{"id":305,"date":"2002-11-25T13:27:58","date_gmt":"2002-11-25T14:27:58","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=305"},"modified":"2017-10-12T15:36:37","modified_gmt":"2017-10-12T13:36:37","slug":"la-marche-blanche-e-il-minestrone-mediatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-marche-blanche-e-il-minestrone-mediatico\/","title":{"rendered":"La &#8220;Marche blanche&#8221; e il minestrone mediatico"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 noto: mai come negli ultimi vent\u2019anni la scuola si \u00e8 ritrovata in un contesto di concorrenza educativa cos\u00ec spietato. Soprattutto sul piano del sistema dei valori, gli insegnanti hanno perso l\u2019indubitabile influenza che avevano avuto e che ne avevano fatto un punto di riferimento irrinunciabile. Intendiamoci: il mutamento non \u00e8 (solo) il frutto di errori e inadempienze da parte del sistema scolastico, ma \u2013 semplificando \u2013 scaturisce soprattutto dall\u2019esplosione quantitativa dell\u2019informazione e dalla sua democratizzazione. In altre parole: circolano molte pi\u00f9 informazioni di un tempo e molte pi\u00f9 persone vi hanno accesso. Purtroppo sempre pi\u00f9 spesso \u2013 soprattutto in televisione \u2013 la forma diventa pi\u00f9 importante del contenuto, con esiti paradossali.<br \/>\nUn esempio significativo l\u2019ho potuto cogliere ancora sabato scorso seguendo in serata il TG Notte della TSI. Nel pomeriggio a Bellinzona \u2013 cos\u00ec come in numerosi altri capoluoghi svizzeri \u2013 si \u00e8 svolta la \u201cMarche blanche\u201d, manifestazione pacifica contro la pedocriminalit\u00e0, alla sua seconda edizione. Come gi\u00e0 l\u2019anno scorso, oltre un migliaio di persone ha percorso un itinerario che da Piazza del Sole l\u2019ha portato dapprima davanti al Palazzo del Governo e poi al Castelgrande, dove il raduno si \u00e8 concluso, dopo un doveroso minuto di silenzio in ricordo delle piccole vittime dei pedocriminali, con l\u2019ormai tradizionale lancio di palloncini bianchi. La \u201cMarche blanche\u201d \u00e8 una dimostrazione sacrosanta, che tende a sensibilizzare l\u2019intero Paese sullo scabroso tema della criminalit\u00e0 contro i bambini e che, nel contempo, cerca di far pressione sull\u2019autorit\u00e0 politica affinch\u00e9 siano prese tutte le dovute misure per far fronte a questa piaga sociale dalle dimensioni spropositate, ancorch\u00e9 assai spesso offuscate dal perbenismo e da un malinteso senso del garantismo.<br \/>\nMa la \u201cMarche blanche\u201d \u00e8 anche una riunione popolare di grande impatto emotivo, forse perch\u00e9 si discosta dai linguaggi tradizionali delle kermesse politiche e dei relativi cortei: non si scandiscono slogan, non vi sono estremismi. Invece si riflette e ci si emoziona.<br \/>\nMa che fa la nostra TSI? Quasi in coda al suo TG di sabato sera, butta l\u00ec un servizietto inconsistente, dove si vedono un po\u2019 di persone che avanzano tra le vie di Bellinzona, si inerpicano su fino al Castello e lasciano volare i palloncini bianchi che riempiono il teleschermo. La colonna sonora descrive in pochi istanti l\u2019avvenimento. L\u2019impressione \u00e8 che il servizio televisivo era inevitabile, perch\u00e9 si trattava di una manifestazione nazionale, sostenuta da diversi governi cantonali \u2013 tra cui quello Ticinese \u2013 e da numerose personalit\u00e0 dell\u2019arte, della scienza, della politica e dello sport. Un servizio di questo tipo diventa perfino controproducente, poich\u00e9 annoia invece di sbatacchiare il telespettatore, e d\u00e0 l\u2019impressione della velina, dell\u2019ipocrita genuflessione ai piedi del Palazzo. Tanto che l\u2019edizione di sabato del TG Notte \u00e8 terminata \u2013 pochi istanti dopo lo scipito reportage sulla \u201cMarche blanche\u201d \u2013 con l\u2019esibizione di un gruppo musicale alternativo, che si \u00e8 esibito pestando i porri (o erano sedani?) su una zucca e confricando una carota dentro un cetriolo; per terminare spensieratamente con un gustoso minestrone per tutti.<br \/>\nAppunto: lo sanno tutti che la valenza di una notizia o di un resoconto giornalistico dipende dalla sua impaginazione, dalla sinergia tra testo, immagini e suoni, dall\u2019ampiezza del titolo e dall\u2019accostamento con gli altri servizi. Nel caso in esame l\u2019impressione \u00e8 che da un lato vi \u00e8 stata una notevole insensibilit\u00e0 sul piano dell\u2019impaginazione, dall\u2019altro che al giornalista la \u201cMarche blanche\u201d interessava poco (eufemismo). Ne consegue che un comune cittadino che ha seguito il TG Notte di sabato scorso non si \u00e8 probabilmente nemmeno accorto che anche nel nostro Cantone aveva avuto luogo una manifestazione popolare per invitare l\u2019autorit\u00e0 politica a dotarsi con urgenza delle indispensabili misure per annullare la pedocriminalit\u00e0: che nel Ticino fa annualmente dalle 1\u2019000 alle 1&#8217;200 vittime.<br \/>\nTutto ci\u00f2 \u00e8 molto diseducativo e, per una volta, sotto i riflettori non ci sono il sensazionalismo di certi reportage di guerra, n\u00e9 l\u2019esibizione stentorea della smutandata di turno: almeno il TG \u2013 dicono \u2013 dovrebbe rappresentare il fiore all\u2019occhiello di ogni canale televisivo. Per una volta, anche se penso peste e corna delle note, credo che un bel 3 alla nostra TSI sia strameritato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto: mai come negli ultimi vent\u2019anni la scuola si \u00e8 ritrovata in un contesto di concorrenza educativa cos\u00ec spietato. Soprattutto sul piano del sistema dei valori, gli insegnanti hanno perso l\u2019indubitabile influenza che avevano avuto e che ne avevano fatto un punto di riferimento irrinunciabile. 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