{"id":303,"date":"2002-09-11T13:26:49","date_gmt":"2002-09-11T14:26:49","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=303"},"modified":"2017-10-12T15:50:26","modified_gmt":"2017-10-12T13:50:26","slug":"confondersi-le-idee-una-tragedia-per-imparare-a-pensare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/confondersi-le-idee-una-tragedia-per-imparare-a-pensare\/","title":{"rendered":"Una tragedia per imparare a pensare"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 fuor di dubbio che l\u2019abbattimento delle Torri Gemelle e l\u2019attacco al Pentagono, al di l\u00e0 della loro drammaticit\u00e0 e delle implicazioni politiche ed economiche, hanno rappresentato un evento mediatico di sicuro interesse pedagogico, vuoi per le sue dimensioni in termini di audience, vuoi per come l\u2019informazione \u00e8 stata trattata lungo tutto l\u2019arco dell\u2019anno trascorso. Qualche giorno fa discutevo coi miei figli e un loro amico \u2013 ragazzi in et\u00e0 di scuola media \u2013 dell\u201911 settembre. Com\u2019\u00e8 mia consuetudine, cercavo di far traballare qualche opinione manichea, richiamando le tesi sostenute da Thierry Meyssan nel suo \u201cL\u2019effroyable imposture\u201d (in italiano \u201cL\u2019incredibile menzogna. Nessun aereo \u00e8 caduto sul Pentagono\u201d). Coi tre ragazzi \u2013 dicevo \u2013 stavo tentando di far sorgere qualche sana titubanza sui buoni e i cattivi della vicenda, quando uno mi chiede, a bruciapelo: \u201cCosa faresti se in questo momento suonassero alla porta e ti trovassi di fronte a Osama bin Laden in persona?\u201d.<br \/>\n\u201cBeh, farei in modo di fargli avere un giusto processo\u201d. \u201cE se fosse ferito?\u201d, mi ha incalzato il ragazzo. \u201cChiamerei l\u2019ambulanza\u201d, ho replicato. Sono rimasti un po\u2019 perplessi tutt\u2019e tre. Ne ho cos\u00ec tratto la convinzione che nell\u2019anno passato non hanno mai avuto una vera occasione per discutere dell\u201911 settembre, dell\u2019Afghanistan, dei Talebani, di Bush, dell\u2019antrace e di quant\u2019altro ancora. Per loro solo certezze: di qua la triste combriccola di Al-Quaeda, i malvagi del racconto, capeggiati da un pazzo da sopprimere al pi\u00f9 presto; di l\u00e0 i poliziotti del mondo, governati da quel simpaticone di un George W. Bush.<br \/>\nA scanso di equivoci, non sono antimaericano per partito preso, ma sulla vicenda ho tentato sin dall\u2019inizio \u2013 non so con quanto successo \u2013 di mantenere una sana diffidenza verso tutti i mezzi di comunicazione di massa, tenuto conto che da un anno intero siamo esposti tutti insieme a un bombardamento di informazioni il cui orientamento \u00e8 inequivocabile. Ora, per tornare ai nostri ragazzi e alle scuole che frequentano, non credo che il problema sia quello di convertirli alla \u201cgiusta causa\u201d: in altre epoche di maggior fervore ideologico, varie faziosit\u00e0 avevano conquistato sprovveduti adolescenti al maoismo o al castrismo, senza fornir loro i mezzi adeguati per farsi un\u2019onesta opinione personale: sfilare per le strade ticinesi al grido di \u201cHo Chi Minh! Ho Chi Minh!\u201d mi appariva allora francamente ridicolo, mentre l\u2019atteggiamento odierno del non prendere posizione e lasciar campo libero ai diversi tigg\u00ec mi spaventa ancor pi\u00f9.<br \/>\n\u00c8 sicuro che per molti insegnanti, che erano studenti nel \u201968 o gi\u00f9 di l\u00ec, dev\u2019essere difficile oggi mettersi dalla parte dell\u2019America; allo stesso tempo il mondo islamico \u2013 soprattutto per come lo conosciamo attraverso i nostri mass media \u2013 offre ancor meno spunti per rendercelo simpatico. Cos\u00ec si preferisce ammiccare, senza mettersi n\u00e9 di qua n\u00e9 di l\u00e0, ma soprattutto senza appassionare i propri allievi attraverso una lettura di ci\u00f2 che \u00e8 successo, dei possibili protagonisti, dei molteplici elementi dell\u2019intreccio. L\u2019impressione \u00e8 proprio che di questi avvenimenti a scuola non si parli, se non nei momenti di maggiore emotivit\u00e0. Tutto ci\u00f2 mi ricorda il mio maestro di scuola elementare, che all\u2019indomani del 22 novembre 1963 liquid\u00f2 l\u2019assassinio di John F. Kennedy con un predicozzo sulle armi giocattolo che poi insegnano a uccidere i presidenti\u2026<br \/>\nInsomma, se sul serio desideriamo che la scuola (pubblica) educhi alla democrazia, dobbiamo fare il possibile affinch\u00e9 i nostri figli imparino a pensare e a crearsi delle opinioni personali, a capire la complessit\u00e0 delle cose, a dubitare sempre e comunque dei mass media, a porsi delle domande, a insospettirsi quando in troppi hanno la stessa opinione. In un suo articolo apparso sul \u201cCorriere della Sera\u201d di oltre trent&#8217;anni fa, Umberto Eco aveva sostenuto la tesi \u2013 cito a memoria \u2013 che \u201c\u00e8 importante imparare a confondersi le idee fin da piccoli, per avere le idee in chiaro da grandi\u201d. Mi sembra \u2013 questo \u2013 un manifesto pedagogico di rilevante impatto, poich\u00e9 l\u2019insegnamento della civica, la famosa (e un po\u2019 fumosa) educazione alla cittadinanza, non pu\u00f2 fare astrazione da tutto il tortuoso mondo dell\u2019informazione.<br \/>\nDimenticavo: il mio giovane interlocutore, se dovesse incontrare bin Laden, lo ammazzerebbe con inconcepibile efferatezza, come ha imparato in dodici lunghi mesi di intenso condizionamento ideologico. Alla faccia della libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 fuor di dubbio che l\u2019abbattimento delle Torri Gemelle e l\u2019attacco al Pentagono, al di l\u00e0 della loro drammaticit\u00e0 e delle implicazioni politiche ed economiche, hanno rappresentato un evento mediatico di sicuro interesse pedagogico, vuoi per le sue dimensioni in termini di audience, vuoi per come l\u2019informazione \u00e8 stata trattata lungo tutto l\u2019arco dell\u2019anno trascorso. &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/confondersi-le-idee-una-tragedia-per-imparare-a-pensare\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Una tragedia per imparare a pensare<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-303","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}