{"id":382,"date":"2003-03-26T16:31:07","date_gmt":"2003-03-26T17:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=382"},"modified":"2017-10-12T15:34:39","modified_gmt":"2017-10-12T13:34:39","slug":"elezioni-quando-si-parla-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/elezioni-quando-si-parla-della-scuola\/","title":{"rendered":"Elezioni: quando si parla della scuola"},"content":{"rendered":"<p>Era ormai da diversi anni che non si parlava pi\u00f9 di scuola durante le campagne elettorali per le elezioni cantonali: a occhio e croce \u00e8 dai tempi dell\u2019entrata in governo di Ugo Sadis (quand\u2019\u00e8 stato? trent\u2019anni fa?). Invece quest\u2019anno la scuola e l\u2019educazione sono tornate a far capolino dalle bocche dei candidati e dei partiti. Sar\u00e0 l\u2019onda lunga del 18 febbraio, sar\u00e0 per qualche altra oscura ragione, fatto sta che in molti han ricominciato a dire la loro \u2013 e, in qualche caso, a spararle grosse. Rispetto a certe campagne elettorali a cavallo del \u201968, qui le idee sembrano un po\u2019 pi\u00f9 confuse. Si direbbe addirittura che ognuno pensi a un suo ideale di scuola, che non necessariamente ha a che fare con le pi\u00f9 alte aspirazioni della scuola pubblica, laica e democratica.<br \/>\nEcco allora che sette giovani candidati al Gran Consiglio hanno pubblicato nei giorni scorsi un\u2019inserzione a pagamento, dove campeggiano le loro foto del primo giorno di scuola (\u201cdi qualche anno f\u00e0\u201d, scrivono: sperando che l\u2019accento assassino sia un refuso\u2026). Sopra, un titolone: \u201cPer una scuola sempre pi\u00f9 giovane!\u201d; di fianco, \u201cW la scuola!\u201d: un florilegio di punti esclamativi per arrivare al dunque: loro sette, sostenuti da quasi 12 mila cittadini, hanno riportato la civica sui banchi di scuola e ora vorrebbero \u201cportare un PC affinch\u00e9 gli scolari e gli studenti ticinesi possano utilizzarlo per l\u2019apprendimento di quasi tutte le materie scolastiche\u201d. E spiegano \u2013 uno spot con l\u2019approfondimento \u2013 che, tra le altre meraviglie prodotte dal PC, i giovani saranno pi\u00f9 competitivi sul mercato del lavoro, contribuendo al rilancio economico delle nostre regioni.<br \/>\nProprio lo stesso giorno dell\u2019inserzione, oltre un migliaio di studenti manifestavano a Bellinzona \u201cUniti contro la scuola dei padroni\u201d. Devo dire che, al di l\u00e0 delle modalit\u00e0 organizzative e delle possibili manipolazioni esterne (in ci\u00f2 sono d\u2019accordo con il Consigliere di Stato Gabriele Gendotti, che ha reagito con la giusta fermezza), alcune rivendicazioni degli studenti mi sono sembrate sacrosante, certo molto pi\u00f9 di una spolverata di educazione civica e della nuova campagna per i PC. Ad esempio, i manifestanti hanno criticato \u201cil perseverare di una selezione scolastica, che inizia nelle scuole medie e che genera l\u2019esclusione dalla cultura di una parte della popolazione e un clima insano di competizione fra gli studenti\u201d; oppure lo \u201cscarso peso delle scienze umane a favore delle materie scientifiche, che comporta una formazione funzionale esclusivamente al mercato\u201d. Il linguaggio \u2013 come sempre in simili occasioni \u2013 \u00e8 di stampo anarco-sindacalista, ma il succo \u00e8 proprio quello.<br \/>\nIl liceo, ormai, \u00e8 giustamente assurto al ruolo di filtro formativo verso una gran parte di professioni, tanto che per entrare all\u2019Alta Scuola Pedagogica e diventare maestro di scuola elementare, bisogna passare da l\u00ec. A parte il fatto che la scuola media \u00e8 sempre pi\u00f9 propedeutica al liceo, ci si dovrebbe anche chiedere se l\u2019intensa gragnola di scienze esatte e di lingue moderne sia il profilo pi\u00f9 vantaggioso sul quale fondare la cultura dei maestri (e dei cittadini in genere) di domani: i maturati degli ultimi anni sono senz\u2019altro bravissimi con la matematica e la fisica, la chimica e la biologia, ma rischiano (eufemismo) di essere in seria difficolt\u00e0 a \u201cleggere\u201d il contesto culturale europeo (e ticinese) con gli occhiali dello storico, del letterato, del filosofo. Eppure sono proprio le scienze umane che ci potrebbero aiutare a costruire la scuola vagheggiata da Gendotti: \u201cFormare i cittadini di domani: consapevoli, responsabili, ricchi di spirito critico, sereni nel dialogo con gli altri\u201d. A cominciare dalla scuola elementare, l\u2019esigenza di una pi\u00f9 solida cultura umanistica si fa sempre pi\u00f9 imperiosa; nel contempo non vi \u00e8 certezza che per fare onestamente il maestro sia necessario il livello di competenze, poniamo matematiche, richieste dal liceo. Mentre conoscere Leopardi e l\u2019Atto di mediazione s\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era ormai da diversi anni che non si parlava pi\u00f9 di scuola durante le campagne elettorali per le elezioni cantonali: a occhio e croce \u00e8 dai tempi dell\u2019entrata in governo di Ugo Sadis (quand\u2019\u00e8 stato? trent\u2019anni fa?). 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