{"id":317,"date":"2002-10-09T14:53:05","date_gmt":"2002-10-09T15:53:05","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=317"},"modified":"2017-10-12T16:11:24","modified_gmt":"2017-10-12T14:11:24","slug":"ma-chi-sono-i-genitori-dellasp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ma-chi-sono-i-genitori-dellasp\/","title":{"rendered":"Scuola pedagogica: ma chi sono i genitori?"},"content":{"rendered":"<p>La nascita \u00e8 sempre un avvenimento di grande portata emotiva, in primo luogo per i genitori, i possibili fratelli maggiori e il parentado pi\u00f9 prossimo. Quando i genitori, poi, sono persone importanti, il momento della venuta al mondo assume i contorni dell\u2019Evento pubblico \u2013 oltre che lieto \u2013 con tanto di presentazione al Tempio e, ai giorni nostri, inevitabile intervento compatto dei massmedia.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 stato anche per l\u2019Alta Scuola Pedagogica, nata pi\u00f9 o meno in sordina il 19 febbraio di quest\u2019anno, ma presentata al grande pubblico luned\u00ec scorso, attraverso una gessatissima cerimonia di inaugurazione, che ha richiamato sulle scomode poltrone del Teatro di Locarno una lunga trafila di VIP del mondo pedagogico e politico ticinese, attorniata da zii e prozii, cugini di primo e di secondo grado, nonni, abiatici, suoceri e cognate.<br \/>\nChi si aspettava una festa \u2013 un tripudio di idee e di fervori \u2013 ha per\u00f2 lasciato Locarno con le pive nel sacco. Diremo subito che le note pi\u00f9 giovani e festose sono venute dall\u2019ensemble di chitarristi della Scuola Popolare di Musica di Locarno, che ha ingentilito la liturgia, portando in platea una ventata di giovinezza e di futuro, che certo non stonava con quello che avrebbe dovuto essere uno sguardo sull\u2019avvenire. Non che ci aspettassimo chiss\u00e0 quali circonvoluzioni retoriche da parte del Dipartimento e della Direzione della nuova scuola. Il Consigliere di Stato Gabriele Gendotti ha tracciato a grandi linee la genealogia recente dell\u2019ASP e ha giustamente sottolineato l\u2019importanza sempre pi\u00f9 crescente della formazione dei formatori, affinch\u00e9 la scuola frequentata dai nostri bambini e dai nostri giovani possa crescere in sintonia con il resto della Societ\u00e0, dotandosi dei mezzi necessari per farli diventare cittadini consapevoli e critici.<br \/>\nNon cos\u00ec il Direttore della neonata Alta Scuola Pedagogica, che ha esordito con un breve richiamo alle radici lontane della Scuola Magistrale \u2013 voluta dal Franscini nella seconda met\u00e0 dell\u2019800 \u2013 per poi smarrirsi nei meandri tecnico-statistici dell\u2019inauguranda scuola, in un crescendo di ingegneria proto-istituzionale e di ineluttabile invito allo sbadiglio. \u00c8 poi toccato a Piero Bertolini, insigne professore dell\u2019universit\u00e0 di Bologna, tentare una prolusione degna di tale definizione: compito che Bertolini ha svolto in modo plausibile, mettendo in luce il lato pi\u00f9 propriamente politico e ideologico della pedagogia e richiamando l\u2019assoluta necessit\u00e0, per una scuola democratica, di escogitare l\u2019indispensabile coesione tra concetto di formazione e prassi educative. Insomma: i formatori di domani (ma gi\u00e0 quelli di oggi!) dovranno sempre pi\u00f9 fronteggiare l\u2019ingrato compito di capire il mondo circostante per contribuire alla crescita culturale e civile del Paese, superando alcuni sciocchi ideologismi di un passato che sembra lontanissimo \u2013 quello dell\u2019antiautoritarismo a oltranza \u2013, ma evitando nel contempo di cadere negli autoritarismi tanto in voga di questi tempi.<br \/>\nPer carit\u00e0, nulla di originale: son cose che Bertolini scrive da almeno vent\u2019anni, tanto che qualcuno \u2013 al di l\u00e0 di ogni provincialismo \u2013 s\u2019\u00e8 chiesto se la lezione inaugurale non doveva essere assunta da Janner in persona. Ma qualcuno doveva pur dirle, certe cose, perch\u00e9 il lungo e tormentato travaglio dell\u2019Alta Scuola Pedagogica e l\u2019eccessiva (involontaria?) sobriet\u00e0 del suo battesimo potevano suscitare una sorta di umilt\u00e0 posticcia, quasi che i genitori si vergognassero della loro nuova creatura, di cui nessuno \u2013 sembrerebbe \u2013 vuole assumersi la paternit\u00e0: e in tal senso, luned\u00ec non sono mancati accenni plurimi alla Confederazione e al Gran Consiglio, considerati come scellerati e un po\u2019 tetri ispiratori dell\u2019Alta Scuola Pedagogica: come dicono i bambini, \u201cNon sono stato io!\u201d.<br \/>\nDa parte nostra auguriamo all\u2019Alta Scuola Pedagogica di saper crescere forte e sana, a dispetto di chi ha voluto un battesimo in tono minore. Sappiamo che i problemi sono tanti e importanti, ma all\u2019interno dell\u2019ASP non mancano le personalit\u00e0 in grado di lasciare un\u2019impronta qualificante, mirando ad una scuola autenticamente democratica e attenta alle aspirazioni delle nuove generazioni e alle speranze del Paese. C\u2019\u00e8 solo da augurarsi che al momento della Confermazione la festa sia finalmente tale e che a nessuno venga nuovamente in mente di metterne in dubbio la paternit\u00e0: in fondo anche l\u2019ASP \u00e8 figlia di questo paese e merita tutti i nostri sforzi e tutto il rispetto dovuto.<br \/>\nA cominciare dai suoi padri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nascita \u00e8 sempre un avvenimento di grande portata emotiva, in primo luogo per i genitori, i possibili fratelli maggiori e il parentado pi\u00f9 prossimo. 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