{"id":291,"date":"2002-04-17T13:22:27","date_gmt":"2002-04-17T14:22:27","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=291"},"modified":"2017-11-17T19:06:07","modified_gmt":"2017-11-17T18:06:07","slug":"aaa-insegnanti-di-latino-cercansi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/aaa-insegnanti-di-latino-cercansi\/","title":{"rendered":"Alla ricerca di insegnanti di latino&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Devo qualche plausibile chiarimento ai sette tenaci lettori di questa rubrica, con i quali non intrattengo la quindicinale chiacchierata virtuale da oltre un mese. Non ero in vacanza, ma le ultime settimane son scivolate via senza particolari sussulti, ad eccezione di un paio d\u2019avvenimenti stuzzicanti, che mi avevano ispirato due pezzulli. In prima battuta, prendendo spunto dalle vicissitudini d\u2019inizio marzo del FC Lugano, mi ero cimentato con il rapporto un po\u2019 incestuoso che intercorre tra le gesta degli sportivi attivi e il cicaleccio quotidiano dei loro cantori; poi avevo tentato di inserirmi nel tormentone che sta pungolando i pruriti del basso Ticino, confrontato con le piccanti imprese di quell\u2019ispettrice scolastica che, secondo il Dipartimento, avrebbe compiuto atti definiti sconvenienti, e anche un po\u2019 indecenti, con un\u2019altra persona adulta bendisposta, nientepopodimeno che in un locale dell\u2019amministrazione pubblica. Insomma: avevo supposto \u2013 sicuramente a torto, ma non \u00e8 detto\u2026 \u2013 che tali accadimenti potessero in qualche modo prestarsi per un discorso critico su quanto di pedagogico esiste fuori dall\u2019aula.<br \/>\nHo desistito. Anch\u2019io ho i miei lettori preventivi, dei giudici di prima istanza che mi hanno convinto, con modi suadenti, a ruspare nel mio pollaio, nell\u2019attesa che le acque si calmassero e mi consentissero d\u2019andare a grufolare nei pantani altrui: si pu\u00f2 immaginare la situazione, ed eccomi dunque alle prese con un tema pi\u00f9 fedele alla dottrina.<br \/>\nDi questi tempi le famiglie degli allievi di II media sono confrontate con decisioni che avranno un peso determinante, e di solito senza possibilit\u00e0 d\u2019appello, sul futuro non solo scolastico dei propri figli. Di che si tratta? Come molti sapranno, la scuola media \u2013 che \u00e8 scuola dell\u2019obbligo, nel senso che tutti la frequentano coattivamente \u2013 \u00e8 divisa in un primo biennio pi\u00f9 o meno uguale per tutti, ed un secondo che statuisce in maniera di solito irreversibile chi potr\u00e0 votarsi agli studi superiori e chi, invece, dovr\u00e0 consacrarsi alle arti e ai mestieri. Ecco quindi che, giunti nel bel mezzo del cammin mediano, le famiglie devono disporre l\u2019iscrizione ai corsi di base o ai corsi attitudinali di francese, tedesco e matematica: coi secondi \u2013 e alla precisa condizione di ottenere buone note \u2013 fra due anni si avr\u00e0 l\u2019accesso automatico alla scuola media superiore, autostrada per l\u2019universit\u00e0; mentre coi primi ci si ritrova su una strada di campagna, dove, com\u2019\u00e8 risaputo, non si pu\u00f2 smanettare a piacimento. Naturalmente i genitori non hanno molto da scegliere, perch\u00e9 a) il consiglio di classe offre disinteressatamente i propri preziosi consigli e b) per accedere ai corsi attitudinali bisogna ottenere almeno 4.5 nelle discipline scelte: si pu\u00f2 quindi intuire cosa pu\u00f2 capitare a quel genitore un po\u2019 grullo, che iscrive il pargolo ai corsi attitudinali contro il parere dei chierici.<br \/>\nIl tutto, quindi, si delinea come un\u2019enorme impostura, che fa a botte non solo con le capacit\u00e0 intellettive dei padri e delle madri, ma anche con i proclami che accompagnano la scuola media sin dalla sua nascita. Certo, si pu\u00f2 sempre affermare \u2013 come molti ritengono vero e giusto \u2013 che \u00e8 difficile estrarre oro da una zucca, soprattutto se vuota; e che se un dodicenne non \u00e8 in grado di penetrare \u2013 che so? \u2013 i misteri dell\u2019algebra o le declinazioni teutoniche, \u00e8 inutile che s\u2019illuda: per intanto seguitiamo ad aver bisogno anche di umili artigiani.<br \/>\nNella scuola media vi \u00e8 poi un terzo tronco, che potremmo definire super-attitudinale, destinato a quei quattro gatti che durante il primo biennio hanno vissuto sugli allori, in virt\u00f9 di qualche capacit\u00e0 innata, di un pizzico d\u2019astuzia e di una famiglia attenta allo svolgimento dei compiti a casa: giunti a \u2019sto punto a suon di medie imponenti, gli si suggerisce di iscriversi al corso di latino, che in III media \u00e8 facoltativo e si svolge sull\u2019arco di cinque lezioni settimanali, che fanno economizzare un\u2019ora di italiano, una di francese, una di tedesco e una di\u2026 ginnastica o di disegno. Quale logica si celi dietro questa politica da ragioniere \u00e8 difficile capirlo. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che la scuola media diverr\u00e0 scuola eccezionale (e, quindi, non pi\u00f9 mezzana) il giorno in cui si sar\u00e0 capito che la vera conquista della scuola pubblica e obbligatoria sar\u00e0, metaforicamente, il latino alla portata di tutti, col suo corollario di logica e storia e diritto e scienze umane: un reale zoccolo duro su cui costruire quell\u2019educazione alla cittadinanza con cui tutti i dotti si riempiono la bocca, ma che solitamente finisce per fracassarsi sulla stucchevole e un po\u2019 rancida ora di civica. Verr\u00e0 il tempo in cui qualcuno dovr\u00e0 pure insorgere contro questo stillicidio sociale e culturale consumato dallo Stato, che pretende di darsi un futuro sulla pelle dei dodicenni: a ogni buon conto per ora scarseggiano gli insegnanti di latino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo qualche plausibile chiarimento ai sette tenaci lettori di questa rubrica, con i quali non intrattengo la quindicinale chiacchierata virtuale da oltre un mese. Non ero in vacanza, ma le ultime settimane son scivolate via senza particolari sussulti, ad eccezione di un paio d\u2019avvenimenti stuzzicanti, che mi avevano ispirato due pezzulli. 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