{"id":378,"date":"2003-02-19T16:29:30","date_gmt":"2003-02-19T17:29:30","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=378"},"modified":"2017-10-12T15:35:28","modified_gmt":"2017-10-12T13:35:28","slug":"ma-e-una-scuola-o-un-asilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ma-e-una-scuola-o-un-asilo\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 una scuola o un &#8220;asilo&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa il vecchio e indimenticabile Asilo ha cambiato nome, diventando Scuola dell\u2019infanzia. In verit\u00e0 non era la prima volta: da Casa dei bambini era passato a Scuola materna, ma tutti noi persistiamo a chiamarlo Asilo. Se me ne occupo in questa rubrica \u00e8 perch\u00e9 anche questa gloriosa istituzione \u2013 che d\u00e0 lustro al Ticino scolastico, forte di una tradizione che affonda le sue radici lontano nel tempo \u2013 comincia a dar segni di qualche ineluttabile confusione. L\u2019asilo, molto pi\u00f9 che i gradi scolastici successivi, \u00e8 un cocktail di educazione, insegnamento e sorveglianza. Anche se sui codici non lo si scrive mai, la scuola dell\u2019infanzia e la scuola elementare ricoprono anche un fondamentale ruolo di custodia dei frugoletti, per far s\u00ec che i loro genitori possano occuparsi d\u2019altro e mandare avanti la famiglia.<br \/>\nSi tratta di un compito assolutamente gradito, oltre che utile all\u2019intero Paese, poich\u00e9 in caso contrario molte famiglie si troverebbero in difficolt\u00e0, non potendo conciliare turni di lavoro e esigenza di accudire i pargoli. D\u2019altra parte la stessa Legge specifica che \u201c\u2026la scuola dell\u2019infanzia e la scuola elementare favoriscono il processo di socializzazione del bambino, sviluppando le sue facolt\u00e0 motorie, affettive e cognitive\u201d: scuola in tutti i sensi, quindi, anche se forse sarebbe il caso di cominciare a pensare a qualche correttivo, soprattutto dopo che il successo massiccio della votazione del 18 febbraio 2001 ha fatto prosperare le richieste sul fronte del sociale. Ad esempio: come si sa, la scuola dell\u2019infanzia pu\u00f2 accogliere bambini dai 3 ai 6 anni di et\u00e0. \u00c8 pure vero che, di regola, poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei bambini di tre anni la frequenta: in parte per scelta delle famiglie, in parte per mancanza di spazi.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec che gi\u00e0 nell\u2019aprile del 2001 la parlamentare Monica Duca Widmer aveva chiesto una modifica della Legge per sostenere l\u2019ammissione del maggior numero possibile di bambini di tre anni, modifica che il Parlamento non ha accettato, invitando per\u00f2 i Comuni a darsi da fare per accogliere nei propri asili il maggior numero possibile di treenni. Al di l\u00e0 delle indubbie ricadute sul piano della socializzazione e delle acquisizioni \u2013 la vita di gruppo porta sempre a imparare \u2013 \u00e8 comunque utile chiedersi fino a che punto questa (nuova) esigenza faccia parte dei compiti del Dipartimento dell\u2019Educazione. Personalmente non ne sono tanto convinto, anche perch\u00e9 la convivenza in uno stesso gruppo di allievi di et\u00e0 cos\u00ec diverse pone da sempre irrisolti problemi. Oltre a ci\u00f2, noi sappiamo che i bimbi di tre anni iscritti all\u2019asilo hanno una frequenza molto parziale, spesso limitata a qualche ora e a qualche mattina, e che non necessariamente usufruiscono dell\u2019insegnamento riservato ai loro compagni pi\u00f9 grandicelli.<br \/>\nChe vi sia poi una certa promiscuit\u00e0 nel definire ruoli di sorveglianza e ruoli educativi \u00e8 dato dalla grande differenza che intercorre tra asili dotati di mensa e asili che ne sono sprovvisti. A parte le disparit\u00e0 salariali tra maestre che mangiano coi loro allievi e colleghe che se ne vanno a casa loro (per intenderci: chi lavora oltre un\u2019ora in pi\u00f9 al giorno percepisce tre e una cicca), non \u00e8 chiaro il senso stesso della refezione: perch\u00e9 la legge afferma che \u201c\u2026la refezione \u00e8 parte integrante dell\u2019attivit\u00e0 educativa e, quindi, il docente titolare ne \u00e8 responsabile\u201d. Ci\u00f2 potrebbe significare che gli istituti senza refezione sono meno educativi degli altri. D\u2019altra parte pochi anni fa anche l\u2019asilo si \u00e8 dotato del mercoled\u00ec pomeriggio di vacanza, come le altre scuole, e addirittura di programmi scolastici che stabiliscono i principi generali dell\u2019impostazione pedagogica, i criteri organizzativi generali, le aree educative e i relativi obiettivi. Ma allora: \u00e8 una Scuola o \u00e8 un Asilo?<br \/>\nCome detto, la scelta toponomastica \u00e8 stata precisa e cosciente. Ora \u00e8 giunto il momento di rimettere al Dipartimento della Socialit\u00e0 tutto ci\u00f2 che con la scuola non ha niente a che fare, erodendo per\u00f2 energie e soldi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa il vecchio e indimenticabile Asilo ha cambiato nome, diventando Scuola dell\u2019infanzia. In verit\u00e0 non era la prima volta: da Casa dei bambini era passato a Scuola materna, ma tutti noi persistiamo a chiamarlo Asilo. 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