{"id":2561,"date":"2015-11-18T22:27:38","date_gmt":"2015-11-18T21:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2561"},"modified":"2025-09-10T22:22:32","modified_gmt":"2025-09-10T20:22:32","slug":"parigi-e-gli-attacchi-del-13-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/parigi-e-gli-attacchi-del-13-novembre\/","title":{"rendered":"Parigi e gli attacchi del 13 novembre"},"content":{"rendered":"<p>Devo due parole di spiegazione in entrata, senn\u00f2 ci sar\u00e0 chi mi biasimer\u00e0 con l\u2019accusa di occuparmi di <em>politica,<\/em> mentre la scuola non ha nulla a che fare con la politica. Dissento, ovvio. Ho sempre detto e scritto che la pedagogia \u00e8 ideologica. Ritengo inoltre, bench\u00e9 sembri banale ribadirlo, che non solo la scuola e la famiglia educhino, anzi.<\/p>\n<p>Nei giorni degli attacchi del 13 novembre a Parigi se ne sono lette e viste tante. Ripropongo qui due riflessioni che mi sono piaciute molto \u2013 e, naturalmente, non sono le uniche: chiss\u00e0 quante me ne sono sfuggite.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 di un comico, Maurizio Crozza. La sua <em>copertina<\/em> del talk show di Giovanni Floris dello scorso 17 novembre <em>(DiMarted\u00ec<\/em> su La7) \u00e8 amaramente comica. Con un francese maccheronico \u2013 ma l\u2019importante \u00e8 capirsi \u2013 l\u2019ha intitolata <em><a href=\"http:\/\/www.la7.it\/dimartedi\/video\/maurizio-crozza-je-suis-un-cretin-totalment-brancolant-dans-la-nuit-17-11-2015-167882\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Je suis un cretin totalment brancolant dans la nuit.<\/a><\/em><\/p>\n<p>Ha detto, tra le altre cose, che <em>a gennaio, dopo la strage di <\/em>Charlie H\u00e9bdo,<em> te la potevi cavare con un <\/em>\u00abJe suis Charlie\u00bb.<em> Adesso sulle magliette cosa ci scriviamo? <\/em>Je suis Paris?<em> S\u00ec, per\u00f2 due giorni prima c\u2019\u00e8 stato un attentato in Libano, 44 vittime e 239 feriti. Quindi bisogna anche scriverci <\/em>\u00abJe suis Beirut\u00bb.<em> E dieci giorni prima era esploso un aereo sul Sinai, 224 morti, per cui bisogna aggiungerci anche <\/em>\u00abAirbus 321 avec les touristes russes\u00bb.<\/p>\n<p><em>Cio\u00e8: se qualcosa accade a Parigi, giustamente ci sentiamo tutti coinvolti. Se accade sul Sinai, meno, quasi nulla. Quanto deve essere vicina una barbarie perch\u00e9 ci colpisca come esseri umani? Cio\u00e8: piangiamo solo le citt\u00e0 di cui abbiamo un souvenir attaccato sul frigo?<\/em><\/p>\n<p><em>La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019unica maglietta che mi sentirei bene addosso \u00e8 <\/em>Je suis un cretin total, brancolant dans la nuit,<em> un perfetto cretino che brancola nel buio. Qualcuno parla di guerra di religione. Ma a Beirut i terroristi erano mussulmani e hanno ucciso altri mussulmani. E allora? E allora io non lo so.<\/em><\/p>\n<p><em>Alle volte invidio chi ha le idee chiare. Poi mi accorgo che chi le ha \u00e8 gente come Gasparri, Belpietro e Salvini. E mi dico: ma sai che forse essere un <\/em>cretin<em> che brancola nella <\/em>nuit<em> non \u00e8 <\/em>mal pour moi?<em> Il giorno dopo gli attentati, \u00abLibero\u00bb di Belpietro titolava \u00abBastardi islamici\u00bb; Gasparri ha scritto: \u00abRadiamo al suolo lo stato islamico\u00bb; e Salvini ha detto \u00abIl terrorismo va bombardato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Io sar\u00f2 anche un <\/em>cretin dans la nuit,<em> ma loro sono dei <\/em>cretin<em> anche in pieno <\/em>jour.<\/p>\n<p><em>In effetti bombardare tutti \u00e8 una soluzione: non nuovissima. Perch\u00e9 dopo l\u201911 settembre l\u2019abbiamo fatto. E oggi in Afghanistan i talebani controllano molto pi\u00f9 territorio di quello che avevano quindici anni fa. E il terrorismo nel mondo \u00e8 pi\u00f9 forte di prima.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma io sono un <\/em>cretin.<em> Brancolo.<\/em><\/p>\n<p><em>So solo che coi nostri bombardamenti sono stati uccisi un milione di civili iracheni, 220 mila civili afghani e 80 mila civili pachistani. Pi\u00f9 che una guerra di civilt\u00e0 per ora \u00e8 stata una riuscitissima guerra ai civili. E quella, secondo me, l\u2019abbiamo gi\u00e0 vinta. Ma sbaglio o adesso stiamo per rifare la stessa cosa?<\/em><\/p>\n<p><em>E no, io sbaglio, <\/em>je suis totalement cretin.<\/p>\n<hr \/>\n<p>La seconda riflessione, pubblicata su <em>La Regione<\/em> del 18 novembre, \u00e8 una lucida riflessione di <a href=\"http:\/\/www.dickmarty.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dick Marty<\/a>: e non sembri irriverente l\u2019accostamento.\u00a0 Si intitola <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tragico-tranello-Dick-Marti-La-Regione-18-11-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tragico tranello.<\/em><\/a> Per chi non avesse il tempo o la voglia di leggerselo interamente, eccone la\u00a0 conclusione:<\/p>\n<p><em>Il dibattito politico, come inteso oggi, appare purtroppo poco idoneo ad atteggiamenti di fredda analisi e di scelte razionali. La tentazione di capitalizzare consensi facendo leva sulle emozioni e la paura \u00e8 grande. Poche ore dopo la strage di Parigi c\u2019era gi\u00e0 chi era all\u2019opera in tal senso. Oltre alla repressione, necessariamente rigorosa, occorre anche agire a livello di prevenzione, ricercare e capire cio\u00e8 i motivi che contribuiscono a scatenare gesti talmente disumani e indurre giovani a farsi saltare in aria per meglio uccidere altri a loro totalmente estranei. I terroristi finora identificati sono nati e cresciuti in Europa, spesso in zone gravemente trascurate dalle istituzioni e caduti nelle maglie di predicatori dell\u2019odio, un odio e un\u2019ideologia alimentati anche dalle ingiustizie commesse nei confronti del mondo arabo e dalla tragedia palestinese tuttora irrisolta, non senza responsabilit\u00e0 occidentali. Questo non giustifica niente, sia ben chiaro, ma dovrebbe almeno indurci a riflettere per definire risposte pi\u00f9 adeguate. La stragrande maggioranza dei musulmani non si riconosce per niente in questi criminali. La reazione a questo terrorismo deve fondarsi pertanto su di un\u2019alleanza con il mondo musulmano.<\/em><\/p>\n<p>Nel generale schiamazzo politico, massmediatico, bombarolo e di pancia, converrebbe davvero lasciarsi alle spalle il proprio <em>ticinocentrismo<\/em> e provare a pensare. Gi\u00e0 il tentativo sarebbe di per s\u00e9 un bel segnale.<\/p>\n<p>Giorno dopo giorno gli insegnanti accolgono nelle nostre aule schiere di bambini, ragazzi e giovani, che naturalmente han sentito parlare del 13 novembre parigino e di tutte le complessit\u00e0 storiche e politiche che l\u2019accompagnano. E quasi certamente sono portatori delle interpretazioni ascoltate <em>dai grandi,<\/em> spesso senza mediazione alcuna.<\/p>\n<p>Non sarebbe male riprendere in classe questi temi, magari senza bisogno di organizzare chiss\u00e0 quali itinerari didattici: in fondo basterebbe mettere in dubbio qualche certezza. Perch\u00e9, come ha scritto una volta Umberto Eco in un suo articolo sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;, <em>\u00e8 importante imparare a confondersi le idee fin da piccoli, per avere le idee in chiaro da grandi<\/em> (citazione a memoria, purtroppo: ma anche se non l\u2019avesse scritto \u00e8 comunque un bel trattatello di pedagogia).<\/p>\n<p>Anche questa sarebbe educazione civica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo due parole di spiegazione in entrata, senn\u00f2 ci sar\u00e0 chi mi biasimer\u00e0 con l\u2019accusa di occuparmi di politica, mentre la scuola non ha nulla a che fare con la politica. Dissento, ovvio. Ho sempre detto e scritto che la pedagogia \u00e8 ideologica. 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