{"id":337,"date":"2013-12-24T20:46:51","date_gmt":"2013-12-24T21:46:51","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=337"},"modified":"2022-05-08T16:42:16","modified_gmt":"2022-05-08T14:42:16","slug":"parliamo-di-classici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/parliamo-di-classici\/","title":{"rendered":"Parliamo di \u201cclassici\u201d?"},"content":{"rendered":"<p><em>Col titolo <\/em>\u00abCrescere con i classici, con Collodi, Calvino e Rodari\u00bb,<em> il Corriere del Ticino ha pubblicato il 24 dicembre 2012, vigilia di Natale, una bella recensione di <strong>Silvia Demartini<\/strong> al volume<\/em> \u00abIl gatto ha ancora gli stivali?\u00bb,<em> edito recentemente dall\u2019editore Dad\u00f2. Eccola.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Ci sono bambini e ragazzi di poche letture. Ci sono bambini e ragazzi che divorano <i>Geronimo Stilton<\/i> e i <i>Diari di una<\/i> <i>schiappa<\/i>, \u00aberoi\u00bb (in senso lato) cartacei di questo tempo. Poi ci sono quelli \u2013 sempre di meno? \u2013 che possono ricondurre anche le parole dei classici al loro \u00ablessico famigliare\u00bb, a quell\u2019eco privato di voci che un giorno risuoner\u00e0 nella loro memoria adulta. Ma che cos\u2019\u00e8 un classico? Qual \u00e8 il suo statuto? \u00c8 ancora utile proporne la lettura alle nuove generazioni? Vale la pena di tentare la sfida contro il tempo e contro il mutare dei gusti e della lingua? E poi: ci sono classici di ieri e classici di oggi? Certo, perch\u00e9 tra Salgari e Calvino o Rodari c\u2019\u00e8 un abisso che l\u2019etichetta \u00abclassico\u00bb non basta a colmare. Risposte a queste e ad altre domande si trovano nel volume <i>Il gatto ha ancora gli stivali? Perch\u00e9 leggere i classici per ragazzi, oggi e domani <\/i>\u00a0(Locarno, Dad\u00f2, 2013), a cura di Dario Corno, Simone Fornara e Adolfo Tomasini. Esito dell\u2019omonimo Convegno del 28 agosto 2012, nato da un\u2019idea dei curatori, il volume offre alcune luminose risposte e numerosissimi stimoli, e si configura, perci\u00f2, come un punto di partenza sia per coloro che si occupano di educazione (genitori, nonni, docenti), sia per tutti quei lettori appassionati nei cui ricordi <i>Il gatto<\/i>, <i>Alice<\/i>, <i>Tom Sawyer<\/i> e <i>Piccole donne<\/i> oscillano tra l\u2019oblio e lo statuto imperituro di guide per la vita.<\/p>\n<p>Dunque s\u00ec, parliamo di classici, e facciamolo a partire dai ricchi contributi degli autori (che comprendono, oltre ai curatori, Pino Boero, Walter Fochesato, Fabio Merlini, Renato Martinoni e Mario Gamba). Ciascun saggio \u00e8 dedicato a un aspetto particolare: classici sospesi tra canone condiviso e canone personale dei \u00abnostri\u00bb classici, classici \u2013 in particolare <i>Pinocchio<\/i> \u2013 come resistenti e non scontati modelli di lingua, classici come storie tra le cui pagine soffia il \u00abvento della Storia\u00bb, classici come deposito di memoria senza la quale il nostro \u00abiper-presente smemorato\u00bb perde di sostanza, classici come legami o come strappi fra le generazioni, fino alla messa in discussione di certe scelte di comodo della letteratura odierna per l\u2019infanzia e ad alcuni interrogativi fondamentali sulla proposta linguistico-culturale (dunque identitaria) della scuola nell\u2019era \u00abliquida\u00bb di <i>web<\/i> e <i>smartphone<\/i>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 un testo classico spesso parla in modo piacevole, ma raramente in modo \u00abfacile\u00bb; e sognare, riflettere e imparare confrontandosi con le difficolt\u00e0 ha un certo costo cognitivo. Un po\u2019 come crescere. \u00c8 uno sforzo che merita? Quest\u2019opera fa capire che s\u00ec, merita, e la <i>Guida ai classici della letteratura per l\u2019infanzia<\/i> (altro frutto del Convegno) offre un ulteriore strumento orientativo. La facilit\u00e0, infatti, ogni tanto sacrosanta, non \u00e8 un pregio assoluto, se si tratta di costruire conoscenze ed emozioni complesse, mentre \u00e8 pi\u00f9 stimolante l\u2019\u00abattrito delle giuste difficolt\u00e0\u00bb, come lo definiva, nell\u2019Ottocento, il linguista Graziadio Isaia Ascoli parlando di scuola. Proprio in virt\u00f9 del ruolo chiave che possono svolgere, riflettere sui classici per ragazzi significa, insomma, \u00abconsiderare il problema linguistico generale\u00bb, ma anche i \u00abbisogni pedagogici che descrivono in profondit\u00e0 il testo classico e i suoi irrinunciabili valori di contenuto\u00bb, scrivono i curatori. Non solo, allora, parliamo di classici, ma conosciamoli. Magari cominciando dalla lettura di questo libro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Col titolo \u00abCrescere con i classici, con Collodi, Calvino e Rodari\u00bb, il Corriere del Ticino ha pubblicato il 24 dicembre 2012, vigilia di Natale, una bella recensione di Silvia Demartini al volume \u00abIl gatto ha ancora gli stivali?\u00bb, edito recentemente dall\u2019editore Dad\u00f2. Eccola. Ci sono bambini e ragazzi di poche letture. 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