{"id":3127,"date":"2016-10-05T15:14:05","date_gmt":"2016-10-05T13:14:05","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3127"},"modified":"2017-11-10T22:30:52","modified_gmt":"2017-11-10T21:30:52","slug":"la-scuola-nel-libero-mercato-riecco-gli-istituti-privati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-nel-libero-mercato-riecco-gli-istituti-privati\/","title":{"rendered":"La scuola nel libero mercato: riecco gli istituti privati"},"content":{"rendered":"<p>Toh, chi si rivede!? Sergio Morisoli, con Paolo Pamini, ha presentato un\u2019iniziativa parlamentare intitolata <em>\u00abLa scuola che vogliamo: realista\u00bb.<\/em> Scopo dichiarato: riformare l\u2019attuale Legge della scuola. In un riassunto per chi \u00e8 di fretta si elencano ventotto principi fondatori di una scuola di destra: se ne sentiva la mancanza. Da dritta a manca \u00e8 tutto un tratteggiare scuole che verranno. Manuele Bertoli, socialista e direttore del dipartimento dell\u2019educazione, ha gi\u00e0 detto la sua, sollecitato dal Corriere. A domanda <em>\u00abQuali le misure problematiche o molto problematiche?\u00bb,<\/em> ha risposto con inusuale prudenza, affidando una risposta pi\u00f9 articolata al normale percorso degli atti parlamentari.<\/p>\n<p>Ma qualcosa ha detto. Ad esempio che <em>\u00abIl finanziamento delle scuole private, anche parziale, \u00e8 senza dubbio problematico\u00bb,<\/em> anche <em>\u00abperch\u00e9 il popolo ha detto molto chiaramente la sua nel 2001\u00bb.<\/em> Oddio, sono passati tre lustri, che, di questi tempi febbrili e smemorati, \u00e8 quasi un\u2019era geologica. Avevo subito avuto l\u2019impressione che la grande fiducia ottenuta quell\u2019anno dalla nostra scuola fosse stata dilapidata nel breve tempo della vita effimera di una farfalla. In questa rubrica avevo pubblicato un articolo nel febbraio del 2002 \u2013 <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=287\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abChe ne \u00e8 stato del 18 febbraio?\u00bb<\/a> \u2013 in cui evocavo, tra tante persone e cose, la lettera di uno studente liceale che segnalava una riforma in corso, <em>\u00abche sfavorisce il settore umanistico, aumenta la selezione\u00bb<\/em> e tende <em>\u00aba sottomettere la formazione agli interessi del mercato\u00bb.<\/em> Naturalmente la scuola realista sognata da questa destra non \u00e8 la stessa di quella che la sinistra dice che ci sia gi\u00e0, almeno in parte, o vorrebbe che ci fosse, migliorata. Nei quasi trenta enunciati, che si configurano come <em>\u00able maggiori novit\u00e0 della proposta\u00bb,<\/em> si leggono asserzioni non sempre fresche di pensata: una scuola pubblica anche un po\u2019 privata; civica obbligatoria e religione a doppio binario; mantenimento della valutazione con i voti; difesa di un percorso selettivo a livelli; e via conservando.<\/p>\n<p>Non mancano neanche le idee innovative, come la decentralizzazione del potere scolastico dal dipartimento agli istituiti scolastici: d\u2019accordo, ma a condizione che resti il primato della Scuola pubblica e obbligatoria, un\u2019istituzione al servizio dello Stato, come l\u2019esercito o la giustizia. Delle sparate liberiste, secondo cui il mercato risolve tutto, ne abbiamo piene le tasche. Infatti la sensazione che si prova leggendo il corposo documento della destra nostrana \u00e8 che si voglia realizzare un sistema scolastico che non faccia perdere tempo: \u00e8 chiaro a tutti che chi nasce nella famiglia giusta avr\u00e0 tante probabilit\u00e0 di riuscire bene a scuola e di proseguire il suo cammino verso la ricchezza e il potere, senza troppi affanni. Perch\u00e9, allora, perdere soldi e tempo a causa della menata delle pari opportunit\u00e0? Quel febbraio del 2001, quando il Ticino si scopr\u00ec convinto difensore dell\u2019istituzione \u00abScuola\u00bb, sembra lontano. Ora siamo ad HarmoS, coi suoi piani di studio, le competenze e un gran brulicare di attivit\u00e0 convulse. Poi si riprender\u00e0 il filo della scuola che verr\u00e0, e sar\u00e0 curioso capire fino a che punto il paese sapr\u00e0 resistere alle sirene liberiste: che non sono nuove, perch\u00e9 di veramente nuovo, sotto il sole della scuola, c\u2019\u00e8 poco o nulla. Altre istituzioni \u2013 l\u2019esercito, la giustizia, addirittura le chiese \u2013 nell\u2019ultimo mezzo secolo son cambiate di pi\u00f9.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>P. S.: <\/strong>Il domenicale <\/em><strong>Il Caff\u00e8<\/strong><em> del 25 settembre aveva dedicato un ampio servizio alla proposta di Morisoli e Pamini: <\/em><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Il-Caffe\u0300-25-09-2016-.-La-scuola-agenda.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La scuola-azienda finisce dietro la lavagna<\/a>. <em>In quell\u2019ambito era pure apparsa una breve intervista a me <\/em>(L&#8217;intervista\/2: \u201cLa formazione umanistica fa capire le trasformazioni\u201d).<\/p>\n<p><em>Un amico e collega mi aveva mandato un breve messaggio: <\/em>\u00abSecondo me a queste domande va dato pi\u00f9 spazio per le risposte, per l\u2019approfondimento, altrimenti chi ti conosce condivide perch\u00e9 sa cosa c\u2019\u00e8 dietro, gli altri non sono sicuro che colgano il senso\u00bb.<em> Sono naturalmente d\u2019accordo, \u00e8 il rischio delle interviste telefoniche, improvvise e incontrollabili. In questo senso l\u2019articolo sul Corriere del Ticino di oggi pu\u00f2 fare un po\u2019 di chiarezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra l\u2019altro avevo chiosato questo problema in occasione di un\u2019altra breve intervista dello stesso settimanale: si veda il <\/em>post<em> <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2768\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019inclusione non esclude di per s\u00e9 la selezione<\/a>, del 30 marzo scorso.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Toh, chi si rivede!? Sergio Morisoli, con Paolo Pamini, ha presentato un\u2019iniziativa parlamentare intitolata \u00abLa scuola che vogliamo: realista\u00bb. Scopo dichiarato: riformare l\u2019attuale Legge della scuola. In un riassunto per chi \u00e8 di fretta si elencano ventotto principi fondatori di una scuola di destra: se ne sentiva la mancanza. 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