{"id":2754,"date":"2016-03-19T23:03:51","date_gmt":"2016-03-19T22:03:51","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2754"},"modified":"2016-04-18T15:49:30","modified_gmt":"2016-04-18T13:49:30","slug":"due-o-tre-cose-che-so-di-lei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/due-o-tre-cose-che-so-di-lei\/","title":{"rendered":"Due o tre cose che so di lei\u2026"},"content":{"rendered":"<p>No, non \u00e8 un plagio, davvero. Al titolo del film di Jean-Luc Godard del 1967 ho aggiunto i puntini di sospensione, che non ci sono nell\u2019originale.<\/p>\n<p>Ha detto Godard, a proposito di quel suo film: <em>\u00abQuand on soul\u00e8ve les jupes de la ville, on en voit le sexe\u00bb,<\/em> dove <em>la ville<\/em> \u00e8 Parigi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Manifesto-Godard-deux-ou-trois-choses.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2753\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2753 size-medium alignleft\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Manifesto-Godard-deux-ou-trois-choses-216x300.jpg\" alt=\"Manifesto Godard deux ou trois choses\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Manifesto-Godard-deux-ou-trois-choses-216x300.jpg 216w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Manifesto-Godard-deux-ou-trois-choses-736x1024.jpg 736w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Manifesto-Godard-deux-ou-trois-choses-600x835.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Manifesto-Godard-deux-ou-trois-choses.jpg 765w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>La mia Lei non \u00e8 Parigi, bench\u00e9 abbia un potere che va ben oltre quello della <em>ville lumi\u00e8re:<\/em> Lei \u00e8 una vecchia bagascia, che malgrado gli anni che passano sembra sempre una ventenne. Ma \u00e8 un principio economico: fin che c\u2019\u00e8 domanda l\u2019offerta non pu\u00f2 mancare, e la domanda \u00e8 ancora altissima. La sua bravura risiede nella capacit\u00e0 di reinventarsi e adattarsi alle mode. Nel suo genere \u00e8 un\u2019artista sublime, tanto che ogni suo frequentatore crede di essere l\u2019unico che, ripagato, la sa ripagare. Il suo favorito, insomma.<\/p>\n<p>\u00c8 una che ha classe, quest\u2019\u00e8 certo. Tante persone aspirano ai suoi favori, s\u2019inchinano, la rispettano. \u00c8 sopravvissuta persino al \u201968, che ha fatto strame di tante oneste pratiche scolastiche, Sue inconsapevoli vittime.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 Lei, si \u00e8 capito: \u00e8 la notissima Nota scolastica, la Nota pi\u00f9 nota di tutte.<\/p>\n<p>Di cose che so di Lei potrei farne un elenco lungo da qui a Papeete, forse anche pi\u00f9 in l\u00e0. Gi\u00e0 <em>Chiccolino dove stai? \/ Sotto terra, non lo sai?<\/em> era sottoposto al suo malvagio potere. In tenera et\u00e0 la dovevi sapere a memoria, senn\u00f2 finivi in qualche cerchio scolasticamente infernale. Pi\u00f9 tardi la mannaia tagliava ben altre teste: <em>D\u2019in su la vetta della torre antica, \/ Passero solitario, alla campagna \/ Cantando vai finch\u00e9 non more il giorno\u2026 <\/em>E poi <em>N\u00e9 pi\u00f9 mai toccher\u00f2 le sacre sponde \/ ove il mio corpo fanciulletto giacque; <\/em>per non parlare del Pio bove, della Cavalla storna, del 5 maggio, senza scordare <em>Quel ramo del lago di Como, che, <\/em>come \u00e8 noto,<em> volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti.<\/em><\/p>\n<p>Lei ha all\u2019attivo pi\u00f9 vittime delle due guerre mondiali e di qualche storica epidemia, come la peste nera o il vaiolo: basti pensare alla matematica, alle date della storia, ai luoghi della geografia.<\/p>\n<p><strong><em>\u00abLa scuola che verr\u00e0\u00bb,<\/em><\/strong> il progetto per la scuola del futuro lanciato neanche due anni fa dal nostro Dipartimento dell\u2019Educazione, ha (forse aveva\u2026) un obiettivo rivoluzionario: <em>\u00abMinor rigidit\u00e0 nell\u2019accesso alle formazioni del Secondario II, grazie a un lavoro approfondito di orientamento e alla descrizione delle competenze degli allievi\u00bb.<\/em> Tradotto terra terra: si vuole abolire la media del 4.65 di media, naturalmente con riferimento ai corsi cosiddetti attitudinali, quelli solitamente riservati a chi non nasce nudo come un verme, ma strilla i primi vagiti con addosso la camicia d\u2019ordinanza, quella che, secondo le statistiche, ti apre quasi tutte le porte, a prescindere dall\u2019orientamento politico dei tuoi vecchi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/LaRegione-20-11-2015-PRIMO-ESAME-SUPERATO.pdf\" target=\"_blank\">La Regione del 20 novembre scorso ha riferito della conclusione della prima, ampia consultazione sull\u2019ambizioso sogno dipartimentale.<\/a> Sulla questione rivoluzionaria dell\u2019abolizione dell\u2019iniquo e soggettivo 4.65 ha scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 la proposta che ha accolto in assoluto meno consensi: quella di permettere, alla fine delle Medie, l\u2019accesso diretto a qualsiasi formazione del Secondario II (togliendo quindi la media del 4.65 per il liceo). Critiche si sono levate dagli ambienti scolastici soprattutto per il timore di incidere negativamente sulla motivazione degli allievi e per il rischio di posticipare l\u2019insuccesso scolastico. <em>\u201cLe preoccupazioni sono fondate\u201d<\/em> valuta oggi il DECS, spiegando di aver deciso di <em>\u201criorientare la proposta\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ergo: la rivoluzione \u00e8 annullata, a causa del rischio di ammutinamento delle truppe, ufficiali e sottufficiali compresi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ora, \u00e8 importante dire quelle due o tre cose che si sanno di Lei.<\/p>\n<p><strong>1. <\/strong>Per prima cosa non \u00e8 una di bocca buona. Predilige i ricchi. Se non sei ricco, o almeno benestante e anche se ti puzza il fiato, ti devi impegnare molto di pi\u00f9 di quegli altri per raggiungere l\u2019acme delle sue imposture.<\/p>\n<p><strong>2. <\/strong>Le piace sembrare scientifica e fatale, ma \u00e8 una truffa, un trucchetto da imbroglione. Si sa, qua da noi pratica una scala di quattro gradi, dal 3 al 6, oltre ai mezzi punti. Poi c\u2019\u00e8 chi si sbizzarrisce e usa i pi\u00f9 (+) e i meno (\u2013) e mille altre variazioni, roba da far impallidire le sfumature descritte dalla E. L. James. Naturalmente ci cascano in tanti, comprese le nostre scuole, che hanno ad esempio inventato \u2019sta media del 4.65 e tante altre medie per essere promossi o accolti.<\/p>\n<p>Ma, come dicevo, \u00e8 tutto un imbroglio. La sequenza <em>3-4-5-6<\/em> non \u00e8 una scala d\u2019intervallo, vale a dire una scala in cui la distanza fra due valori indica sempre la medesima quantit\u00e0. Lo sanno tutti che, nel caso delle note scolastiche, la distanza da 3 a 4 \u00e8 solitamente pi\u00f9 grande che, poniamo, da 5 a 6. Ci\u00f2 significa che, al posto di <em>3-4-5-6, <\/em>noi potremmo avere <em>A-B-C-D <\/em>oppure <em>Mostruoso-Bastevole-Buono-Celestiale.<\/em> Ma come A + B non fa E, non \u00e8 neanche vero che, poniamo, 3 in matematica e 6 in italiano fa, mediamente, 4\u00bd in tutt\u2019e due: perch\u00e9 vuol dire che non sai la matematica e sei un mezzo genio in italiano, ma per Lei resti un grigio figurante a mezza tacca.<\/p>\n<p>Ora si pensi che le discipline che contribuiscono a formare questa famigerata soglia del 4.65 sono addirittura nove: nove materie di studio che la scuola riesce a fondere in un\u2019unica \u00abmisura\u00bb, che non significa assolutamente nulla, sebbene abbia significative ricadute su chi pu\u00f2 fregarsene e, soprattutto, su chi non se lo pu\u00f2 permettere.<\/p>\n<p><strong>3. <\/strong>E dato che ho iniziato col proposito di raccontare due o tre cose che so di Lei, mettiamocene una terza, anche se, naturalmente, ce ne sono molte di pi\u00f9. La Nota non \u00e8 scientifica e non \u00e8 nemmeno neutra. Le variabili che concorrono a fare assegnare un 3, un 4 o un 5 in una prova qualsiasi, orale o scritta poco importa, sono innumerevoli, al limite dell\u2019infinito. Andiamo dalla luna storta dell\u2019insegnante al diametro della sua manica; dalla domanda bastarda, inessenziale ai fini della conoscenza, a quella sfuggente e un poco enigmatica; dal docente che ha insegnato bene a quell\u2019altro che non sa neanche cosa siano la pedagogia e la didattica.<\/p>\n<p>Eppure si continua imperterriti a replicare questo teatrino e, da quel che s\u2019intuisce, Nostra Signora della Pagella festegger\u00e0 ancora chiss\u00e0 quanti compleanni, senza neanche la necessit\u00e0 di <em>soulever les jupes pour montrer son sexe: <\/em>perch\u00e9 la povera grulla, in consultazione per la scuola di domani, <em>ha accolto in assoluto meno consensi.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No, non \u00e8 un plagio, davvero. 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