{"id":3529,"date":"2017-04-14T23:32:43","date_gmt":"2017-04-14T21:32:43","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3529"},"modified":"2022-05-07T16:51:11","modified_gmt":"2022-05-07T14:51:11","slug":"un-ministro-quantomeno-espressivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/un-ministro-quantomeno-espressivo\/","title":{"rendered":"Un ministro quantomeno espressivo"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di vent\u2019anni fa, quand\u2019ero ancora direttore di scuola, ebbi uno scontro abbastanza veemente con un gruppo di insegnanti del \u00abmio\u00bb istituto. Qualcuno, non ricordo chi <em>[me lo ricordo bene, in realt\u00e0, ma non \u00e8 importante],<\/em> chiese se l\u2019intercalare <em>cazzo<\/em> potesse o meno essere accettato nel parlare comune dei nostri allievi. Per quel che credo e credevo, non accettavo (n\u00e9 accetterei oggi) che un allievo dicesse in classe \u2013 che so? \u2013 ma insomma, <em>cazzo!,<\/em> stavamo giocando la partita durante la ricreazione e, <em>cazzo!,<\/em> Federico non passava mai la palla, <em>cazzo!,<\/em> tanto che abbiamo perso 3 a 1. <em>Cazzo!<\/em><\/p>\n<p>Mi sentirei di spiegare che, pur nella concitazione del momento, si potrebbero trovare forme espressive pi\u00f9 adeguate alla situazione <em>\u201cistituzionle\u201d,<\/em> e pure alla lingua italiana.<\/p>\n<p>In quegli anni avviammo un progetto d\u2019istituto che aveva come obiettivo prioritario il rafforzamento dell\u2019insegnamento dell\u2019italiano. Cos\u00ec, nel novembre del 2010, invitammo il prof. Dario Corno, che era stato per diversi anni docente alla Magistrale e che, in quell\u2019anno, insegnava all\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale. Tenne una conferenza intitolata <em>\u00abIl genio dell\u2019italiano. Come e perch\u00e9 \u00e8 necessario insegnare la nostra lingua, oggi pi\u00f9 di ieri\u00bb, <\/em>durante la quale descrisse con dovizia di particolari, e basandosi su un esempio eccellente, la forza espressiva della lingua italiana.<\/p>\n<blockquote><p><em>Il suo carico morfologico \u00e8 notevole <\/em>\u2013 disse \u2013<em> ma soprattutto la nostra lingua ha notevoli possibilit\u00e0 di modulazione per significare lo stesso concetto. (\u2026) Vediamo di cogliere questo aspetto valutando i diversi modi che l\u2019italiano presenta per comunicare l\u2019idea dell\u2019arrabbiarsi. In italiano si pu\u00f2 dire <\/em>abbrutirsi, accendersi, accigliarsi, adombrarsi, adontarsi, aggrondarsi, alterarsi, andare in bestia, andare in collera, annuvolarsi, arrabbiarsi, aversela a male, corrucciarsi, disumanarsi, esacerbarsi, esasperarsi, formalizzarsi, fremere, imbestialirsi, imbronciarsi, imbufalirsi, immusonirsi, impazientirsi, impennarsi, impermalirsi, inalberarsi, incagnarsi, incappellarsi, incavolarsi, incollerirsi, indemoniarsi, indignarsi, indispettirsi, inferocirsi, infuriarsi, ingrugnarsi, inquietarsi, inviperirsi, irritarsi, montare in bestia, perdere il lume degli occhi, perdere il lume della ragione, piccarsi, pigliarsela, prendersela (a male), rabbuiarsi, risentirsi, sdegnarsi, spazientirsi, stizzirsi, <em>ma anche <\/em>incazzarsi<em> o, pi\u00f9 perifrasticamente, <\/em>\u201cavere il giramento di\u2026\u201d<em> (stando allo standard medio attuale per cui i giovani lamentevomente non si arrabbiano pi\u00f9, <\/em>si incazzano<em> e basta\u2026).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Per correttezza, e per non atteggiarsi al moralista che non \u00e8, aveva citato Vincenzo Mengaldo, filologo italiano, secondo il quale la scelta di un registro \u201cpuristico\u201d che porta l\u2019insegnante a correggere <em>arrabbiarsi<\/em> in <em>adirarsi<\/em> o <em>indignarsi (fare<\/em> in <em>eseguire<\/em>, o <em>svolgere<\/em>, <em>di<\/em> <em>pi\u00f9<\/em> in <em>maggiormente<\/em>, <em>andare a letto<\/em> in <em>coricarsi<\/em>, <em>lui lei loro<\/em> in <em>egli essa essi<\/em>, e cos\u00ec via), a spiegare che lo spostamento della lingua dalla letteratura alla scuola fosse pi\u00f9 o meno ineluttabile, bench\u00e9, almeno pedagogicamente, da dibattere.<\/p>\n<p>Sostengo da tanti anni, pressoch\u00e9 incessantemente, che, oltre alla famiglia e alla scuola, altri protagonisti siano oggi responsabili dell\u2019educazione delle future generazioni, con intensit\u00e0 sempre maggiore: penso all\u2019influenza dei personaggi dello sport e dello spettacolo, ma anche dei politici e dei tanti che, per un verso o per l\u2019altro, hanno un impatto persuasivo sull\u2019opinione pubblica attraverso quel che dicono e quel che fanno, e in base allo spazio massiccio che vien loro dedicato dai media: l\u2019ha detto la radio, l\u2019ho visto in TV, c\u2019era sul giornale\u2026<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 14 aprile sono finito, un po\u2019 casualmente, sul programma <em>\u00abNemo &#8211; Nessuno escluso\u00bb,<\/em> di Rai 2, canale nazionale della televisione di Stato italiana. Stavo pigiando il tasto del telecomando, per continuare pigramente lo zapping, quando, con un po\u2019 di sorpresa, \u00e8 sbucata la prima pagina del <em>Mattino della domenica, <\/em>l\u2019organo dei leghisti nostrani. E, com\u2019\u00e8 ovvio, ho seguito il reportage.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, a un certo punto, un\u2019intervista al ministro Norman Gobbi, citata, fino al momento in cui scrivo, da <a href=\"http:\/\/www.liberatv.ch\/it\/article\/34763\/non-dico-pi-un-c-o-gobbi-sbotta-ai-microfoni-di-rai-2-il-ministro-ticinese-l-italia-uno-splendido-paese-non-ho-detto-nazione-ho-detto-paese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Liberatv<\/a> e da <a href=\"http:\/\/www.ticinolibero.ch\/it\/article\/34637\/in-ticino-i-buchi-sono-sul-formaggio-non-sulle-strade-e-gobbi-infine-sbotta-non-dico-pi-un-c-o-i-lavoratori-italiani-sono-un-problema\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ticinolibero<\/a>. L\u2019intero servizio pu\u00f2 essere seguito a <a href=\"http:\/\/www.raiplay.it\/video\/2017\/04\/NEMO-Nessuno-escluso-5842c7ad-35c9-44c2-8813-e7146d7db5ce.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">questo indirizzo<\/a>, a partire, pi\u00f9 o meno, dal minuto 23.<\/p>\n<p>L\u2019intervista al Ministro \u00e8 sufficientemente breve e raggelante da poterla trascrivere:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Sa quanti lavoratori transfrontalieri abbiamo in Canton Ticino? 63 mila.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: 63\u2019000.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Sono un lavoratore su quattro in Canton Ticino. Dieci anni fa erano la met\u00e0. E questo \u00e8 un problema per noi, perch\u00e9 l\u2019Italia ha un problema socio-economico, \u00e8 un problema che non riesce pi\u00f9 a ripartire dal 2008.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: E se gli italiani vengono a lavorare qua \u00e8 un problema per voi?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Per noi \u00e8 un problema sicuramente, perch\u00e9 abbiamo tanti giovani che non riescono a trovare un posto di lavoro<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Quant\u2019\u00e8 il tasso di disoccupazione?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: \u00c8 sicuramente pi\u00f9 basso di quello dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Quant\u2019\u00e8?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Oggi siamo circa al 3% per il Ticino.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Certo che visto dall\u2019Italia \u2019sta cosa\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Noi guardiamo per noi, voi guardate per voi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Senta, ma secondo lei c\u2019\u00e8 un sentimento anti-italiano da parte del vostro partito?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Da parte dei ticinesi? Venga una volta a vedere quando gioca la Svizzera contro l\u2019Italia, come sono gli animi nel Canton Ticino.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Come sono?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Molto accesi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Dell\u2019Italia cosa pensa?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: L\u2019Italia \u00e8 uno splendido paese. Punto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Punto?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Punto. Non ho detto nazione, ma paese.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">GIORNALISTA: Cio\u00e8? Cio\u00e8 che vuol dire?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">MINISTRO: Non dico pi\u00f9 un cazzo.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Non voglio fare il moralista, ma il men che si possa dire \u00e8 che il nostro Ministro delle Istituzioni ha un approccio decisamente <em>espressivo<\/em> alla lingua italiana. Pu\u00f2 capitare a chicchessia di perdere le staffe e di sbroccare, per usare un verbo riportato in auge proprio dal domenicale della Lega. Ma a un ministro della Repubblica \u00e8 lecito chiedere almeno quel minimo di dignit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>C***o!,<\/strong> come ha sottotitolato la Rai.<\/p>\n<p>Sar\u00f2 un ticinese anomalo, ma mi vergogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di vent\u2019anni fa, quand\u2019ero ancora direttore di scuola, ebbi uno scontro abbastanza veemente con un gruppo di insegnanti del \u00abmio\u00bb istituto. Qualcuno, non ricordo chi [me lo ricordo bene, in realt\u00e0, ma non \u00e8 importante], chiese se l\u2019intercalare cazzo potesse o meno essere accettato nel parlare comune dei nostri allievi. 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