{"id":321,"date":"2002-10-23T14:56:58","date_gmt":"2002-10-23T15:56:58","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=321"},"modified":"2017-10-12T15:38:44","modified_gmt":"2017-10-12T13:38:44","slug":"ragionando-sugli-eucarioti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ragionando-sugli-eucarioti\/","title":{"rendered":"Ragionando sugli eucarioti&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Eucarioti! No, cari lettori, non vi sto ingiuriando, ma scommetto con un\u2019altissima probabilit\u00e0 di vittoria che \u2019sta parola non l\u2019avete mai udita. Riconosco che mi sto pavoneggiando tramite l\u2019erudizione di mio figlio, che frequenta la scuola media. Ho scoperto di essere anch\u2019io un eucariota (non garantisco la correttezza del singolare) da quando, svogliatamente e del tutto involontariamente, ho origliato mia moglie che lo aiutava a ripassare i suoi appunti, in vista del test di scienze.<br \/>\nConfesso che sono diventato adulto senza sapere di esserlo \u2013 un eucariota, voglio dire. Anzi, non sapevo nemmeno che esistesse questo vocabolo e, ci\u00f2 malgrado, nella vita ho gi\u00e0 fatto un po\u2019 di tutto. A dire il vero, quando ho finito la scuola dell\u2019obbligo \u2013 ormai tanti anni fa \u2013 non ero molto in chiaro neanche sui teoremi di Euclide. La scoperta dell\u2019esistenza degli eucarioti, quindi, mi ha mostrato che, semmai, i meccanismi della selezione scolastica sono vieppi\u00f9 peggiorati negli anni, malgrado il \u201968, l\u2019enorme espansione delle scienze dell\u2019educazione e a dispetto della diffusa conoscenza accumulata al riguardo anche dai profani.<br \/>\nTanto \u00e8 vero che, mettendo ordine tra le mie carte, mi \u00e8 capitato tra le mani un documento che una ventina di assemblee dei genitori delle scuole medie hanno consegnato al DIC (ora DECS) nel maggio scorso. Si tratta di una lunga serie di richieste e proposte per migliorare questo importante settore della scuola dell\u2019obbligo; si legge tra le altre cose: \u201cCostatiamo [\u2026] inspiegabili differenze per uno stesso allievo nei risultati e nelle note da docenti diversi nella stessa materia\u201d. Verit\u00e0 scontata, che collima perfettamente con questo discorso sugli eucarioti, perch\u00e9 l\u2019ignoranza di questo termine, appartenente al gergo della biologia, rischia di penalizzare la valutazione dell\u2019allievo, mentre non \u00e8 detto che due insegnanti di scienze diano la stessa importanza all\u2019eucariota stesso. O no?<br \/>\nTengo a precisare che non ce l\u2019ho con gli eucarioti. Per\u00f2, cos\u00ec come si pu\u00f2 fare a meno degli eucarioti, si pu\u00f2 anche vivere senza Leopardi e senza Mozart, si pu\u00f2 visitare l\u2019Australia senza sapere nulla del capitano Cook, si pu\u00f2 andare a teatro senza aver mai sentito parlare di Shakespeare ed \u00e8 persino possibile diventare gran consigliere della Repubblica senza aver mai sentito parlare del Sonderbund. Leopardi, Mozart, Shakespeare, il Sonderbund (e gli eucarioti) sono tutti elementi di conoscenza; nessuno, per\u00f2, \u00e8 essenziale nella formazione scolastica di base, tanto che la bella nota in italiano la si pu\u00f2 rimediare anche senza aver mai letto una riga di Pascoli o Gadda: tutto dipende invece dagli interessi specifici del singolo insegnante, che privileger\u00e0 la chiacchiera alla lettura, l\u2019analisi logica alla poesia, il giornale scolastico al cinema. Stesso discorso per la storia e la geografia; persino per la matematica \u2013 che ha programmi pi\u00f9 puntuali \u2013 vi \u00e8 chi dedica le maggiori attenzioni a chi meno ne ha bisogno, imprimendo all\u2019insegnamento ritmi da Formula 1, nel risoluto intento di liberarsi in fretta degli allievi-catorcio: creandosi nel contempo un alibi di ferro.<br \/>\nDisgraziatamente si parla troppo poco di questo scempio dei cervelli perpetrato anno dopo anno dalla scuola dell\u2019obbligo, dando per scontato che la selezione scolastica \u2013 le note e le relative conseguenze \u2013 avviene su basi scientifiche. Tanto che \u2013 narrano le cronache \u2013 il neo-presidente dei Giovani Liberali Ticinesi si serve addirittura dei meccanismi selettivi della scuola per spiegare la sua idea di liberalismo: \u201cLo Stato deve garantire al cittadino pari opportunit\u00e0, ma poi \u00e8 l\u2019individuo che deve fare della propria vita ci\u00f2 che sar\u00e0. Tutti hanno il diritto di andare a scuola, non tutti hanno il diritto di riuscire bene (a 12\/13 anni, aggiungo). Sar\u00e0 lo scolaro bravo, determinato, con la voglia di fare, che otterr\u00e0 i migliori risultati\u201d. Come se non fosse evidente che la nota scaturisce da un complesso di variabili che poco o nulla hanno a che fare con la buona volont\u00e0 di un qualsiasi dodicenne tanto o poco dissennato. Invece \u2013 come ha scritto qualche anno fa il sociologo Philippe Perrenoud \u2013 la scuola, prima di erogare valutazioni a destra e a manca, dovrebbe insegnare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eucarioti! No, cari lettori, non vi sto ingiuriando, ma scommetto con un\u2019altissima probabilit\u00e0 di vittoria che \u2019sta parola non l\u2019avete mai udita. Riconosco che mi sto pavoneggiando tramite l\u2019erudizione di mio figlio, che frequenta la scuola media. 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