{"id":393,"date":"2003-08-29T16:35:32","date_gmt":"2003-08-29T14:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=393"},"modified":"2022-05-08T16:02:23","modified_gmt":"2022-05-08T14:02:23","slug":"e-se-insegnassimo-sul-serio-litaliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/e-se-insegnassimo-sul-serio-litaliano\/","title":{"rendered":"E se insegnassimo sul serio l&#8217;italiano?"},"content":{"rendered":"<p>Ecco un bel tema per dare inizio come si conviene al nuovo anno. Come si sa ormai da diverso tempo, l\u2019indagine internazionale PISA ha detto che i quindicenni svizzeri non sono dei lettori particolarmente capaci (eufemismo); nella scorsa primavera sono stati divulgati anche i dati ticinesi, che non solo dimostrano come siamo legittimi figli di mamma Elvezia, ma rivelano che qui al sud la situazione \u00e8 anche peggiore. Tra il mal comune e il mezzo gaudio, c\u2019\u00e8 per fortuna chi si preoccupa e \u2013 banditi autocommiserazione e fatalismo \u2013 prende metaforicamente carta e penna per illustrare la situazione e proporre delle possibili soluzioni.<br \/>\n\u00c8 ci\u00f2 che hanno fatto a met\u00e0 giugno gli esperti per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano nella scuola media, che sono intervenuti su \u201cLa Regione\u201d per spiegare quelle che, secondo loro, sono le due principali cause del fiasco. La prima risiederebbe nel fatto che la nota d\u2019italiano, a differenza di quelle di matematica e delle attuali due lingue obbligatorie (francese e tedesco), conta meno del due di picche nell\u2019ambito dei meccanismi di passaggio facilitato alla scuola media superiore. La seconda ragione, abbarbicata alla prima, \u00e8 che l\u2019italiano \u00e8 sempre insegnato a classe completa, mentre le altre tre materie godono di un insegnamento con classi pi\u00f9 piccole, in virt\u00f9 della separazione tra corsi attitudinali (per i pi\u00f9 \u201cbravi\u201d che dovranno frequentare le medie superiori) e corsi di base (per i futuri apprendisti).<br \/>\nNon me ne vorranno gli esperti se quest\u2019analisi mi convince solo in parte. Ad esempio, non concordo sull\u2019ineluttabilit\u00e0 del parametro \u201cnumero di allievi per classe\u201d come elemento immediato di successo o insuccesso scolastico. Per restare all\u2019italiano nella scuola media, sono d\u2019accordo che un laboratorio di scrittura deve poter funzionare con gruppi medio-piccoli allo scopo di ottimizzare l\u2019intervento mediatore dell\u2019insegnante, mentre \u00e8 almeno dubbio che un elevato numero di allievi possa peggiorare l\u2019insegnamento della lettura, dell\u2019ascolto o dell\u2019oralit\u00e0 (e senza dimenticare che vi sono pur sempre forme di funzionamento pedagogico che superano l\u2019insegnamento cattedratico, tanto vituperato ma tutt\u2019ora in testa all\u2019hit parade del modo di agire di molti docenti).<br \/>\n\u00c8 vero che in un contesto di regole del gioco basato essenzialmente sulle note, quella di italiano dovr\u00e0 per forza di cose assumere un peso maggiore rispetto alla sua quotazione odierna. Per quanto mi concerne, arriverei addirittura a dire che una buona nota in italiano dev\u2019essere la condizione irrinunciabile per entrare nella scuola media superiore (come ragionamento \u00e8 l\u2019esatto contrario di quant\u2019era successo nei primi anni \u201970 alla scuola magistrale, dove per regolamento si poteva diventare maestri anche col 3 in italiano). Ma il paradigma pu\u00f2 reggersi in piedi solo alla condizione che l\u2019importanza dell\u2019italiano come lingua di cultura sussista anche dopo la scuola media, con una tensione che impregni tutto il settore post-obbligatorio (il che potrebbe anche produrre interessanti ricadute sulla scuola elementare).<br \/>\nPer terminare, per\u00f2, non si pu\u00f2 sorvolare con malagrazia su \u2018cosa\u2019 succede durante le ore di italiano e con quale grado di intensit\u00e0. \u00c8 sempre difficile generalizzare, ma l\u2019impressione \u00e8 che il poco che sarebbe possibile fare lo si faccia male e senza troppo impegno: quali letture sono proposte ai nostri allievi? Quali autori incontrano durante i quattro anni della scuola media? Leggono ancora qualche romanzo e qualche poesia oppure si fa capo ai soliti articoli di giornale e ai testi delle canzonette? Quante volte all\u2019anno devono cimentarsi con quel meraviglioso esercizio che \u00e8 la scrittura? E cosa devono scrivere? E dove: a scuola o a casa? E l\u2019ascolto? Come si insegna a parlare, se lo si insegna? Oppure \u2013 come sempre \u2013 parla solo chi ne \u00e8 gi\u00e0 capace?<br \/>\nIn fondo non si tratta solo di \u201cmigliorare l\u2019immagine dell\u2019italiano\u201d \u2013 come scrivono i quattro esperti \u2013 bens\u00ec di insegnarlo sul serio e di riportarlo al centro delle preoccupazioni di noi tutti, al di l\u00e0 di \u201ctante inutili dichiarazioni di pura facciata o di tante vaghe conclamazioni sulla difesa dell\u2019\u00abitalianit\u00e0\u00bb ticinese\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco un bel tema per dare inizio come si conviene al nuovo anno. Come si sa ormai da diverso tempo, l\u2019indagine internazionale PISA ha detto che i quindicenni svizzeri non sono dei lettori particolarmente capaci (eufemismo); nella scorsa primavera sono stati divulgati anche i dati ticinesi, che non solo dimostrano come siamo legittimi figli di &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/e-se-insegnassimo-sul-serio-litaliano\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">E se insegnassimo sul serio l&#8217;italiano?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[36],"class_list":["post-393","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula","tag-leggere-scrivere-ascoltare-e-parlare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/393\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}