{"id":3861,"date":"2017-10-11T17:05:38","date_gmt":"2017-10-11T15:05:38","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3861"},"modified":"2017-10-12T15:53:02","modified_gmt":"2017-10-12T13:53:02","slug":"i-nuovi-piani-di-studio-tra-competenze-e-contraddizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/i-nuovi-piani-di-studio-tra-competenze-e-contraddizioni\/","title":{"rendered":"I nuovi piani di studio tra competenze e contraddizioni"},"content":{"rendered":"<p>Come sanno tutti quelli che, per un verso o per l\u2019altro, hanno a che fare con la scuola dell\u2019obbligo, il famoso accordo intercantonale che armonizza i percorsi formativi nei diversi cantoni porta con s\u00e9 il nuovo piano di studio, che ha tra le novit\u00e0 pi\u00f9 inquietanti e vistose l\u2019insegnamento per competenze. Enigmatico? S\u00ec e no. \u00c8 gi\u00e0 un pregio l\u2019idea di far strame del vecchio nozionismo, che ha resistito ai venti impetuosi del \u201968, con l\u2019ubriacatura dei \u00absaper essere\u00bb e \u00absaper fare\u00bb. Diciamo che \u00e8 difficile definire cosa sia una competenza, al di l\u00e0 delle dotte esegesi pedagogiche di chi ha redatto il corposo volume. D\u2019altra parte diversi sistemi scolastici del mondo occidentale sono stati sedotti dall\u2019insegnamento per competenze, soprattutto da quando tanti organismi internazionali ne hanno fatto un cavallo di battaglia. Mi intriga la possibilit\u00e0 di organizzare l\u2019insegnamento attraverso tematiche pedagogiche e didattiche marcatamente interdisciplinari. A pensarci bene, gi\u00e0 Rousseau dispensava al suo Emilio un insegnamento che mirava alle competenze, cos\u00ec come Pestalozzi, che era notoriamente sensibile alle diverse dimensioni educative (la testa, il cuore, le mani). Anche la cosiddetta Scuola attiva aspirava a superare il nozionismo, utile pi\u00f9 a chi d\u00e0 le note che a chi le riceve, per affrontare percorsi pedagogico-didattici fortemente interdisciplinari, con tutte le loro ricchezze umane e umanistiche, efficaci anche sul piano delle conoscenze fondamentali.<\/p>\n<p>In approcci di questo tipo, nondimeno, c\u2019\u00e8 un rovesciamento delle prospettive che guidano gli anni scolastici e le diverse programmazioni, a partire proprio dal tema della valutazione. Insegnare per competenze pone problemi di valutazione di non poco conto. In un\u2019impostazione pedagogica di tal fatta non c\u2019\u00e8 posto per la tradizionale tiritera di prove di varia foggia, che scandiscono le settimane e i mesi, diventando in definitiva pi\u00f9 importanti di ci\u00f2 che si vuol valutare e inducendo negli allievi l\u2019attitudine meschina che li obbliga a studiare per i test e non per gli apprendimenti sontuosi che la scuola saprebbe regalare. Insegnare per competenze significa in primo luogo privilegiare l\u2019educazione e la costruzione di conoscenze e di cultura, nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia del termine, rispetto alla misurazione insulsa di qualche nozione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3859\" aria-describedby=\"caption-attachment-3859\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=3859\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-3859 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3859 size-large\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/On-ne-fait-pas-des-maths-tout-seul-1024x537.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/On-ne-fait-pas-des-maths-tout-seul.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/On-ne-fait-pas-des-maths-tout-seul-300x157.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/On-ne-fait-pas-des-maths-tout-seul-768x403.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/On-ne-fait-pas-des-maths-tout-seul-600x315.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3859\" class=\"wp-caption-text\">Cit\u00e9 des sciences et de l&#8217;industrie (Paris)<\/figcaption><\/figure>\n<p>C\u2019\u00e8 poco da fare: la valutazione classica, coi continui esami e le inevitabili medie, fa a pugni con un insegnamento per competenze. \u00abNon si fa matematica da soli\u00bb, ho letto di recente su un pannello, in un\u2019esposizione divulgativa sulla matematica. E poco pi\u00f9 in l\u00e0: \u00abSe un problema \u00e8 veramente affascinante, ce lo rigiriamo in testa senza sosta\u00bb. Come sarebbe bello poter insegnare cos\u00ec la matematica \u2013 e non solo \u2013 attraverso problemi avvincenti e intrattabili, da affrontare in gruppo come sfida intellettuale, col solo gusto di venirne a capo e la fierezza della vittoria. Un approccio pedagogico del genere sarebbe coerente con la dichiarazione d\u2019intenti del nuovo piano di studio e favorirebbe nel contempo la crescita rigogliosa di competenze disciplinari, che sono complesse per definizione, e di tangibili empatie civiche. Si pu\u00f2 dissentire? Certo che s\u00ec. Ma esprimere una valutazione scolastica, a queste condizioni, diventa un bel problema. Sarebbe una catastrofe non saper rinunciare alla necessit\u00e0 di dover dare una nota scolastica a ogni costo, magari frazionando la competenza in tante nozioni misurabili, per poi ricavarne una stupida media.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sanno tutti quelli che, per un verso o per l\u2019altro, hanno a che fare con la scuola dell\u2019obbligo, il famoso accordo intercantonale che armonizza i percorsi formativi nei diversi cantoni porta con s\u00e9 il nuovo piano di studio, che ha tra le novit\u00e0 pi\u00f9 inquietanti e vistose l\u2019insegnamento per competenze. Enigmatico? 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