{"id":386,"date":"2003-04-30T16:32:30","date_gmt":"2003-04-30T17:32:30","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=386"},"modified":"2017-10-12T15:33:54","modified_gmt":"2017-10-12T13:33:54","slug":"quelleducazione-antiautoritaria-e-permissiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/quelleducazione-antiautoritaria-e-permissiva\/","title":{"rendered":"Quell&#8217;educazione antiautoritaria e permissiva"},"content":{"rendered":"<p>Da pi\u00f9 di trent\u2019anni, ma\u00eetres \u00e0 penser come Edgar Morin o Marshall McLuhan hanno attirato l\u2019attenzione sull\u2019importanza dei mezzi di comunicazione di massa in ambito educativo. Effettivamente non ci vuole molto acume per accorgersi che, al punto in cui siamo arrivati, hanno pi\u00f9 incidenza sugli individui uno spot televisivo ben combinato o la velina di un qualsiasi partitino, che non il corso di educazione civica o la ramanzina del maestro. Se \u2013 appunto \u2013 trenta o quarant\u2019anni fa i valori individuali e sociali si modellavano attraverso un\u2019incisiva e pressoch\u00e9 logica sinergia tra scuola e famiglia, oggi un giudice preso con le mani nel sacco \u2013 col giusto corollario di notizie e pubblici commenti \u2013 pu\u00f2 distruggere in un batter d\u2019occhio valori costruiti pazientemente in lunghi anni di dedizione.<br \/>\nQuesta riflessione mi \u00e8 tornata alla mente quando sono incappato in un intervento del presidente onorario dell\u2019UDC ticinese, Alessandro von Wyttenbach, sul Corriere del 19 aprile. Partendo dall\u2019arresto di Roger Etter \u2013 uomo di punta del suo partito \u2013 von Wyttenbach cos\u00ec argomenta: a) la disavventura di Etter \u00e8 solo una delle tante; b) in tutte le societ\u00e0 ci sono santi e criminali; c) non sempre il criminale ce l\u2019ha scritto in fronte; d) i partiti non possono \u201cingaggiare un investigatore privato per illuminare le ombre della vita dei suoi membri prominenti\u201d [io avrei scritto \u201cpreminenti\u201d, ma transeat]; e) chi fa di ogni erba un fascio \u00e8 nel torto; f) la nostra societ\u00e0 \u00e8 sana, perch\u00e9 permette agli scandali di venire alla luce; g) Etter \u00e8 stato pi\u00f9 bravo di certi politici, perch\u00e9 se n\u2019\u00e8 andato da solo, prima che fosse sbattuto fuori.<br \/>\nDetta cos\u00ec la vicenda etteriana sembra un raccontino morale, scritto apposta per rieducare schiere di giovani e adulti moralmente degradati e far loro capire la solidit\u00e0 del sistema democratico, che sar\u00e0 anche un po\u2019 incancrenito da decenni di mene sinistrorse e rivoluzionarie, ma che \u00e8 ancora in grado di mettere dietro le sbarre un parlamentare della Repubblica, integerrimo sino a pochi giorni fa. Scrive l\u2019ineffabile presidente onorario: \u201cL\u2019ideologia dell\u2019educazione antiautoritaria e permissiva sempre pi\u00f9 diffusa \u2013 soprattutto dopo il \u201968 \u2013 sia in famiglia, che nella scuola, ha infatti fatto perdere alle nuove generazioni la percezione dei limiti fra i comportamenti permessi e tollerabili e quelli invece incompatibili con una convivenza civile\u201d.<br \/>\nAlmeno su una cosa si pu\u00f2 essere d\u2019accordo con von Wyttenbach: senza un insano permissivismo non crescerebbero pi\u00f9 epigoni del nazismo, coltivati da quei partiti che sognano una Svizzera autarchica, egoista, xenofoba e manesca, in cui le leve del potere sono mosse da pochi eletti, persone probe e moralmente ineccepibili che conoscono la Verit\u00e0. Come scrive Il Caff\u00e8 di domenica scorsa, \u00e8 sicuro che \u201c\u2026 scavando nel personaggio Roger Etter, di materiale per una perizia psichiatrica ce n\u2019\u00e8 davvero tanto\u201d. Ma dimenticare le prediche di Etter \u2013 fatte di atti parlamentari e di proclami nazisteggianti sul suo sito nel web \u2013 e concentrarsi solo sui suoi (per ora presunti) misfatti, \u00e8 una maniera almeno disinvolta per chiamarsi fuori. Non fosse stato per il recente arresto dell\u2019uomo \u201cprominente\u201d dell\u2019UDC, a von Wyttenbach non sarebbe certo venuto in mente di distanziarsi dall\u2019Etter fautore della \u201cbarca piena\u201d, dello straniero prevedibile criminale e di altri rigurgiti non proprio edificanti.<br \/>\nNon si pu\u00f2 certo negare che il \u201968 ha conosciuto le sue derive estremiste, le sue schegge impazzite e violente. Ma al \u201968 occorre riconoscere il grande merito di essersi opposto con forza proprio agli Etter e compagni (pardon: camerati) dell\u2019epoca, esortando alla creativit\u00e0, alla tolleranza, alla solidariet\u00e0 con i deboli, i poveri, le donne, i diversi\u2026 Questa malcelata voglia di manganello non \u00e8 invece molto edificante, n\u00e9 \u00e8 molto educativo proclamare che non si deve rubare (o farsi beccare?), mentre \u00e8 giusto e lecito criminalizzare e dileggiare chi, democraticamente, propugna una Societ\u00e0 davvero libera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da pi\u00f9 di trent\u2019anni, ma\u00eetres \u00e0 penser come Edgar Morin o Marshall McLuhan hanno attirato l\u2019attenzione sull\u2019importanza dei mezzi di comunicazione di massa in ambito educativo. 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