{"id":3354,"date":"2017-02-27T21:46:40","date_gmt":"2017-02-27T20:46:40","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3354"},"modified":"2018-02-15T15:39:03","modified_gmt":"2018-02-15T14:39:03","slug":"ci-sono-anchio-tra-gli-amici-del-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ci-sono-anchio-tra-gli-amici-del-re\/","title":{"rendered":"Anch\u2019io con gli amici del Re"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Ebbene s\u00ec, anch\u2019io, una volta, ho fatto il fondatore \u2013 senza nessun merito particolare, se non quello d\u2019essere amico di alcuni che, in quell\u2019occasione, Fondatori lo furono davvero. Fatto sta che il 2 giugno del 1993 firmai gli statuti dell\u2019Associazione degli Amici dell\u2019Organo di Locarno (AOL), approvati dall\u2019Assemblea costitutiva del 2 giugno 1993.<\/p>\n<p>Sono ancora con loro, con gli amici che ci sono ancora, perch\u00e9 questo manipolo di appassionati continua da cinque lustri a proporre il grande repertorio della musica organistica, senza quella puzza sotto il naso che troppo spesso distingue chi si perita di far cultura.<\/p>\n<p>E non poteva andare che cos\u00ec, se solo si pensa che il direttore artistico dell\u2019associazione, Giovanni Galfetti, \u00e8 un musicista sensibile e un Maestro a tutto tondo. Figlio d\u2019arte, Giovanni insegna oggi al Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI, l\u2019ex scuola magistrale. C\u2019era durante tutte le metamorfosi di quella scuola degli ultimi trent\u2019anni o gi\u00f9 di l\u00ec, dalla post-liceale all\u2019Alta scuola pedagogica a oggi. Il suo <strong><a href=\"http:\/\/www.giovannigalfetti.ch\/Benvenuto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito<\/a> <\/strong>testimonia, persino con troppa modestia, il suo grande impegno di musicista, educatore e uomo di cultura.<\/p>\n<p>In occasione del venticinquesimo anniversario dell\u2019AOL, <em>La Rivista,<\/em> mensile illustrato del Locarnese e valli, ha pubblicato sul suo numero di dicembre 2016 un mio articolo, con alcuni ricordi e qualche aneddoto. L\u2019intento era quello di scansare a ogni costo toni dotti e saputelli: se, con Giovanni e qualche altro, continuo a dare una mano, \u00e8 perch\u00e9 non ci siamo mai lasciati ingolosire dell&#8217;elitismo, che \u00e8 l\u2019anticamera della petulanza. Perch\u00e9 siamo <em>amici del Re, <\/em>mica volgari cortigiani, che, come canta Verdi, sono <em>vil razza dannata.<\/em><\/p>\n<p>Mi piace riproporlo di seguito, mentre la copia dell\u2019originale pu\u00f2 essere scaricata <a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/LaRivista-n%C2%B0-12-2016.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>qui<\/strong><\/a>.<em><br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<hr \/>\n<p>Una sera d\u2019autunno del 1990 mi chiamarono Giovanni Galfetti e Marco Balerna. Mi raccontarono che in primavera si doveva organizzare per bene l\u2019inaugurazione dei <em>rinnovati organi <\/em>della collegiata di Sant\u2019Antonio. A quel tempo la mia cultura organistica era quella dei noti paracarri: conoscevo a malapena l\u2019inizio della <em>Toccata e fuga in re minore<\/em> di Bach. I due amici sapevano per\u00f2 che ero un musicofilo onnivoro e curioso, che credevo nella diffusione della cultura \u2013 non solo quella musicale, ovvio \u2013 e che se c\u2019era da dare una mano non mi sarei tirato indietro.<\/p>\n<p>Scoprii presto alcune cose: che nella collegiata c\u2019era un bell\u2019organo romantico, che da tanti anni vivacchiava come un vecchio trascurato dai parenti, strusciando i piedi e spargendo armonie disarmoniche, col fiato corto; che gi\u00e0 nel 1986 la Citt\u00e0 di Locarno, proprietaria dello strumento, aveva destinato un credito importante per il restauro; e, per finire, che i <em>rinnovati organi<\/em> erano uno solo, quello l\u00ec, e che il plurale era un francesismo del Balerna. In ogni modo, non rifiutai l\u2019invito e nella primavera di 25 anni fa and\u00f2 in scena un battesimo coi baffi: concerto inaugurale con il <em>principe degli organisti,<\/em> Daniel Chorzempa, musicista di origine polacca ma cresciuto a Minneapolis, una stella di prima grandezza del panorama organistico.<\/p>\n<h2>Nasce l\u2019AOL<\/h2>\n<p>Com\u2019era normale che fosse, non eravamo pratici di organizzazioni di quel tipo. Cos\u00ec Chorzempa ci fece un poco ammattire \u2013 e lascio perdere dettagli che ci farebbero arrossire. Resta che la fase inaugurale, in quell\u2019intensa primavera, fu emozionante, perch\u00e9 dopo il principe ospitammo Jeanine Lehmann, grande interprete svizzera, e poi alcuni bravi organisti di casa nostra: Livio Vanoni, Diego Fasolis e Giovanni Galfetti. Fu forse grazie alla passione e agli stimoli di quei giorni che avviammo la creazione dell\u2019AOL, l\u2019associazione degli Amici dell\u2019Organo di Locarno, con lo scopo di valorizzare gli organi delle chiese locarnesi, in particolare lo strumento Urbani-Bossi-Marzi della collegiata, e di promuovere e organizzare concerti e altre attivit\u00e0 musicali legate all\u2019organo. L\u2019AOL vide la luce il 2 giugno del 1993, alla presenza di una ventina di soci fondatori, tra i quali voglio citare Giovanni Galfetti, l\u2019anima artistica del gruppo, Marco Balerna e l\u2019arciprete Storelli don Ernesto, come autograf\u00f2 quella sera l\u2019approvazione degli statuti. \u00c8 in quell\u2019anno che \u00e8 partita un\u2019avventura artistica e culturale straordinaria.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3352\" aria-describedby=\"caption-attachment-3352\" style=\"width: 719px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=3352\" rel=\"attachment wp-att-3352\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3352 size-full\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Organo-04-copia.gif\" width=\"719\" height=\"1024\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3352\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Galfetti alla tastiera dell\u2019organo, che Mozart defin\u00ec \u201cil Re degli strumenti\u201d.<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019AOL, finch\u00e9 lo strumento non ricominci\u00f2 e dar segni di sfinimento, ha proposto per diversi anni tre concerti tradizionali \u2013 per Santo Stefano, per la domenica delle Palme e per Pentecoste, oltre, in alcuni anni, il concerto di Ognissanti \u2013 decine e decine di matin\u00e9e, con l\u2019indispensabile sostegno dell\u2019Ente per le Iniziative del Locarnese, e qualche concerto speciale, ospitando alcune punte di diamante della scena organistica internazionale. Mi piace rammentare e sottolineare che, con l\u2019unica eccezione dei concerti inaugurali, l\u2019AOL non ha mai chiesto un biglietto d\u2019entrata, accontentandosi di un\u2019eventuale offerta libera all\u2019uscita, a seconda della disponibilit\u00e0 e del piacere provato. Forse \u00e8 questo dettaglio, forse \u00e8 il genere musicale in s\u00e9 e i luoghi in cui stanno gli organi, forse sono altre caratteristiche misteriose: ma il pubblico, il nostro pubblico, \u00e8 particolare e simpatico. Non ha il cilindro per cappello, due diamanti per gemelli, il bastone di cristallo, n\u00e9 la gardenia nell\u2019occhiello. Sotto le navate della collegiata ho visto i pubblici pi\u00f9 diversi e compositi: dal musicista attento al critico pedante, dal melomane che annuisce rapito a quello che riflette e vola in chiss\u00e0 quali mondi fantastici; ma anche intere famiglie con figli grandi e piccoli al seguito. Per ci\u00f2 che mi concerne, da quella telefonata autunnale di cinque lustri fa ho scoperto un mondo artistico meraviglioso, un crogiuolo di compositori e di culture incantate, un repertorio inatteso ed emozionante, come sa fare l\u2019arte, magari esaltata da luoghi che stuzzicano anche gli spiriti pi\u00f9 laici.<\/p>\n<h2>Quindici anni di grande musica<\/h2>\n<p>Il cammino con gli amici dell\u2019AOL ha riservato anche qualche aneddoto. Mi viene in mente quell\u2019organista svizzero, protagonista di un concerto di Santo Stefano d\u2019una ventina di anni fa, che dette qualche gatta da pelare al nostro direttore artistico: perch\u00e9 la panca dell\u2019organo era troppo alta rispetto alle sue gambette \u2013 fu necessario tagliarne un pezzo, in quel d\u00ec di festa \u2013 e perch\u00e9 quel giorno non si era sbarbato e bisognava trovargli un rasoio. Capricci da stelline della TV.<\/p>\n<p>Nel 1996 ospitammo una delle pi\u00f9 grandi organiste del \u2019900, Marie-Claire Alain, figlia di Albert e sorella di Jehan, organisti importanti, una famiglia da enciclopedia, allieva di alcuni grandi della musica francese, da Maurice Durufl\u00e9 a Marcel Dupr\u00e9, compagna di corso di alcuni dei pi\u00f9 importanti organisti della scuola francese del Novecento, come Pierre Cochereau: insomma, un monumento. Al termine di un concerto entusiasmante e indimenticabile, e dopo il ricevimento a casa Rusca con discorsi e rinfresco, questa donnina che certo non se la tirava, bench\u00e9 fosse Lei, chiese se era possibile mangiare un boccone. Non ci avevamo pensato, e fu abbastanza difficile trovare un ristorante ancora aperto a quell\u2019ora, dove fosse possibile andare oltre un panino imbottito col pane del giorno prima. Quel marted\u00ec sera finimmo in un ristorante della citt\u00e0 vecchia, con un piatto di spaghetti e un bicchiere di vino sfuso, a chiacchierare del pi\u00f9 e del meno come un gruppo di vecchi amici.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3351\" aria-describedby=\"caption-attachment-3351\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=3351\" rel=\"attachment wp-att-3351\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3351 size-large\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Marie-Cle\u0301aire-Alain-e-Don-Storelli-858x1024.gif\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Marie-Cle\u0301aire-Alain-e-Don-Storelli-858x1024.gif 858w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Marie-Cle\u0301aire-Alain-e-Don-Storelli-251x300.gif 251w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Marie-Cle\u0301aire-Alain-e-Don-Storelli-768x917.gif 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Marie-Cle\u0301aire-Alain-e-Don-Storelli-600x716.gif 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3351\" class=\"wp-caption-text\">Locarno 1996. L\u2019Arciprete don Ernesto Storelli stringe la mano a Marie-Claire Alain, una delle piu\u0300 grandi organiste del \u2019900.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Due anni dopo, il 5 maggio, data di per s\u00e9 poetica, ecco un\u2019altra serata speciale, con un altro grande vecchio della musica organistica francese, definito da alcuni l\u2019Arthur Rimbaud dell\u2019organo. Jean Guillou, classe 1930, dal 2014 organista titolare emerito del grande organo della chiesa di Saint-Eustache di Parigi, rest\u00f2 a Locarno alcuni giorni. Propose un programma che spaziava da Bach a Mendelssohn, da s\u00e9 stesso a una delle sue celeberrime trascrizioni, in questo caso il \u00abPrometeo\u00bb di Franz Liszt. E fin\u00ec con un\u2019improvvisazione su due temi proposti da Giovanni Galfetti. Non dimenticher\u00f2 mai quel concerto, in parte per il programma cos\u00ec scoppiettante, in altra parte perch\u00e9 durante l\u2019esecuzione del brano d\u2019apertura, a chiesa strapiena, l\u2019organo and\u00f2 in tilt: una canna un po\u2019 anarcoide improvvis\u00f2 uno sciopero dello zelo, continuando a cantare la sua nota. Concerto interrotto. Galfetti usc\u00ec sul sagrato a strapparsi i capelli. Guillou non perse l\u2019aplomb: lasci\u00f2 la consolle, entro fisicamente nell\u2019organo, trov\u00f2 il difetto, rimedi\u00f2 e continu\u00f2 il programma, terminato in un tripudio.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3354-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Prometeo-Jean-Guillou.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Prometeo-Jean-Guillou.mp3\">http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Prometeo-Jean-Guillou.mp3<\/a><\/audio>\n<p>Mi sia concesso un ricordo molto personale. Il giorno precedente andai a trovarlo sull\u2019organo, portando i miei figli di nove anni. Stava provando il \u00abPrometeo\u00bb, un\u2019esultanza tardo-romantica che ben riflette la forza del poema sinfonico di Liszt. Ci accolse come un nonno felice e, mentre dava fiato poderoso all\u2019organo, invit\u00f2 i due <em>jeuns anges<\/em> a varcare la porticina accanto alle tastiere, quella che porta nel cuore dell\u2019organo, in quel bosco di canne. L\u2019uno varc\u00f2 la soglia, ma ne usc\u00ec difilato, un po\u2019 spaurito. L\u2019altro venne fuori solo dopo la nota finale, e per un po\u2019 di settimane continu\u00f2 a disegnare canne d\u2019organo che mandavano note lass\u00f9, chiss\u00e0 fino a dove.<\/p>\n<h2>L\u2019incertezza e la rinascita<\/h2>\n<p>Al di l\u00e0 di questi nomi importanti, l\u2019AOL ha invitato alle tastiere dell\u2019organo di Sant\u2019Antonio decine e decine di organisti, noti e meno noti, musicisti di lungo corso e giovani esordienti. Il pubblico ha sempre accolto molto positivamente, a volte con entusiasmo, le tante proposte musicali, a volte mescolate a voci soliste o ad altri strumenti. Cos\u00ec anche quando, una decina di anni fa, fummo costretti a ridurre l\u2019attivit\u00e0 a causa delle precarie condizioni dell\u2019organo, abbiamo sempre fatto il possibile per mantenere viva la pur giovane tradizione, proponendo anche in quel periodo difficile il grande concerto di Santo Stefano e le matin\u00e9e dei mercoled\u00ec primaverili e autunnali.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da quest\u2019anno, tuttavia, il programma torner\u00e0 ai fasti di un tempo (anzi, di pi\u00f9). Grazie alla tangibile sensibilit\u00e0 culturale della Citt\u00e0 e del Cantone, il nostro strumento, che \u00e8 stato definito il pi\u00f9 grande e importante organo romantico del Ticino, ha ripreso a suonare, a suonare bene, disponibile con tutte le sue caratteristiche, che sono tante e seducenti, al servizio degli organisti che vorranno proporre le loro scelte artistiche al nostro pubblico affezionato. In settembre c\u2019\u00e8 stata una sorta di prova generale, con quattro matin\u00e9e molto seguite e apprezzate, offerte da Marina John, da Marco Balerna col trombettista Ivano Drey, da Roberto Olzer e da Giovanni Galfetti. Poi, il 23 ottobre, c\u2019\u00e8 stato il concerto inaugurale, per dare il benvenuto all\u2019organo rinato: alle tastiere Francesco Finotti, organista onorario del Duomo di San Lorenzo in Abano Terme (PD); e sul pulpito, a presentarlo, Bepi De Marzi, l\u2019autore del celebre \u00abSignore delle cime\u00bb, clavicembalista e organista nei prestigiosi Solisti Veneti di Claudio Scimone. Con un pubblico decisamente inusuale \u2013 l\u2019arciprete Don Carmelo Andreatta, commosso, non ha saputo trattenersi: \u00abDovreste venire al mio posto e guardare gi\u00f9: uno spettacolo!\u00bb \u2013 il tempo \u00e8 trascorso svelto e delizioso, sulle onde della musica, dell\u2019interpretazione accattivante di Finotti e delle affascinanti introduzioni di De Marzi.<\/p>\n<hr \/>\n<p>P. S.: Nel brano Jean Guillou esegue il finale di \u00abPrometeo\u00bb, poema sinfonico di Franz Liszt, nella trascrizione per organo dello stesso\u00a0 Guillou (Registrato nella Collegiata di Sant&#8217;Antonio a Locarno il 5 maggio 1998).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ebbene s\u00ec, anch\u2019io, una volta, ho fatto il fondatore \u2013 senza nessun merito particolare, se non quello d\u2019essere amico di alcuni che, in quell\u2019occasione, Fondatori lo furono davvero. Fatto sta che il 2 giugno del 1993 firmai gli statuti dell\u2019Associazione degli Amici dell\u2019Organo di Locarno (AOL), approvati dall\u2019Assemblea costitutiva del 2 giugno 1993. Sono ancora &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ci-sono-anchio-tra-gli-amici-del-re\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Anch\u2019io con gli amici del Re<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[19,17],"class_list":["post-3354","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","tag-fare-cultura-nella-scuola-dellobbligo","tag-limportanza-dellarte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3354\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}