{"id":3820,"date":"2017-09-09T21:14:34","date_gmt":"2017-09-09T19:14:34","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3820"},"modified":"2017-09-09T21:38:30","modified_gmt":"2017-09-09T19:38:30","slug":"un-bel-lavoro-di-maturita-sul-tram-di-locarno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/un-bel-lavoro-di-maturita-sul-tram-di-locarno\/","title":{"rendered":"Un bel lavoro di maturit\u00e0 sul tram di Locarno"},"content":{"rendered":"<p><em>Due anni fa, durante il rito mattiniero della lettura dei quotidiani, un semplice trafiletto aveva attratto la mia curiosit\u00e0. Raccontava del lavoro di maturit\u00e0 di una studentessa del liceo di Locarno che aveva vinto il primo premio del concorso svizzero <\/em>\u00abHISTORIA\u00bb,<em> un premio che \u00e8 frutto della collaborazione tra <\/em>EUSTORY \u2013 The History Network for Young Europeans,<em> la <\/em>Fondazione Scienza e Giovent\u00f9<em> e la <\/em>Fondazione Mercator Svizzera.<\/p>\n<p><em>Ho ritenuto utile dare risalto e diffusione a questa ricerca, perch\u00e9 l\u2019insegnamento della storia conosce purtroppo tempi grami. Poi, forse, perch\u00e9 quel tram l\u00ec, cancellato e smantellato nel 1960, mentre frequentavo la prima elementare, me lo ricordo bene: faceva il paio col trenino della Valmaggia, col quale andavo a Someo a trovare i nonni, e certamente qualche volta devo pure averlo preso.<\/em><\/p>\n<p><em>Sul numero di agosto-settembre 2017 <\/em>La Rivista<em> dell\u2019editore Dad\u00f2 ha pubblicato una <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Articolo-laRivista.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scheda di quel lavoro<\/a>, che puo\u0300 essere consultato presso la biblioteca del DFA della SUPSI (Piazza San Francesco, stabile B), o pu\u00f2 essere scaricato qui, in due parti (<a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dalla-ferrovia-al-tram-Parte-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte I<\/a> e <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dalla-ferrovia-al-tram-Parte-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parte II<\/a>): con i miei complimenti all\u2019autrice della ricerca, Yamina Maggetti di Intragna, oggi studentessa in diritto dall\u2019universit\u00e0 di Lucerna.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<figure id=\"attachment_3819\" aria-describedby=\"caption-attachment-3819\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=3819\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-3819 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3819 size-large\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/87-1024x591.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/87-1024x591.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/87-300x173.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/87-768x444.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/87-600x346.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/87.jpg 1342w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3819\" class=\"wp-caption-text\">Il tram arranca su via R. Simen, diretto alla stazione di Sant&#8217;Antonio: era il 17 giugno 1959.<\/figcaption><\/figure>\n<h3>LOCARNO &#8211; Dalla ferrovia\u2026 al tram<\/h3>\n<p><em>\u00abTra i ciottoli di Piazza Grande \u00e8 ancora visibile un\u2019antica rotaia. Da bambina, camminandovi sopra, volevo scoprire dove portava. La passeggiata \u00e8 stata breve, ma mi ha portata a compiere un lungo viaggio. A volte da una piccola curiosit\u00e0 pu\u00f2 nascere un grande sapere\u00bb. <\/em>Sono parole di Yamina Maggetti, di origini intragnesi, oggi ventunenne e studentessa in diritto all\u2019universit\u00e0 di Lucerna. Il <em>lungo viaggio<\/em> al quale accenna \u00e8 quello che l\u2019ha portata, da liceale due anni fa, a intraprendere un\u2019appassionante ricerca di storia locale: <em>\u00abDalla ferrovia\u2026 al tram di Locarno. Una storia tipicamente svizzera\u00bb.<\/em> Era il suo lavoro di maturit\u00e0, sostenuto e seguito dai suoi insegnanti, Roberta Lenzi e il compianto Thomas Ron, che si \u00e8 rivelato una piacevole fatica e che le \u00e8 pure valso il primo premio del concorso svizzero \u00abHISTORIA\u00bb.<\/p>\n<p>Scrive Yamina Maggetti: <em>\u00abL\u2019arrivo della ferrovia a Locarno (1874) e l\u2019apertura della linea ferroviaria del Gottardo (1882) concluse un periodo di torpore durato quasi tre secoli. La posizione geografica e il clima mediterraneo diedero il via a tutta una serie di progetti, consegnando la regione, ormai definita <\/em>le village o\u00f9 l\u2019on s\u2019endort,<em> alla nascente industria dei forestieri. Il Grand Hotel, il Reber, l\u2019Hotel du Parc, l\u2019Esplanade e altri alberghi concorsero a imporre il Locarnese tra i pi\u00f9 ambiti luoghi di villeggiatura. Tra il 1980 e il 1910, fiorirono molte iniziative: la nascita della Federazione Interessi Regionali FIR, la Banca Svizzero Americana, le arginature della Maggia, la chiusura del canale del laghetto (ex porto del Castello), la centrale elettrica di Brione, la costruzione del Palazzo del Teatro (1902), di molte ville e del Pretorio, che nel 1925 ospiter\u00e0 la Conferenza della Pace. Un impulso decisivo a questo settore fu dato dal Sindaco della citt\u00e0 e Consigliere nazionale Francesco Balli, di origini Valmaggesi, che si attiv\u00f2 con tenacia alla realizzazione di impianti ferroviari nel Locarnese, tra i quali spiccano la ferrovia Locarno-Bignasco, inaugurata nel 1907, e la funicolare della Madonna del Sasso, che entr\u00f2 in funzione l\u2019anno prima.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il 1\u00b0 ottobre del 1908 la linea tramviaria, completata su tutta la sua lunghezza, venne inaugurata e i tram cominciarono le loro corse regolari. L\u2019entusiasmo per l\u2019innovazione era grande, come si leggeva sul \u201cPopolo e Libert\u00e0\u201d: <em>Le tramvie fecero ieri, primo giorno di esercizio, buoni affari. Taluni per la novit\u00e0 della cosa, altri per reale bisogno, altri infine per godersi un po\u2019 di vacanza nella bella giornata di gioved\u00ec, ne approfittarono largamente. Esteticamente la circolazione delle vetture tramviarie fa ottima impressione, specialmente lungo la piazza grande di cui rompe la monotonia conferendole l\u2019aspetto civettuolo ed aria di grande citt\u00e0. \u00c8 opinione generale che se verr\u00e0 prolungata fino a Tenero la linea tramviaria sar\u00e0 ancora pi\u00f9 utile e anche pi\u00f9 redditizia.<\/em><\/p>\n<p>Il lavoro della giovane e appassionata studiosa restituisce la storia integrale del tram locarnese, nato per collegare la stazione di partenza della Locarno-Bignasco a quella della compagnia del Gottardo \u2013 l\u2019attuale stazione di Locarno delle FFS \u2013 ma che, negli anni, vide nascere ed estinguersi altri tracciati. \u00c8 una storia lunga poco pi\u00f9 di mezzo secolo, che magari, al giorno d\u2019oggi, genera pure qualche rammarico, anche perch\u00e9 solo i locarnesi che superano i sessant\u2019anni hanno almeno qualche vago ricordo del tram, quel veicolo sferragliante e scampanellante che scendeva <em>dal gas <\/em>(via R. Simen), attraversava Piazza Grande, metteva a repentaglio i passanti di via alla Ramogna e poi proseguiva verso la stazione e fin quasi alla Verbanella. Gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni \u201950 la tramvia locarnese conobbe esigenze di ammodernamento, accanto a costi d\u2019esercizio insopportabili. Ma la \u201cmodernit\u00e0\u201d incombeva.<\/p>\n<p><em>Il 6 agosto 1957, le FRT comunicarono ai Comuni le condizioni definitive di spesa per l\u2019introduzione dell\u2019autoservizio urbano. \u00a0Il 1959 fu l\u2019ultimo anno di servizio dei tram, che assolsero con fierezza e orgoglio, trasportando ben 880\u2019653 viaggiatori: il miglior risultato di tutti i tempi! \u00a0Dopo cinquantadue anni di servizio, il 30 aprile del 1960 il tram assicur\u00f2 le sue ultime corse su un percorso di 4105 metri tra Solduno e l\u2019Esplanade. Una giornata cos\u00ec riassunta dal Giornale del popolo: <\/em>se ne va un\u2019epoca che ha visto quello che era solo un borgo trasformarsi in citt\u00e0. Loro, gli azzurri trabiccoli, asmatici e rumorosi, oggi sono un po\u2019 anacronismo cospetto al lento e pur continuo progresso che tocca anche la nostra citt\u00e0, ma appartenevano alla nostra vita, alla vita della nostra Locarno. Con loro se ne va perci\u00f2 un po\u2019 anche di noi stessi. Sono momenti, questi, in cui pi\u00f9 particolarmente sentiamo come il tempo sfugge. Addio, dunque vecchi tram.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due anni fa, durante il rito mattiniero della lettura dei quotidiani, un semplice trafiletto aveva attratto la mia curiosit\u00e0. Raccontava del lavoro di maturit\u00e0 di una studentessa del liceo di Locarno che aveva vinto il primo premio del concorso svizzero \u00abHISTORIA\u00bb, un premio che \u00e8 frutto della collaborazione tra EUSTORY \u2013 The History Network for &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/un-bel-lavoro-di-maturita-sul-tram-di-locarno\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Un bel lavoro di maturit\u00e0 sul tram di Locarno<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[28],"class_list":["post-3820","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-segnalazioni","tag-insegnare-la-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3820\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}