{"id":2968,"date":"2016-08-09T23:24:35","date_gmt":"2016-08-09T21:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2968"},"modified":"2016-12-24T23:45:44","modified_gmt":"2016-12-24T22:45:44","slug":"cinema-a-scuola-per-letica-e-lestetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/cinema-a-scuola-per-letica-e-lestetica\/","title":{"rendered":"Cinema a scuola, per l\u2019etica e l\u2019estetica"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abLa scuola che non si occupa di cinema perde il contatto con la realt\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019affermazione forte, questa di Gino Buscaglia, presidente di <em><a href=\"http:\/\/www.castellinaria.ch\/\" target=\"_blank\">Castellinaria<\/a>,<\/em> il Festival internazionale del cinema giovane, che giunger\u00e0 alla XXIX edizione in novembre.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Castellinaria_logo.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2965\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Castellinaria_logo-1024x290.gif\" alt=\"Castellinaria_logo\" width=\"474\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Castellinaria_logo-1024x290.gif 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Castellinaria_logo-300x85.gif 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Castellinaria_logo-768x218.gif 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Castellinaria_logo-600x170.gif 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La dichiarazione, riportata dal <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Giornale-del-Popolo-08-08-2016-PAGINA.pdf\">Giornale del Popolo<\/a>, rinvia alla tradizionale conferenza stampa organizzata nell\u2019ambito del Festival del Film di Locarno per presentare la prossima edizione di <em>Castellinaria, <\/em>che propone quest\u2019anno una novit\u00e0 di grande interesse: una giornata di studio per i docenti della Svizzera italiana di ogni ordine di scuola, che prevede, dopo alcune relazioni introduttive, l\u2019esposizione di diverse esperienze di educazione all\u2019immagine \u2013 e al linguaggio cinematografico in particolare \u2013 gi\u00e0 vissute o attualmente in corso nelle nostre scuole.<\/p>\n<p><em>\u00abL\u2019obiettivo <\/em>\u2013 ha spiegato il presidente di Castellinaria \u2013<em> \u00e8 quello di riflettere, con gli insegnanti, sull\u2019opportunit\u00e0 di incrementare nel mondo della scuola gli spazi\/tempo da dedicare a questo genere di attivit\u00e0 e di esperienze educative\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Buscaglia batte \u2019sti chiodi con ostinazione e passione da almeno mezzo secolo. Sotto la sua presidenza, e con la direzione di Giancarlo Zappoli, <em>Castellinaria <\/em>si \u00e8 evoluto qualitativamente e quantitativamente, tanto che oggi \u00e8 una bella e radicata manifestazione che caratterizza l\u2019autunno culturale e pedagogico del Cantone.<\/p>\n<p>Per evitare sciocche sviolinate, meglio dire senza attardarsi che Gino Buscaglia, genovese cresciuto in riva a quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, l\u2019ho conosciuto nei primi anni \u201970 del secolo scorso, durante un\u2019edizione del Festival del film di Locarno, lui inviato del <em>Giornale del Popolo<\/em> (e, mi pare, del mensile <em>Sipario),<\/em> io improbabile fotoreporter e impiegato del Festival, forse come \u201ccaposala\u201d al cinema Pax\u2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_2966\" aria-describedby=\"caption-attachment-2966\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Locarno-1976.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2966 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Locarno-1976.jpeg\" alt=\"Locarno 1976\" width=\"231\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Locarno-1976.jpeg 231w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Locarno-1976-217x300.jpeg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2966\" class=\"wp-caption-text\">Una testimonianza archeologica: \u00e8 il Festival del film di Locarno del 1976, quando il vodese Francis Reusser si aggiudic\u00f2 il pardo d\u2019oro (e noi lo fischiammo), pass\u00f2 <strong>Jonas qui aura 25 ans en l\u2019an 2000<\/strong> di Alain Tanner e la giuria FIPRESCI confer\u00ec un premio speciale a <strong>Sal\u00f2 o le centoventi giornate di Sodoma<\/strong> di Pier Paolo Pasolini, ammazzato neanche un anno prima. Io sono quello di spalle. L\u2019autore dello scatto \u00e8 ignoto.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Siamo diventati amici, e pi\u00f9 volte l\u2019ho coinvolto professionalmente, proprio perch\u00e9 credevo e continuo a credere che la settima arte dovrebbe trovare nella scuola, a partire da quella dell\u2019obbligo, un suo ruolo sostanziale e autorevole, al pari di tante altre arti pi\u00f9 celebrate: penso al teatro e alla letteratura, alla pittura e alla poesia, alla musica e alla scultura\u2026<\/p>\n<p>Chiusa la parentesi nostalgico-biografica (ebbene s\u00ec, nel \u201976 avevo 23 anni), torniamo alla recente dichiarazione del presidente di Castellinaria: <em>\u00abLa scuola che non si occupa di cinema perde il contatto con la realt\u00e0\u00bb. <\/em>Concordo col Gino.<\/p>\n<p>Solo che la scuola il contatto con la realt\u00e0 l\u2019ha perso da tempo ormai immemore. Ho scritto nel maggio scorso (<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-KU\" target=\"_blank\">La scuola per il Paese di domani tra il progresso e i gattopardi<\/a>) che <em>\u00ab<\/em><em>La scuola obbligatoria \u00e8 forse quella che, tra tante istituzioni pubbliche, si \u00e8 riprodotta negli anni infinitamente uguale a s\u00e9 stessa (\u2026), aggrappata a consuetudini ormai secolari\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Proviamo a dare un\u2019occhiata alla realt\u00e0: che ne \u00e8 stato della letteratura e della poesia, per restare a due arti intimamente legate alla tradizione della scuola?<\/p>\n<p>Senza pensare alla musica, che pure ha un posto nelle griglie orarie settimanali, altre forme artistiche sono confinate nelle pause tra un test e un consiglio di classe, sebbene allievi e studenti si emozionino di fronte a proposte culturali che esulano dai percorsi un po\u2019 tecnocratici della scuola contemporanea: penso, per indugiare su mie esperienze recenti, ai ragazzi della scuola elementare a contatto con Ovidio (<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-CO\" target=\"_blank\">A cosa potr\u00e0 mai servire proporre Ovidio a ragazzini di dieci anni?<\/a>), ai liceali locarnesi che hanno assistito allo spettacolo teatrale <em>\u00abDonna non rieducabile &#8211; Memorandum teatrale su Anna Politkovskaja\u00bb<\/em> (<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-Jt\">Esercizi di cultura nella scuola<\/a>) o, ancora, alle proposte musicali dei \u00abConcerti per le scuole\u00bb, che hanno gi\u00e0 superato le cinquanta edizioni (<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6HcHw-I0\" target=\"_blank\">Dalla Russia con passione: un\u2019altra avventura con la musica per le scuole<\/a>).<\/p>\n<p>La storia dell\u2019educazione al cinema e ai mass-media \u00e8 disseminata di ideologismi e forzature, e dura da oltre mezzo secolo. Fanno bene a insistere <em>Castellinaria,<\/em> i suoi dirigenti, il DFA (Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI) e il DECS (Dipartimento dell\u2019Educazione, della Cultura e dello Sport), che\u00a0 sostengono questo festival del cinema giovane.<\/p>\n<p><strong><em>\u00abCinema e Scuola: quali sinergie?\u00bb<\/em><\/strong><em>,<\/em> la giornata di studio per gli insegnanti organizzata e voluta da <em>Castellinaria,<\/em> \u00e8 un nuovo e importante contributo a questa causa. Il rischio, come spesso accade, \u00e8 che parteciperanno solo quelli che hanno gi\u00e0 le loro convinzioni al proposito: plauso a loro e a chi ha voluto incontrarli per riflettere insieme. Ma \u00e8 giusto, e nel contempo inutile, farsi troppe illusioni.<\/p>\n<p>Senza le discipline scolastiche ingabbiate nelle griglie settimanali, con tanto di certificazioni al seguito, la scuola si sente svuotata della propria identit\u00e0 e assolutamente incapace di funzionare.<\/p>\n<p>Sicuro!, la scuola dovrebbe occuparsi anche del cinema, per tante ragioni. Il celebre aforisma di Umberto Eco \u2013 <em>Chi non legge, a 70 anni avr\u00e0 vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avr\u00e0 vissuto 5000 anni: c\u2019era quando Caino uccise Abele, quando Renzo spos\u00f2 Lucia, quando Leopardi ammirava l\u2019infinito\u2026 perch\u00e9 la lettura \u00e8 una immortalit\u00e0 all\u2019indietro<\/em> \u2013 si applica naturalmente anche al cinema. Occuparsi di cinema a scuola, come di letteratura pittura o poesia, significa pure imparare a confrontarsi con i canoni dell\u2019etica e dell\u2019estetica: che \u00e8 Educazione vera.<\/p>\n<p>Sarebbe per\u00f2 una sciagura se il Cinema diventasse una disciplina scolastica, coi test e le note.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa scuola che non si occupa di cinema perde il contatto con la realt\u00e0\u00bb. \u00c8 un\u2019affermazione forte, questa di Gino Buscaglia, presidente di Castellinaria, il Festival internazionale del cinema giovane, che giunger\u00e0 alla XXIX edizione in novembre. 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