erano anche dei bei momenti, delle feste, delle inaugurazioni, ma naturalmente era un ulteriore prolungamento del mio ruolo professionale sottratto all\u2019ambito privato, che non appartiene esclusivamente a me. Qui ci sono certamente degli ampi margini di recupero.<\/p>\n<p>Oggi sono contento di poter smettere senza essere stufo, senza dovermi dire \u00abPer fortuna \u00e8 finita!\u00bb. Chiudo felice di quello che ho fatto, sentendomi favorito dalla sorte per il mestiere che ho potuto scegliere, nella consapevolezza di aver fatto tutto quel che era nelle mie possibilit\u00e0, anche se sicuramente, in certi casi, non sono riuscito a raggiungere quei traguardi che sarebbero stati auspicabili. Ho un rincrescimento, un po\u2019 una nostalgia, che d\u2019altronde mi ha accompagnato per tutta la vita: quando mi stacco da qualcosa di importante vado incontro a un periodo di malinconia che riguarda le persone con cui ho lavorato e, in parte, vissuto. Sar\u00e0 una debolezza, e so che non significa perderle: ma sono consapevole che i rapporti futuri saranno di altro tipo. Mi dovr\u00f2 (ri)abituare.<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 qualche domanda che ti aspettavi e che non ti ho posto?<\/em><\/p>\n<p>Non credo, in fondo le hai gi\u00e0 escluse tu. Non mi hai chiesto ipotesi sul futuro. Non voglio essere n\u00e9 un supponente, n\u00e9 voglio fare la cassandra. Spero solo che quello che in tanti abbiamo seminato negli scorsi decenni possa essere corretto, migliorato o, per certi versi, anche sostituito, con il dovuto rispetto e col riguardo dovuto alla conservazione della memoria, perch\u00e9 \u00e8 solo attraverso la memoria che si possono costruire cose diverse e utili\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul N\u00b0 10 dell\u2019ottobre 2015 del mensile illustrato del Locarnese e valli La Rivista. Si tratta di un\u2019intervista che ho fatto a Eros Nessi, amico e collega, in pensione dal 1\u00b0 settembre scorso. Da parte mia, in questo mio spazio, voglio aggiungere il mio \u00abGrazie Eros!\u00bb Nei primi anni \u201990, &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/il-mio-ispettore-anche-lui-in-pensione-felice-di-quello-che-ho-fatto\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Il mio ispettore, anche lui in pensione: \u00abFelice di quello che ho fatto\u00bb<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-2449","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2449"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2449\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}