{"id":2768,"date":"2016-03-30T23:15:02","date_gmt":"2016-03-30T21:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2768"},"modified":"2016-04-18T15:49:07","modified_gmt":"2016-04-18T13:49:07","slug":"inclusione-e-selezione-non-sono-sinonimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/inclusione-e-selezione-non-sono-sinonimi\/","title":{"rendered":"L&#8217;inclusione non esclude di per s\u00e9 la selezione"},"content":{"rendered":"<p>Nella sua edizione del 20 marzo il domenicale gratuito <em>Il Caff\u00e8 <\/em>ha dedicato ampio spazio alla scuola, prendendo le mosse dal \u201cfamoso\u201d <em>sciopero al contrario<\/em> che sarebbe andato in scena di l\u00ec a qualche giorno. Evito intenzionalmente di dire la mia sulla manifestazione pi\u00f9 o meno massmediatica e sindacale del 23 marzo, alla vigilia delle vacanze pasquali: per tre mesi abbiamo letto di tutto, nel bene e nel male. Rammento solo che, negli ultimi vent\u2019anni, il giorno di congedo supplementare per i docenti (e degli impiegati dello Stato in genere), deciso per compensare qualche misura di contenimento salariale, \u00e8 stato frequente, senza che a nessuno saltasse in mente di inventare scioperi al contrario o altre amenit\u00e0. Per quel che ricordo, non usciva neanche una striminzita lettera ai giornali: un giorno in pi\u00f9 di vacanza non scocciava a nessuno.<\/p>\n<p>\u00c8 stato giusto gridare di nuovo <em>Gi\u00f9 le mani dalla scuola pubblica e obbligatoria.<\/em> \u00c8 capita e concordo, ci mancherebbe.<\/p>\n<p>Torno al <em>Caff\u00e8<\/em> di domenica 20 marzo. In prima pagina, nel consueto spazio dell\u2019editoriale, ecco una lettera aperta di Manuele Bertoli, direttore del DECS, <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Cari-Professori-Bertoli-sul-Caffe\u0300-20-03-2016.pdf\" target=\"_blank\">Cari professori, cari studenti io vi dico che&#8230;<\/a>, un testo accorato che, per quello che pu\u00f2 contare, mi sento di sottoscrivere quasi integralmente. A seguire, alle pagine 2 e 3, ecco un florilegio di contributi d\u2019ogni genere e competenza (si possono leggere le due pagine nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.caffe.ch\/publisher\/epaper\/section\/\" target=\"_blank\">edizione e-paper del <em>Caff\u00e8<\/em><\/a> del 20 marzo, con l&#8217;accortezza di scegliere l&#8217;edizione del 20 marzo 2016).<\/p>\n<p>La settimana precedente mi aveva contattato il giornalista Ezio Rocchi Balbi, che ha curato il servizio e che ha introdotto il tema con un articolo intitolato <em>La scuola si \u00e8 rivoltata, \u201cesami\u201d pi\u00f9 difficili per il ministro Bertoli.<\/em> Con Rocchi Balbi siamo rimasti al telefono per circa un quarto d\u2019ora. Nell\u2019articolo \u00e8 uscita questa sintesi:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abDevo riconoscere che mai avevo visto un ministro come Bertoli cos\u00ec a contatto con le scuole. Tanto di cappello \u2013 <\/em>sottolinea Adolfo Tomasini, ex direttore delle scuole comunali di Locarno.<em> Ma il disagio dei docenti continuer\u00e0 fino a quando non si eliminer\u00e0 un peccato originale che incide su tutti i nodi della scuola, dalle competenze all\u2019educazione civica fino all\u2019ora religione: bisogna decidere se la scuola deve selezionare o formare\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Naturalmente poteva andar peggio, ma quando si parla coi giornalisti bisogna sempre essere consapevoli che quel che si dice pu\u00f2 essere riportato alla lettera e sembrare l\u2019esatto contrario di quel che era l\u2019intenzione. Qualcuno, forse il solito Andreotti, disse una volta che <em>una smentita \u00e8 una notizia data due volte<\/em><em>.<\/em> In effetti qua non smentisco, mi limito a dire che mi \u00e8 andata bene: un quarto d\u2019ora di colloquio \u00e8 finito in una sessantina di parole, onore alle doti di sintesi del giornalista.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, ecco, a seguire, un commento di Bertoli, riferito alla mia domanda\u00a0<em>\u2013<\/em> <em>selezionare o formare?<\/em>\u00a0<em>\u2013<\/em>\u00a0 domanda un poco retorica, ne convengo:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIn realt\u00e0 \u00e8 una scelta gi\u00e0 fatta con la riforma scolastica del 1990 e ora, semmai, si tratta di concretizzarla \u2013 <\/em>replica Bertoli.<em> Il mio concetto di una scuola dell\u2019obbligo sempre pi\u00f9 inclusiva \u00e8 conclamato [\u2026]\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Che sia ora di concretizzare l\u2019arcaica\u00a0<em>Legge della scuola<\/em> \u00e8 possibile e\u00a0 gradito, a oltre cinque lustri di distanza. Che sia possibile realizzare quelle nobili finalit\u00e0 lasciando tutto il resto immutato mi sembra un po\u2019 azzardato. Che l\u2019attuale parlamento abbia la lucidit\u00e0 per farlo, e per farlo senza cedere ai richiami seducenti delle sirene populiste (con buone ricadute elettorali), lo escludo.<\/p>\n<p>Ho scritto pi\u00f9 volte che la riforma scolastica del 1990 \u00e8 rimasta per tanti versi sulla carta. Tenuto conto della gestazione, dalla durata geologica, e del contesto storico e politico in cui la <em>Legge della scuola<\/em> del 1990 ha visto la luce, avevo scritto un articoletto, sul <em>Corriere del Ticino,<\/em> in occasione del suo ventesimo compleanno: <em>\u00ab<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-af\" target=\"_blank\">Una legge della scuola incartapecorita<\/a>\u00bb. <\/em>E anche sul tema dell\u2019inclusione avevo pubblicato qualche riflessione in questo sito, circa un anno e mezzo fa:<em><em> \u00ab<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-jM\" target=\"_blank\">L\u2019inclusione tra sogni e realt\u00e0<\/a>\u00bb.<\/em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_2767\" aria-describedby=\"caption-attachment-2767\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-2767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2767 size-large\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1-1024x768.jpg\" alt=\"John Dewey, filosofo e pedagogista statunitense (1859-1952)\" width=\"474\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1-300x225.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1-768x576.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1-600x450.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/John_Dewey_1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2767\" class=\"wp-caption-text\">John Dewey, filosofo e pedagogista statunitense (1859-1952)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quindi s\u00ec, continuo a essere convinto che la scuola dell\u2019obbligo debba finalmente scegliere da che parte stare. A mente mia c\u2019\u00e8 bisogno di qualche alleggerimento e di tanta serenit\u00e0 nel corso di tutta la durata della scuola dell\u2019obbligo. Per le competizioni feroci ci sar\u00e0 tempo una vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua edizione del 20 marzo il domenicale gratuito Il Caff\u00e8 ha dedicato ampio spazio alla scuola, prendendo le mosse dal \u201cfamoso\u201d sciopero al contrario che sarebbe andato in scena di l\u00ec a qualche giorno. 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