{"id":2850,"date":"2016-05-05T23:11:16","date_gmt":"2016-05-05T21:11:16","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2850"},"modified":"2016-12-28T22:28:31","modified_gmt":"2016-12-28T21:28:31","slug":"la-forza-dellinsuccesso-e-lelogio-del-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-forza-dellinsuccesso-e-lelogio-del-fallimento\/","title":{"rendered":"La forza dell\u2019insuccesso e l\u2019elogio del fallimento"},"content":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato di incappare due volte di fila in conversazioni sull\u2019insuccesso. Andrea Fazioli, l\u2019autore del bel romanzo <a href=\"http:\/\/www.guanda.it\/libri\/andrea-fazioli-larte-del-fallimento-9788823508927\/\" target=\"_blank\">L\u2019arte del fallimento<\/a>, edito da Guanda, ha un <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/\" target=\"_blank\">blog<\/a> che presenta regolarmente delle riflessioni sempre molto argute. A fine aprile ha proposto ai suoi lettori alcune considerazioni sul tema del fallimento e ha richiamato un altro pezzo pubblicato nel sito \u00abIl Libraio\u00bb, intitolato <a href=\"http:\/\/www.illibraio.it\/fallimenti-letteratura-321611\/\" target=\"_blank\"><em>Sette lezioni di fallimento<\/em><\/a><em>,<\/em> ispirate da altrettanti autori:<em> come fallire in maniera grandiosa; come accettare il fallimento; come rialzarsi dopo i fallimenti; come fare del fallimento un\u2019arte; come fallire un\u2019indagine; come trasformare il fallimento in eroismo; come ridere del fallimento. <\/em>Per finire Fazioli ha aggiunto un\u2019ottava lezione, ispirata a <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/04\/29\/butchers-crossing\/\" target=\"_blank\"><em>Butcher\u2019s Crossing<\/em><\/a><em>, <\/em>romanzo dello scrittore statunitense John E. Williams.<\/p>\n<p>Passano un paio di giorni ed ecco, sul <em>Corriere della sera,<\/em> un bel pezzo di Paolo Di Stefano, <em><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/16_maggio_01\/prof-princeton-pubblica-curriculum-suoi-migliori-flop-79b7037e-0f0b-11e6-9a0b-44a139eda75b.shtml\" target=\"_blank\">Il prof di Princeton pubblica il curriculum dei suoi migliori flop<\/a><\/em> (se non si riesce ad accedere al <em>corriere.it<\/em> si trova l\u2019articolo <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Di-Stefano-Corsera-I-flop-del-prof-di-Princeton.pdf\">qui<\/a>). Si parte dallo strillo di autore anonimo, che sar\u00e0 svelato a fine articolo: <em>\u00abIl successo \u00e8 il solo metro di giudizio di ci\u00f2 che \u00e8 buono o cattivo\u00bb.<\/em> Poi si passa a una frase di James Joyce, <em>\u00abil grande scrittore irlandese che non si preoccup\u00f2 certo di essere letto da un gran numero di persone, visto che scrisse uno dei romanzi pi\u00f9 ostici della letteratura, <\/em>Ulisse, <em>per non parlare di <\/em>Finnegans Wake,<em> esempio massimo di libro intraducibile\u00bb. <\/em>Il professor McHugh, personaggio joyciano, sentenzi\u00f2: <em>\u00abFummo sempre fedeli alle cause perse: il successo per noi \u00e8 la morte dell\u2019intelletto e della fantasia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ecco allora che Di Stefano racconta del professor Johannes Haushofer, un prof reale, stavolta, docente di psicologia e neurobiologia alla prestigiosa universit\u00e0 di Princeton, gi\u00e0 ricercatore a Oxford, a Harvard e a Zurigo: che ha narrato su Twitter il curriculum vitae dei suoi fallimenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/CarricHome_mix_et_remix.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2849 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/CarricHome_mix_et_remix.gif\" alt=\"CarricHome_mix_et_remix\" width=\"339\" height=\"212\" \/><\/a>Ho gi\u00e0 detto troppo: i due interventi, quello di Andrea Fazioli e quell\u2019altro di Paolo Di Stefano, meritano di essere letti, senza altre mediazioni pericolosamente di parte. Per certi versi ricordano il famoso <em>Sbagliando s\u2019impara,<\/em> nonch\u00e9 le storielle di Giuseppe Verdi, scartato dal conservatorio milanese che avrebbe poi preso il suo nome, o di Albert Einstein, rifiutato dal politecnico di Zurigo perch\u00e9 non riusc\u00ec a superare gli esami di ammissione.<\/p>\n<p>Le valutazioni e gli esami incessanti sono bestiacce. Come diceva Don Lorenzo Milani <em>\u00abBocciare \u00e8 come sparare in un cespuglio. Forse era un ragazzo, forse una lepre. Si vedr\u00e0 a comodo\u00bb.<\/em> E aggiungeva: <em>\u00abLa scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde\u00bb. <\/em>In effetti la scuola, quella dell\u2019obbligo e quella che segue subito dopo, \u00e8 campione nel dividere i bianchi dai neri, il loglio dal grano, la lumaca dal ghepardo. Tanto per fare un esempio che non invecchier\u00e0 mai, non \u00e8 chiaro perch\u00e9 un bambino debba imparare a leggere e scrivere secondo l\u2019et\u00e0 decretata dalla scienza statistica, cos\u00ec che se fai parte di quel 15% di <em>statisticamente<\/em> immaturi \u2013 immaturi al momento della valutazione \u2013 rischi il pollice verso: bocciato!<\/p>\n<p>La storia delle pari opportunit\u00e0 andava bene giusto giusto 48 anni fa. Oggi \u00e8 grottesco che quell\u2019enunciato, che certo funzionava in quegli anni, sia cavalcato da chi le pari opportunit\u00e0 le osteggi\u00f2 pi\u00f9 che pot\u00e9 e da chi, invece, ne fece uno slogan senza aver capito bene di cosa si stesse parlando. Pari opportunit\u00e0, mezzo secolo dopo, significa anche opporsi con fermezza all\u2019inveterata indifferenza alle differenze.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Barrigue-Tu-as-appris-quoi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2866 size-large\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Barrigue-Tu-as-appris-quoi-1024x698.jpg\" alt=\"Barrigue Tu as appris quoi\" width=\"474\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Barrigue-Tu-as-appris-quoi.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Barrigue-Tu-as-appris-quoi-300x204.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Barrigue-Tu-as-appris-quoi-768x524.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Barrigue-Tu-as-appris-quoi-600x409.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a>Ai nostri giorni, sciaguratamente, \u00e8 molto di moda il pensiero riferito da Di Stefano come incipit del suo articolo. Che osserva: <em>Potrebbe essere il motto di un dirigente marketing dei nostri giorni.<\/em><\/p>\n<p>Mi vien da completare: un uomo qualunque, un politico di destra di sinistra o di centro, un insegnante, un dirigente scolastico o un sindacalista. <em>Invece, sapete chi l\u2019ha scritto?,<\/em> ha chiesto Di Stefano in conclusione.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 d\u2019accordo con l&#8217;enunciato, soprattutto se poi scrive proclami, rilascia dichiarazioni ai massmedia e\/o inoltra atti parlamentari per raddrizzare la scuola, vada a scoprire chi ne \u00e8 l\u2019autore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato di incappare due volte di fila in conversazioni sull\u2019insuccesso. Andrea Fazioli, l\u2019autore del bel romanzo L\u2019arte del fallimento, edito da Guanda, ha un blog che presenta regolarmente delle riflessioni sempre molto argute. 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