{"id":287,"date":"2002-02-13T13:20:51","date_gmt":"2002-02-13T14:20:51","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=287"},"modified":"2017-10-12T15:57:06","modified_gmt":"2017-10-12T13:57:06","slug":"che-ne-e-stato-del-18-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/che-ne-e-stato-del-18-febbraio\/","title":{"rendered":"Che ne \u00e8 stato del 18 febbraio?"},"content":{"rendered":"<p>Povero Stefano! Fra cinque giorni sar\u00e0 passato un anno dalla \u201cstorica\u201d votazione popolare che aveva spazzato via le mene privatistiche arroventate da certo Ticino, ma le cose \u2013 in tutta schiettezza \u2013 invece che migliorare, come molti s\u2019attendevano, sono peggiorate. Il direttore del Dipartimento dell\u2019Istruzione e della Cultura, insediato da pochi mesi, aveva fatto il suo figurone: ai piedi del monumento al padre della popolare educazione ticinese aveva arringato le folle plaudenti: che s\u00ec, il Ticino liberale aveva dato una lezione ai conservatori, e che adesso avremmo messo a posto tutta la baracca.<br \/>\nChe ne \u00e8 di quei fervori a un anno di distanza? Per prima cosa, un po\u2019 dappertutto stanno spuntando mense e doposcuola. A parte la citt\u00e0 di Locarno, che va controcorrente e chiude il suo, \u00e8 tutto un fiorire di iniziative che contribuiscono ad esaltare la vittoria di un anno fa \u2013 d\u00e0ndo cos\u00ec ragione a chi si chiedeva, nel pieno della campagna per la votazione, se si doveva votare per la scuola oppure per il tempo libero e la tavola apparecchiata. Nei giorni scorsi uno studente, probabilmente liceale, si lamentava con una lettera ai giornali per la pietosa fine che sta facendo il 18 febbraio; rievocava tra l\u2019altro uno slogan del corteo di Bellinzona: \u201cPrivatizzare \u00e8 privare, vaffa\u2026 a chi ci vuol provare!\u201d e concludeva: \u201cCerchiamo di ricordarcene noi, perch\u00e9 il DIC sembra ci volti le spalle!\u201d.<br \/>\n\u00d6h, la p\u00e8pa! vien da esclamare. Ma ha proprio tutti i torti il nostro studente? Vediamo. Lasciamo stare l\u2019asilo (pardon: la scuola dell\u2019infanzia) e la scuola elementare: da quando il DIC ha fatto sapere di aver falciato quattro ispettori dal prossimo settembre, rimpiazzati dal potenziamento delle segreterie dei pochi ispettori rimasti, alle maestre e ai maestri non resta che affidarsi all\u2019Alta Scuola Pedagogica, che andr\u00e0 al voto granconsigliare proprio luned\u00ec prossimo (toh! un altro 18 febbraio! che Dio ce la mandi buona!). \u00c8 vero, molti sono i punti controversi. Ad esempio, c\u2019\u00e8 attrito tra i contendenti sulla sottomissione dell\u2019Alta Scuola: al DIC o a se stessa? Visto come stanno andando le cose, c\u2019\u00e8 quasi da sperare che il DIC non controlli un bel niente: meglio la solita commissione paritetica, ch\u00e9 in medio stat virtus. Ma andiamo avanti.<br \/>\nLa scuola media \u2013 che \u00e8 ancora scuola dell\u2019obbligo \u2013 continua imperterrita a bastonare i suoi studenti, un po\u2019 con la storia dei livelli in matematica, francese e tedesco (chi alla fine della seconda non \u00e8 in grado di seguire i cosiddetti corsi attitudinali in tutt\u2019e tre queste materie, la scuola media superiore se la sogna), un altro po\u2019 dimenticando quelle che sono le proprie radici storiche: l\u2019istituzione della scuola media, negli anni \u201970, ha spazzato via scuola maggiore e ginnasio, ma la nuova struttura ha smorzato \u201cscientificamente\u201d la libert\u00e0 di scelta dei meno fortunati.<br \/>\nNei licei, come scrive lo stesso studente di cui sopra, \u201c\u2026 \u00e8 in corso una riforma che sfavorisce il settore umanistico, che aumenta la selezione\u2026\u201d e che tende \u201c\u2026a sottomettere la formazione agli interessi del mercato\u201d. Lapalissiano. Giorni fa ho girato nei siti internet dei nostri licei, alla ricerca di qualche interessante progetto umanistico, ma mi sono imbattuto solamente in programmi di matematica, di biologia, di chimica, di fisica. Per fortuna, se tutto andr\u00e0 secondo i calcoli del DIC, tra non molto registreremo un risoluto colpo di reni: con la riforma dell\u2019insegnamento delle lingue, forse potremo anticipare la selezione gi\u00e0 alla scuola elementare. Grazie al potenziamento del francese fin dagli otto anni, si potrebbe inventare una media del 4.98 (prezzo innovazione) per accedere direttamente a nuovi corsi attitudinali della scuola media. Soprattutto dal punto di vista dell\u2019economia \u2013 che \u00e8 attualmente il fulcro verace della politica \u2013 la precoce selezione sociale permetterebbe di prendere i consueti due piccioni con una sola fava: si alleggerirebbe il liceo mandando a spasso quei due o tre insegnanti di italiano o di storia diventati ormai inservibili, e non vi sarebbero pi\u00f9 problemi nel reperimento di lavapiatti, camerieri ed aiuto-cuochi (si sa, il Cantone ha vocazione turistica, ma meglio i nostri giovani degli immigrati, che non sanno neanche il dialetto; e poi: con quel minimo di sana autarchia occupazionale, abbasseremmo il numero dei senza lavoro e potremmo rispedire a casa un bel po\u2019 di stranieri).<br \/>\nInsomma: chi un anno fa aveva votato contro la privatizzazione della scuola pubblica perch\u00e9 mosso da genuini slanci repubblicani, sappia che \u00e8 stato raggirato. Si consoli sapendo che se anche avesse votato diversamente, per lui non sarebbe cambiato niente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Povero Stefano! Fra cinque giorni sar\u00e0 passato un anno dalla \u201cstorica\u201d votazione popolare che aveva spazzato via le mene privatistiche arroventate da certo Ticino, ma le cose \u2013 in tutta schiettezza \u2013 invece che migliorare, come molti s\u2019attendevano, sono peggiorate. 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