{"id":325,"date":"2002-11-20T14:58:54","date_gmt":"2002-11-20T15:58:54","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=325"},"modified":"2017-10-12T15:37:00","modified_gmt":"2017-10-12T13:37:00","slug":"da-grande-voglio-fare-luomo-di-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/da-grande-voglio-fare-luomo-di-casa\/","title":{"rendered":"Da grande voglio fare l\u2019uomo di casa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec scorso si \u00e8 tenuta in tutta la Svizzera la \u201cGiornata delle ragazze\u201d, promossa da 16+, \u201cProgetto per i posti di tirocinio della Conferenza Svizzera delle delegate alla parit\u00e0\u201d, con l\u2019obiettivo di ampliare gli indirizzi professionali e migliorare l\u2019offerta di formazione rivolta alle ragazze.<br \/>\nNarrano le cronache locali che sei ragazzetti della scuola media di Losone sono scesi in sciopero contro la \u201cGiornata\u201d, organizzata a livello federale e appoggiata \u2013 tra gli altri \u2013 anche dal nostro DECS. Naturalmente i sei prodi non si sono limitati a incrociare le braccia e a esibire qualche cartellone (i reportage non dicono se hanno anche fatto un regolare corteo con tanto di slogan e picchetto all\u2019uscita da scuola), ma hanno preteso la giusta copertura massmediatica. Ecco allora il comunicato stampa, che tra una banalit\u00e0 e l\u2019altra butta l\u00ec: \u201cNoi proprio non ne abbiamo capito il senso. Tutti, ragazzi e ragazze, abbiamo gli stessi diritti e vorremmo essere informati sul motivo di questa iniziativa\u201d. L\u2019estemporanea protesta non meriterebbe nessun ulteriore commento, se non si intrecciasse con due coincidenze che sono almeno singolari.<br \/>\nI sei ragazzi, che non vivono su qualche sperduto picco della catena himalayana, dicono subito che vorrebbero essere informati sui motivi dell\u2019iniziativa e \u2013 come farebbe ogni sensato individuo di questo paese \u2013 organizzano una pubblica manifestazione, chiedendo lumi a mezzo stampa. La quale stampa non si lascia sfuggire il perverso giochino, pubblica ampi stralci del comunicato, manda il fotografo ad immortalare il sit-in e commenta un episodio che non si dovrebbe aver timore di definire una sciocchezzuola. I sei, quindi, non hanno raggiunto l\u2019obiettivo di essere ragguagliati (tra l\u2019altro: non si continua a ripetere che i giovani d\u2019oggi sono informatissimi su tutto? che ne sanno una pagina pi\u00f9 del libro? Eppure la promozione della \u201cGiornata delle ragazze\u201d \u00e8 stata ampia e ben congeniata), ma solo quello di fare una piazzata.<br \/>\nNel contempo, per\u00f2, hanno trovato delle redazioni condiscendenti e acritiche, un direttore che rilascia dichiarazioni al limite della sviolinata e, c\u2019\u00e8 da esserne certi, qualche insegnante che ha cavalcato la pensata del sestetto e ne ha curato la regia ben celato tra le quinte. Questa s\u00ec, che \u00e8 vera educazione civica \u2013 devono essersi detti tutti insieme \u2013 messa in pratica de visu, nel massimo rispetto di questi futuri cittadini, che avranno cos\u00ec imparato a non temere l\u2019Autorit\u00e0 e ad impiegare gli strumenti che lo stato democratico \u2013 in piena era della comunicazione \u2013 mette loro a disposizione. Ma come spesso accade, tra il dire e il fare c\u2019\u00e8 di mezzo il mare. E cos\u00ec, proseguendo la lettura del comunicato stampa (altrimenti detto velina), si giunge finalmente al nocciolo della questione. Scrivono: \u201cLa maggior parte delle ragazze che ha accolto la proposta lo ha fatto per trascorrere una giornata diversa e per non venire a scuola\u201d: che \u00e8 poi quello che han fatto i sei monelli, forse rosi dall\u2019invidia.<br \/>\nCome tutte le storie, per\u00f2, anche questa offre qualche interessante spunto per il futuro. In effetti gli stessi organizzatori della \u201cGiornata delle ragazze\u201d potrebbero predisporre un\u2019analoga manifestazione tutta dedicata ai maschietti, che avrebbero l\u2019occasione di trascorrere un\u2019intera giornata con le loro madri, cos\u00ec da dare ai ragazzi un\u2019idea concreta del mondo del lavoro femminile, soprattutto quello sottopagato o non pagato per niente. I meno sfortunati potrebbero seguire passo passo il lavoro della madre casalinga, imparando come si scandisce una giornata certamente pi\u00f9 lunga di un normale turno in ufficio o in officina: alzarsi prima degli altri, preparare la colazione, pensare al pranzo e alla cena. E tra una scadenza fissa e l\u2019altra, occuparsi dell\u2019aspirapolvere, del ferro da stiro, delle macchie d\u2019orina sul WC, del bucato, delle fatture e degli acquisti. I pi\u00f9 scalognati potrebbero sommare a tali liriche mansioni un po\u2019 d\u2019ore in fabbrica, al supermercato o alla casa per anziani: a quel punto, prima di mettersi a letto e posto che abbiano imparato qualcosa di utile, potrebbero offrirsi per rammendare un calzino o per attaccare un bottone, invece di agitarsi col joystick.<br \/>\nCerto, potrebbe essere umiliante \u2013 per riprendere un aggettivo del comunicato. Ma forse anche i maschietti riuscirebbero a capire almeno un qualcuno dei motivi che danno forza alla \u201cGiornata delle ragazze\u201d: ne prendano quindi atto la Conferenza Svizzera delle delegate alla parit\u00e0 e il nostro Ufficio per la condizione femminile: chiss\u00e0 che domani certi viziati adolescenti non decidano di imboccare la carriera dell\u2019uomo di casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec scorso si \u00e8 tenuta in tutta la Svizzera la \u201cGiornata delle ragazze\u201d, promossa da 16+, \u201cProgetto per i posti di tirocinio della Conferenza Svizzera delle delegate alla parit\u00e0\u201d, con l\u2019obiettivo di ampliare gli indirizzi professionali e migliorare l\u2019offerta di formazione rivolta alle ragazze. 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