{"id":250,"date":"2001-11-21T16:12:31","date_gmt":"2001-11-21T17:12:31","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=250"},"modified":"2017-10-12T15:59:42","modified_gmt":"2017-10-12T13:59:42","slug":"lora-di-civica-a-scuola-un-rattoppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/lora-di-civica-a-scuola-un-rattoppo\/","title":{"rendered":"L&#8217;ora di civica a scuola, un rattoppo?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ho firmata anch\u2019io, a suo tempo, l\u2019iniziativa dei giovani liberali per l\u2019introduzione dell\u2019ora di civica. Il bello delle iniziative generiche \u00e8 che le possiamo sottoscrivere anche noi barbari. Non che fossi particolarmente in fregola per un recupero della civica allo scopo di tonificare la democrazia nel nostro Paese: chi ci crede pi\u00f9? Onestamente, penso che il ritorno della civica nella scuola media \u2013 e nei settori scolastici a seguire \u2013 sia un appariscente rattoppo per nascondere lo squarcio sul ginocchio. Come dire: l\u2019introduzione della civica \u00e8 un\u2019evenienza pornografica \u2013 nel senso del surrogato.<br \/>\nCerchiamo di capirci, senn\u00f2 rischio l\u2019imputazione d\u2019incoerenza. Non sono chiare le motivazioni che hanno spinto gli iniziativisti ad iniziativizzare. Un motivo potrebbe essere legato alla vecchia pedagogia veicolata dal \u201cFrassineto\u201d, il decrepito testo di educazione civica in auge nella scuola ticinese fino a oltre la met\u00e0 del secolo scorso. Cio\u00e8 a dire: grazie allo studio del \u201cFrassineto\u201d, i nostri giovani conquistavano l\u2019et\u00e0 della ragione nella consapevolezza critica della differenza tra potere esecutivo e legislativo, e con il complemento dell\u2019Almanacco Pestalozzi mandavano a memoria i nomi dei Consiglieri di Stato e le regole della geometria. Cos\u00ec riuscivano a ripartirsi tra i diversi partiti di governo con statistica precisione: tot liberali, tot conservatori, tot agrari, tot socialisti.<br \/>\nViceversa, la motivazione giovanil-liberale poteva risiedere nel debito di democrazia (di cui parla Edgar Morin) radicato nella cultura occidentale, dove la maggior parte delle persone non si occupa pi\u00f9 di politica \u2013 e per completare le liste per l\u2019elezione dei consigli comunali son cavoli amari.<br \/>\nVediamo di chiarire. Si dice che il nostro \u00e8 uno Stato di diritto. Il diritto, secondo il dizionario, \u00e8 \u201cl\u2019insieme dei principi, inerenti al concetto di giustizia, codificato allo scopo di fornire ai membri di una comunit\u00e0 regole oggettive di comportamento su cui fondare una ordinata convivenza\u201d. Detto cos\u00ec, sembra l\u2019elogio della rettitudine. Nello stato di diritto i tre poteri canonici sono finemente separati e se il cane del mio vicino rende insonni le mie notti, posso rivolgermi al giudice \u2013 anche se il mio dirimpettaio \u00e8 Leuenberger in persona. Ora succede che quasi tutti gli Stati fondati sul diritto si servano delle scuole per erigere il loro ordinamento. E qui sta il problema, perch\u00e9 nelle scuole non esiste il Diritto \u2013 almeno non per tutti. Gli unici forzati della scuola sono gli allievi, i cui genitori, se svizzeri, possono eventualmente operare le loro scelte essenziali attraverso l\u2019esercizio della democrazia rappresentativa \u2013 ma siamo ovviamente dalle parti dei massimi sistemi. Nella pratica di ogni giorno, anzi, gli allievi godono di pochi diritti.<br \/>\nD\u2019altra parte lo stesso Franco Celio, relatore in Gran Consiglio sull\u2019iniziativa, ha chiosato di transenna come \u201c\u2026 i programmi di storia, che ad esempio nella Scuola Media spaziano, temporalmente, dal Paleolitico ai giorni nostri. <em>(N. d. R.: con una dote di due ore settimanali)<\/em> sono molto carichi, per cui l\u2019attuale dotazione oraria \u00e8 appena sufficiente per consentire di trattare i principali temi\u2026\u201d. Davvero la situazione, a questo livello, dovrebbe farci riflettere: a furia di aumentare il monte-ore e i contenuti specifici delle cosiddette materie scientifiche e delle lingue a scapito dell\u2019italiano e della storia, ci siamo accorti che i giovani (solo loro? e s\u00ec che il trend \u00e8 iniziato una quarantina d\u2019anni fa) si sono disaffezionati alla Politica. Per\u00f2 parlano molte lingue e d\u00e0nno pi\u00f9 facilmente del tu alle pi\u00f9 disparate tecnologie.<br \/>\nA ben guardare il Gran Consiglio, in tempi recenti, si era gi\u00e0 occupato dell\u2019educazione civica. Quando aveva messo mano alla nuova Legge della scuola, nel \u201990, aveva stabilito che <em>\u201cLa scuola promuove [\u2026] lo sviluppo armonico di persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0 e di realizzare sempre pi\u00f9 le istanze di giustizia e di libert\u00e0\u201d.<\/em> Ora si dev\u2019essere accorto che qualcosa \u00e8 andato storto e cos\u00ec c\u2019ha messo una pezza, sfruttando l\u2019iniziativa generica dei giovani liberali. Mentre sarebbe stato pi\u00f9 facile (si fa per dire) rimuovere qua e l\u00e0 qualche insostenibile garantismo, nell\u2019intento di avvicinare le leggi dell\u2019aula alle norme che regolano la civile convivenza: quella s\u00ec, sarebbe intensa educazione civica, senza neanche il bisogno di mercanteggiare con chi deve rimetterci del suo. In attesa dell\u2019inglese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ho firmata anch\u2019io, a suo tempo, l\u2019iniziativa dei giovani liberali per l\u2019introduzione dell\u2019ora di civica. Il bello delle iniziative generiche \u00e8 che le possiamo sottoscrivere anche noi barbari. Non che fossi particolarmente in fregola per un recupero della civica allo scopo di tonificare la democrazia nel nostro Paese: chi ci crede pi\u00f9? 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