{"id":384,"date":"2003-04-09T16:31:48","date_gmt":"2003-04-09T17:31:48","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=384"},"modified":"2018-03-18T18:27:06","modified_gmt":"2018-03-18T17:27:06","slug":"insegnanti-vocazione-e-formazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/insegnanti-vocazione-e-formazione\/","title":{"rendered":"Insegnanti, vocazione e formazione"},"content":{"rendered":"<p>La professione di insegnante \u00e8 diventata molto pi\u00f9 difficile rispetto al passato. Diventare maestro, diciamo di scuola comunale (dell\u2019infanzia o elementare nulla cambia), lo \u00e8 finanche di pi\u00f9. Se oggi avessi quindici anni e volessi imboccare la strada che mi porterebbe a uno dei pi\u00f9 antichi mestieri del mondo, dovrei convenire con me stesso di non esservi tagliato: intanto \u00e8 probabile che non conquisterei nemmeno quella fatidica media del 4.65 che mi darebbe accesso al liceo senza esami di ammissione, perch\u00e9 la matematica e le lingue non sono mai state le mie materie preferite, e nemmeno quelle in cui eccellevo (o arrancavo meno: dipende dai punti di vista). Pensandomi in retrospettiva, debbo ammettere che ero un ragazzo timido e un po\u2019 imbranato \u2013 come immagino ve ne siano tanti anche oggi \u2013 e non afferravo molto il senso della maggior parte delle cose che mi rifilava il ginnasio. Per\u00f2 leggevo molto,\u00a0 avevo un\u2019intensa vita mentale ed ero allenatore di un gruppo di bambini in ambito sportivo: cos\u00ec mi era sorto il desiderio di divenire maestro.<br \/>\nOggi avrei lasciato correre. Il liceo mi avrebbe spiaccicato come un insetto immondo. Ne sarei uscito con le ossa frantumate a colpi di matematica e chimica e fisica, senza dimenticare quel gran paniere con le lingue moderne. Insomma, mi si sarebbe parato davanti un quadriennio di tormenti e di umiliazioni, e non so se la mia psiche, in quell\u2019et\u00e0 di insicurezze e di trasformazioni, avrebbe potuto reggere l\u2019urto. Credo che avrei scelto una strada meno rude: che so? l\u2019educatore o qualcosa di simile, con tanto di maturit\u00e0 professionale nel settore socio-sanitario, conscio del fatto che il Gran Consiglio \u2013 con una pensata dell\u2019ultimo momento \u2013 avrebbe introdotto la possibilit\u00e0, per i portatori di maturit\u00e0 come la mia, di accedere all\u2019Alta Scuola Pedagogica senza dover transitare dal liceo. Il resto \u00e8 cronaca recente: mi sarei iscritto all\u2019ASP sub condicione e con buona probabilit\u00e0, dopo un anno, mi sarei ritrovato con un pugno di mosche.<br \/>\nOra \u00e8 difficile sostenere che si debba spianare la strada a chi vuol diventare insegnante, facilitandone l\u2019accesso (e magari anche l\u2019uscita). In fondo, da un punto di vista dottrinale, \u00e8 giusto che il maestro abbia dalla sua una solida cultura di base; perci\u00f2 il liceo sembra attualmente la scuola pi\u00f9 indicata a livello propedeutico. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che il liceo odierno si configura come una scuola fortemente caratterizzata dalle materie scientifiche e dalle lingue straniere, che rappresentano degli scogli fors\u2019anche insuperabili da parte di chi \u2013 per educazione e per sua forma mentis \u2013 si ritrova con inclinazioni piuttosto umanistiche. Il difetto, quindi, non sta neanche tanto nell\u2019ASP e nelle leggi che ne regolano il funzionamento, quanto nella difficolt\u00e0, tutta odierna, di capire qual \u00e8 il profilo pi\u00f9 adatto per diventare insegnante. Pensando alla recente avventura che hanno corso quelle decine di studenti entrati all\u2019ASP con un sacco di sogni, ma senza la maturit\u00e0 giusta, corre voce che un qualcuno di loro sia stato escluso perch\u00e9 bocciato agli esami di recupero riservati ai portatori della maturit\u00e0 professionale, pur avendo passato con successo i tirocini pratici. Viceversa qualche studente regolare \u2013 con tanto di maturit\u00e0 liceale \u2013 \u00e8 incespicato nel contatto con le classi e con gli allievi.<br \/>\nNon \u00e8 un quadro molto confortante, quello che ne scaturisce, poich\u00e9 si rischia di escludere dalla professione giovani motivati e capaci e, nel contempo, di diplomare persone pi\u00f9 a loro agio con le circonvoluzioni del pensiero teorico che con la conduzione a lungo termine di una classe di scuola dell\u2019infanzia o elementare. Se \u2013 come afferma qualcuno \u2013 oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario risvegliare un nuovo umanesimo, bisogner\u00e0 cominciare proprio dalla formazione degli insegnanti, con un ragionamento che vada alla radice delle attitudini, delle competenze e delle conoscenze che devono far parte del bagaglio di un maestro, invece che dedicarsi surrettiziamente all\u2019invenzione di scorciatoie per entrare all\u2019ASP: che \u00e8 e deve restare una scuola professionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La professione di insegnante \u00e8 diventata molto pi\u00f9 difficile rispetto al passato. Diventare maestro, diciamo di scuola comunale (dell\u2019infanzia o elementare nulla cambia), lo \u00e8 finanche di pi\u00f9. 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