{"id":3255,"date":"2017-01-01T23:17:35","date_gmt":"2017-01-01T22:17:35","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3255"},"modified":"2017-01-02T01:45:12","modified_gmt":"2017-01-02T00:45:12","slug":"gli-auguri-di-rito-e-il-rito-degli-auguri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/gli-auguri-di-rito-e-il-rito-degli-auguri\/","title":{"rendered":"Gli auguri di rito e il rito degli auguri"},"content":{"rendered":"<p>A volte ho la sensazione che fare gli auguri nei momenti pi\u00f9 tradizionali \u2013 per il compleanno, a Natale o per il nuovo anno \u2013 sia uno di quegli automatismi un po\u2019 ipocriti, come chiedere <em>\u00abCome va?\u00bb<\/em> a uno che incontri per caso\u00a0(e glielo chiedi sapendo che, dopo pochi minuti, ti sarai scordato dell\u2019eventuale risposta, a meno che l\u2019Incontrato Per Caso non ti abbia rivelato, spesso per ragioni freudianamente misteriose, d\u2019essere preda di sfighe mediche o socio-affettive poco o punto felici e invidiabili).<\/p>\n<p>Ho un amico che fino a poco tempo fa, se gli mandavo qualche augurio di rito, tipo \u00abBuon Natale\u00bb o un pi\u00f9 laico \u00abBuon anno\u00bb, mi cazziava neanche l\u2019avessi insultato pesantemente. Eppure l\u2019altro giorno ho ricevuto un suo messaggio, che mi ha sbalordito: <em>Tanti auguri,<\/em> mi ha scritto a poche ore da Capodanno.<\/p>\n<p>D\u2019accordo, non ha sprecato la sua fantasia, abitualmente traboccante.<\/p>\n<p>Ma ha fatto bene, al di l\u00e0 degli editti di quando i sessant\u2019anni gli sembravano lontani: <em>Tanti auguri,<\/em> tutto l\u00ec. Detto da lui per me ha significato molto. Perch\u00e9 ha scritto a me, non ai soliti <em>undisclosed-recipients<\/em> della posta elettronica.<\/p>\n<p>Allora, in questi primi scorci del 2017, voglio rivolgere un augurio <em>pedagogico<\/em> ai miei lettori, quelli fedeli e quelli occasionali, partendo da Snoopy, l\u2019eroico e imperturbabile <em>peanut<\/em> di Charles Schulz: <em>\u00abEducare non \u00e8 riempire un secchio, ma accendere un fuoco\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/snoopy-educazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3269 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/snoopy-educazione.jpg\" width=\"486\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/snoopy-educazione.jpg 486w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/snoopy-educazione-150x150.jpg 150w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/snoopy-educazione-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ha scritto Paola Mastrocola: <em>\u00abNoi, quando uscivamo dalla lezione di un maestro, camminavamo per un bel po\u2019 a un metro da terra. Diciamo che quel metro da terra fa la differenza. [\u2026] Diciamo che forse questo contraddistingue un maestro: ti contagia. [\u2026] Un insegnante che non insegna procura un danno davvero incalcolabile al singolo allievo, e quindi anche all\u2019intera societ\u00e0: condanna all\u2019ignoranza, [\u2026] quindi al vagolamento professionale infinito\u00bb.<\/em> <em>[La scuola raccontata al mio cane,<\/em> 2004, Guanda editore. Vedi anche la mia recensione sul <em>Corriere del Ticino:<\/em> <em><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=725\">Quella scuola che sfrittella il pensiero<\/a><\/em><em>].<\/em><\/p>\n<p>In un suo romanzo successivo <em>[<a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/non-so-niente-te-mastrocola\/libro\/9788806215460\">Non so niente di te<\/a>, <\/em>Torino, Einaudi, 2013], c\u2019\u00e8 un passaggio esemplare. Fil, il protagonista, uno studente modello iscritto a economia, a un certo punto comincia ad andare sempre meno a lezione, anche se <em>\u00abLo sa che suo padre soffrirebbe, che se ne farebbe una colpa\u00bb.<\/em> Ma <em>\u00abandando sempre meno a lezione, trova il tempo. Il tempo di leggere moltissimo, per esempio. La biblioteca diventa la sua nuova tana. Si mette l\u00ec e tutto il resto della vita gli sparisce. Via gli esami, i compagni, la crisi dei mercati, i genitori\u2026 Restano solo i pensieri, le idee. Cose aeree, leggere. Astrazioni. Altri mondi. Dov\u2019\u00e8 escluso che ti trovino.<\/em><\/p>\n<p><em>Fil ci va quasi tutti i giorni, e ci resta fino a tardi. Fa una cosa sola: si prende un libro e se lo divora, piano, un pezzetto al giorno. Ci va anche la domenica, cos\u00ec gli riesce di azzerare un po\u2019 quella malinconia, quella morsa di vuoto che ti prende ogni domenica, cascasse il mondo, qualunque cosa fai, tutte le domeniche della tua vita. \u00c8 l\u00ec che scopre i classici. Il secondo anno a Londra, in biblioteca. Affonda. Affonda nella lettura. Adam Smith, Schumpeter, Von Hayek, Ricardo, Milton Friedman, Keynes\u2026 E Robert Solow, soprattutto lui, un classico vivente\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Preso da quelle letture intense, assolute, comincia a non studiare pi\u00f9. A non studiare pi\u00f9 per gli esami, cio\u00e8 secondo quella particolare forma di studio non libero, finalizzato al superamento di una prova: un\u2019attivit\u00e0 competitiva, pi\u00f9 che altro, ben poco rilassante, solo utile (ma utile a che cosa, poi?)\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Auguri, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte ho la sensazione che fare gli auguri nei momenti pi\u00f9 tradizionali \u2013 per il compleanno, a Natale o per il nuovo anno \u2013 sia uno di quegli automatismi un po\u2019 ipocriti, come chiedere \u00abCome va?\u00bb a uno che incontri per caso\u00a0(e glielo chiedi sapendo che, dopo pochi minuti, ti sarai scordato dell\u2019eventuale risposta, &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/gli-auguri-di-rito-e-il-rito-degli-auguri\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Gli auguri di rito e il rito degli auguri<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[19,29,11,15],"class_list":["post-3255","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","tag-fare-cultura-nella-scuola-dellobbligo","tag-harmos","tag-la-scuola-che-verra","tag-valutazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3255\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}