{"id":380,"date":"2003-03-12T16:30:22","date_gmt":"2003-03-12T17:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=380"},"modified":"2017-10-12T15:35:05","modified_gmt":"2017-10-12T13:35:05","slug":"giovani-buone-maniere-e-impegno-dei-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/giovani-buone-maniere-e-impegno-dei-genitori\/","title":{"rendered":"Giovani, buone maniere e impegno dei genitori"},"content":{"rendered":"<p>\u201cI giovani di oggi non hanno rispetto di nulla e di nessuno!\u201d: lo si sente spesso ripetere, soprattutto da chi era ragazzo durante l\u2019ultima guerra. Loro lo dicono e molti altri lo pensano. E aggiungono: tutta colpa della scuola, che non insegna pi\u00f9 le buone maniere e \u2013 quindi \u2013 anche il rispetto per le persone e per le cose. Leggendo La Regione di sabato scorso si direbbe che abbiano ragione. Il quotidiano bellinzonese descrive le eroiche gesta di una banda di cialtroni che, a quanto pare, imperversa da un po\u2019 di tempo alla stazione Ffs di Locarno: i teppistelli insultano, ti sputano in faccia, occupano convogli, rubano, insudiciano, graffiano carrozzerie, si ubriacano, minacciano. Scrive il cronista: \u201cTutti i giorni il gruppo gioca al gatto e al topo con la Polizia e con i ferrovieri, in un continuo rincorrersi per la stazione. Lo scopo degli uni \u00e8 danneggiare convogli, disturbare il normale lavoro degli impiegati Ffs, salire sui treni in sosta per occuparli e renderne di fatto impossibile l\u2019utilizzazione da parte dei passeggeri; l\u2019obiettivo degli altri \u00e8 cercare di limitare i danni, di \u2018far presenza\u2019 per circoscrivere lo strapotere della banda\u201d.<br \/>\nBeh, a leggere notizie come questa verrebbe voglia di dar ragione a chi se la prende con la scuola e con la giovent\u00f9, anche se \u00e8 grande il pericolo di buttar via il pupo con l\u2019acqua sporca. D\u2019altra parte in chi \u00e8 adulto, ma non ancora in odore di pensionamento, cresce l\u2019impressione che a fronte di genitori assolutamente incapaci di educare i loro figli, vi sia uno Stato vieppi\u00f9 rinunciatario. Sul CdT di venerd\u00ec scorso Romano Piazzini, comandante della Polizia cantonale, ha scritto che \u201cNon sono rari i casi in cui pattuglie di polizia, accompagnando a casa giovani minorenni sorpresi in giro a notte fonda spesso in preda ad alcol e droghe, vengono aspramente biasimate dai genitori. \u2018Non avete di meglio da fare? Correte dietro ai ladri invece di infastidire i nostri figli\u2019, sono frasi ricorrenti (e fra le pi\u00f9 gentili).\u201d<br \/>\n\u00c8 ovvio che se il comandante della polizia si limitasse a prendere atto di una simile tendenza senza nulla aggiungere, dovremmo concludere che \u00e8 uno sprovveduto e che la nostra sicurezza \u00e8 in pessime mani. Ma Piazzini, partendo dal rilievo dei suoi agenti, lancia un poderoso macigno nell\u2019acqua cheta dello stagno, riferendo di un ampio dibattito che ha attualmente corso in Francia. Le autorit\u00e0 politiche e giudiziarie transalpine sembrano infatti decise a richiamare i genitori dei minorenni alle loro precise responsabilit\u00e0, tanto che \u2013 riferisce Piazzini \u2013 \u201cNel 1998 il ministro di giustizia rammentava ai procuratori pubblici l\u2019esistenza dell\u2019art. 227-17 del Codice penale francese in virt\u00f9 del quale \u00e8 possibile condannare un genitore a due anni di detenzione qualora abbia compromesso la salute, la sicurezza, la moralit\u00e0 o l\u2019educazione di un figlio minorenne\u201d.<br \/>\nInsomma: in Francia il dibattito \u00e8 aperto e sarebbe utile che s\u2019aprisse anche da noi. Perch\u00e9 un conto \u00e8 incolpare la scuola di non educare e la polizia di non occuparsi dei ladri (ma i ragazzi della stazione locarnese che fanno? un garbato minuetto?), e un altro tentare seriamente di risolvere un problema che di sicuro si acuir\u00e0, se tutti insieme non saremo in grado di analizzare lucidamente la situazione che si \u00e8 creata: urge un contributo che non sia solo, e ipocritamente, \u201cpolitically correct\u201d, ma che abbia il pregio di chiamar le cose col loro nome. In buona sostanza, non si tratta di legittimare il manrovescio e il manganello gratuito, ma di costringere i genitori ai loro obblighi parentali: crescere e educare un figlio \u00e8 troppo importante, per poterlo delegare alla scuola e, pi\u00f9 in generale, allo Stato.<br \/>\nPer una volta, dunque, scuola e polizia hanno qualcosa in comune: l\u2019impotenza di fronte a comportamenti che solo la malafede pu\u00f2 addossare alla societ\u00e0. Frattanto lo Stato banalizza l\u2019alcol, riducendo l\u2019et\u00e0 in cui lo si pu\u00f2 assaporare indisturbati al bar o \u2013 pi\u00f9 prosaicamente \u2013 al pub.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cI giovani di oggi non hanno rispetto di nulla e di nessuno!\u201d: lo si sente spesso ripetere, soprattutto da chi era ragazzo durante l\u2019ultima guerra. Loro lo dicono e molti altri lo pensano. 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