{"id":4028,"date":"2017-11-27T22:24:21","date_gmt":"2017-11-27T21:24:21","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4028"},"modified":"2022-06-07T00:17:12","modified_gmt":"2022-06-06T22:17:12","slug":"lattualita-di-don-milani-malgrado-le-censure-di-mezzo-secolo-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/lattualita-di-don-milani-malgrado-le-censure-di-mezzo-secolo-fa\/","title":{"rendered":"L\u2019attualit\u00e0 di don Milani, malgrado le censure di mezzo secolo fa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=4027\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-4027\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4027 size-medium\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DON-MILANI-per-Cose-di-scuola-300x236.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DON-MILANI-per-Cose-di-scuola-300x236.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DON-MILANI-per-Cose-di-scuola-768x603.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DON-MILANI-per-Cose-di-scuola-1024x804.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DON-MILANI-per-Cose-di-scuola-600x471.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DON-MILANI-per-Cose-di-scuola.jpg 1235w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A cinquant\u2019anni dalla scomparsa di don Lorenzo Milani (1923-1967), \u00abDialoghi\u00bb, il bimestrale di riflessione cristiana diretto da Enrico Morresi, ha allegato al n\u00b0 248 dell\u2019ottobre 2017 un interessante quaderno curato da Aldo Lafranchi: <em>don Lorenzo Milani cantore e martire della Verit\u00e0.<\/em> L\u2019autore prende le mosse dal libro <em>Tutte le opere di Lorenzo Milani,<\/em> edito in maggio dall\u2019editore Mondadori.<\/p>\n<p>Non si tratta, come ci si poteva pur attendere, di un comune saggio a cavallo tra la deferenza e la celebrazione, bens\u00ec di un tentativo di restituire la complessa figura di questo prete anomalo, con diversi contributi di rilievo rispetto alla conoscenza pi\u00f9 diffusa. In tal senso Lafranchi si attiene strettamente agli scritti di don Lorenzo, realizzando una personale scelta di brani, raggruppati in alcuni <em>momenti <\/em>significativi: gli anni verdi, il ministero pastorale, la Scuola Popolare, la scrittura al servizio della lotta alle ingiustizie sociali\u2026 Scrive nell\u2019introduzione: <em>\u00abIl presente lavoro \u00e8 offerto a chi, sui dati biografici di don Lorenzo, \u00e8 fermo a<\/em> Lettera a una professoressa, <em>alle due lettere, ai cappellani militari e ai giudici, a <\/em>\u201cl\u2019obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9\u201d<em> e al castigo dell\u2019isolamento a Barbiana.\u00a0<\/em><em>L\u2019intento \u00e8 di mettere a profitto i due volumi di<\/em> Tutte le opere <em>per spalancare le finestre sulla vita di un uomo promesso a un fascino particolare\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=4026\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-4026\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4026 size-large\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Copertina-per-web-1024x635.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Copertina-per-web-1024x635.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Copertina-per-web-300x186.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Copertina-per-web-768x476.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Copertina-per-web-600x372.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Copertina-per-web.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a>Faccio parte della (probabilmente) lunga schiera di ignoranti che conoscono don Milani attraverso la <em>Lettera<\/em> e poco pi\u00f9, ci\u00f2 che, tuttavia, non mi fa sprofondare dalla vergogna. A differenza di altri, la <em>Lettera<\/em> ce l\u2019ho ancora sotto mano \u2013 conservo gelosamente una copia acquistata nel 1976 \u2013 e, gi\u00e0 allora, l\u2019avevo letta tutta. Mi occupo e mi sono occupato di don Milani per il suo contributo involontario alla storia delle idee pedagogiche, un impegno che possiede ancor oggi una grande tensione etica: perch\u00e9 la scuola dell\u2019obbligo non pu\u00f2 avere lo scopo di selezionare le future \u00e9lite, e nemmeno di legittimarle, neanche fosse l\u2019infallibile depositaria del destino di ognuno.<\/p>\n<p>Eppure, pi\u00f9 o meno da sempre, si sono letti attacchi durissimi contro le sue idee e i suoi sostenitori \u2013 che, detto per inciso, \u00e8 difficile capire se siano tanti o pochi.<\/p>\n<p>All\u2019esame scritto di pedagogia, in quella ormai lontana primavera del 1974 che mi avrebbe consegnato la patente di maestro di scuola elementare, mi tocc\u00f2 un tema tratto dalla \u00abLettera a una professoressa\u00bb:<em> Bocciare \u00e8 come sparare in un cespuglio. Forse era un ragazzo, forse una lepre. Si vedr\u00e0 a comodo.<\/em> Non saprei neanche dire se questo autore fosse stato trattato specificamente negli anni della formazione. Gi\u00e0 l\u2019anno d\u2019acquisto del volume confermerebbe questa ipotesi; ricordo, in IV magistrale, il <em>Rapporto sulle strategie dell\u2019educazione<\/em> (pi\u00f9 noto come Rapportro Faure), e poi Jean-Jacques Rousseau e l\u2019<em>Emilio,<\/em> John Dewey, \u00c9douard Clapar\u00e8de <em>(L\u2019educazione funzionale),<\/em> Jerome Bruner <em>(Verso una teoria dell\u2019istruzione, <\/em>mi pare).<\/p>\n<h3>Di bocciature e di \u201cpari\u201d opportunit\u00e0<\/h3>\n<p>Il tema della bocciatura \u00e8 ben presente in don Milani e in tanti autori prima di lui. Non \u00e8 dunque chiss\u00e0 quale novit\u00e0 nel contesto della storia delle idee pedagogiche \u2013 con la precisazione che la <em>Lettera,<\/em> attribuita ai ragazzi della scuola di Barbiana, non \u00e8 intenzionalmente un saggio di pedagogia, bens\u00ec si configura come un duro attacco alla scuola italiana di quegli anni e al potere politico che l\u2019aveva istituita e che la governava.<\/p>\n<p>In altri scritti che compaiono nel mio <em>blog<\/em> ho pi\u00f9 volte parlato del tema della bocciatura, che ha a che fare con l\u2019indifferenza alle differenze e col primato dell\u2019insegnamento, che dovrebbe avere il sopravvento su ogni forma di esclusione e di certificazione durante la scuola dell\u2019obbligo. Sappiamo fin troppo bene come a creare l\u2019insuccesso scolastico ci sia una lunga serie di variabili che si preferisce omettere, ipocritamente, quando si parla dell\u2019organizzazione della scuola \u2013 e di quella pubblica e obbligatoria in particolare. Con il comodo alibi delle pari opportunit\u00e0 si sorvola sulla possibilit\u00e0 che l\u2019insegnante non sia all\u2019altezza dei suoi compiti, che i programmi scolastici non siano un dogma, che gli strumenti per la valutazione (i test e le loro scale di misurazione) siano assolutamente soggettivi e parziali.<\/p>\n<h3>Quel che non si dice e non si cita<\/h3>\n<p>Come una specie di nemesi, gli slanci pedagogici di don Milani sono stati costretti a pagare tributi importanti sin dalla loro pubblicazione. Sono convinto che ci\u00f2 sia accaduto, e continua ad accadere, perch\u00e9 della scuola di Barbiana si cita solo ci\u00f2 che fa comodo, tralasciando invece importanti passaggi che avrebbero infastidito, gi\u00e0 nel \u201968 e dintorni, chi impugnava don Lorenzo come un vessillo rivoluzionario e anche chi, oggi (ma sempre meno), ne fa una bandiera senza conoscere il testo di riferimento: che non \u00e8 universale, ma \u00e8 radicato nell\u2019Italia di quegli anni, dopo il fascismo, con la questione meridionale del tutto irrisolta, il peso della chiesa cattolica e le tensioni tra democristiani e comunisti. In realt\u00e0 la <em>professoressa<\/em> del titolo non era un\u2019insegnante qualsiasi, bens\u00ec il prototipo dell\u2019insegnante di <em>quella<\/em> scuola pubblica e di <em>quegli<\/em> anni \u2013 e forse tutt\u2019altro che estinta.<\/p>\n<p>Ecco, per esemplificare, qualche passaggio della <em>Lettera<\/em> che in quegli anni l\u00e0 non era citato, perch\u00e9 sicuramente non avrebbe fatto comodo, col rischio di far seppellire da una risata la <em>Lettera<\/em> tutt\u2019intera: com\u2019era d\u2019uso.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Maestri disoccupati. <\/em><\/strong><em>Si sente lamentare che c\u2019\u00e8 troppi maestri. Non \u00e8 vero. \u00c8 che quel posto ha fatto gola a tanti cui di fare il maestro non importa nulla. Se aumentate l\u2019orario spariranno tutti. <\/em>[pag. 113]<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Processo penale. <\/em><\/strong><em>Attualmente lavorate 210 giorni di cui 30 sciupati negli esami e un\u2019altra trentina nei compiti in classe. Restano 150 giorni di scuola. Met\u00e0 dell\u2019ora la sciupate a interrogare e fa 75 giorni di scuola contro 135 di processo. Anche senza toccare il vostro contratto di lavoro potreste moltiplicare per tre le ore di scuola. Durante i compiti in classe lei passava tra i banchi mi vedeva in difficolt\u00e0 o sbagliare e non diceva nulla. Io in quelle condizioni sono anche a casa. (\u2026) Ora invece siamo \u00aba scuola\u00bb. (\u2026) C\u2019\u00e8 silenzio, una bella luce, un banco tutto per me. E l\u00ec, ritta a due passi da me, c\u2019\u00e8 lei. Sa le cose. \u00c8 pagata per aiutarmi. E invece perde il tempo a sorvegliarmi come un ladro. <\/em>[pag. 127-8]<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Pieno tempo e famiglia.<\/em><\/strong><em> La scuola a pieno tempo presume una famiglia che non intralcia. Per esempio quella di due insegnanti, marito e moglie, che avessero dentro la scuola una casa aperta a tutti e senza orario. (\u2026) L\u2019altra soluzione \u00e8 il celibato. <\/em>[pag. 86]<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Pieno tempo e diritti sindacali.<\/em><\/strong><em> C\u2019\u00e8 capitato in mano un giornaletto sindacale per insegnanti: \u00abNo all\u2019aggravio dell\u2019orario di cattedra! Ci sono state battaglie sindacali memorabili per fissare l\u2019obbligo orario e sarebbe assurdo tornare indietro\u00bb. Ci ha messo in imbarazzo. A rigore non possiamo dir nulla. Tutti i lavoratori lottano per ridurre l\u2019orario e hanno ragione. Ma il vostro \u00e8 un orario indecente. <\/em>[pag. 88]<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Pi\u00f9 ciechi ancora.<\/em><\/strong><em> Il professore pi\u00f9 a sinistra l\u2019ho sentito parlare per l\u2019Associazione Insegnanti e Famiglie. A proposito di doposcuola gli scapp\u00f2 detto: \u201cMa voi non sapete che io faccio 18 ore di scuola la settimana!\u201d. La sala era piena di operai che si levano alle quattro per il treno delle 5.39. Di contadini che, d\u2019estate, 18 ore le fanno tutti i giorni. Nessuno rispose, n\u00e9 sorrise. Cinquanta sguardi impenetrabili lo fissavano in silenzio.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Dicesi maestro. <\/em><\/strong><em>Una sola compagna mi parve un po\u2019 elevata. Studiava per amore dello studio. Leggeva dei bei libri. Si chiudeva in camera a ascoltare Bach. \u00c8 il frutto massimo cui pu\u00f2 aspirare una scuola come la vostra. A me invece m\u2019hanno insegnato che questa \u00e8 la pi\u00f9 brutta tentazione. Il sapere serve solo per darlo. \u00abDicesi maestro chi non ha nessun interesse culturale quando \u00e8 solo\u00bb. [pag. 110]<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong><em>Le riforme che proponiamo. <\/em><\/strong><em>Perch\u00e9 il sogno dell\u2019eguaglianza non resti un sogno vi proponiamo tre riforme. I &#8211; Non bocciare. II &#8211; A quelli che sembrano cretini dategli la scuola a pieno tempo. III &#8211; Agli svogliati basta dargli uno scopo. <\/em>[pag. 80]<\/p>\n<p>Vorrei che fosse chiaro: non credo che alla scuola servano insegnanti celibi e nubili. Non ho mai creduto nella vocazione o nella <em>missione.<\/em> Ma \u00e8 fondamentale, credo, decidere di voler fare l\u2019insegnante come contributo al benessere democratico e culturale e alla crescita del Paese e ricevere una formazione che parta dal ruolo istituzionale del maestro di scuola, che approfondisca e delinei i suoi compiti deontologici. A partire da l\u00ec sar\u00e0 poi possibile riempire la cassetta degli attrezzi con tutti gli strumenti didattici pi\u00f9 adeguati per raggiungere le vere finalit\u00e0 della scuola.<\/p>\n<p>Per restare al tema della bocciatura, non ho mai creduto alla nota politica. Non \u00e8 che se certifico una conoscenza inesistente faccio un favore all\u2019allievo e al paese. <em>\u00ab<\/em><em>Dell\u2019<\/em>\u00abinsegnante di greco molto odiato ma i cui allievi imparano il greco bene\u00bb, <em>don Lorenzo si limita a prendere atto che<\/em> la funzione del professore \u00e8 di insegnare il greco, non d\u2019essere amato&#8230;\u00bb [Articolo di A. Lafranchi, pag. 9].<\/p>\n<p>Sante parole, forse \u00e8 il caso di dirlo.<\/p>\n<h3>A scuola non servono paladini della vocazione, ma professionisti preparati e motivati<\/h3>\n<p>Quanto alle tante stilettate inferte alla <em>professoressa<\/em> e, pi\u00f9 in generale, all\u2019<em>establishment<\/em> del tempo, non si tratta, n\u00e9 oggi n\u00e9 ieri, di farne una questione sindacale, riducendo il tutto a ore e giorni di presenza a scuola. Nondimeno, prima o poi, converr\u00e0 riflettere anche sulla distribuzione del tempo di un anno tra quello educativo e formalmente istruttivo rispetto ai compiti di semplice sorveglianza e di formazione-educazione del tutto informale. Perch\u00e9 potrebbe anche essere che riempire i tempi delle pause scolastiche con ogni sorta di attivit\u00e0 para e\/o dopo scolastica si traduca in definitiva in un uso poco intelligente del tempo disponibile per crescere bene.<\/p>\n<p>Don Milani condusse la sua battaglia per l\u2019uguaglianza affinch\u00e9 i suoi ragazzi capissero il Vangelo. <em>\u00abHo l\u2019incarico di predicare il Vangelo. Predicarlo in greco non si pu\u00f2 perch\u00e9 non intendono. Sicch\u00e9 bisogna predicarlo in italiano, ma i miei parrocchiani l\u2019italiano non l\u2019intendono. Trovo l\u2019ostacolo della lingua e alla lingua mi dedico. Considerando lingua tutti i problemi della scuola\u00bb<\/em> [Articolo di A. Lafranchi, pag. 9]. Era importante che capissero l\u2019italiano, non solo come puro e semplice utensile comunicativo, ma come strumento complesso che comprende la cultura in tutte le sue accezioni. Anche la scuola dello Stato ha un suo vangelo, sperando che sia assolutamente laico.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riferimenti<\/h3>\n<p>ALDO LAFRANCHI, <em>Don Lorenzo Milani cantore e martire della Verit\u00e0, <\/em>Quaderno speciale allegato a \u00abDialoghi\u00bb, N\u00b0 248, ottobre 2017, p. 32 | Il quaderno pu\u00f2 essere richiesto alla redazione di \u00abDialoghi\u00bb, all\u2019indirizzo <a href=\"mailto:allinyg@hotmail.com\">allinyg@hotmail.com<\/a> (la spesa \u00e8 di 14 franchi).<\/p>\n<p>RUOZZI, A. CANFORA, V. OLDANO, <em>Tutte le opere di Lorenzo Milani, <\/em>2017, Milano: Mondadori (collana I Meridiani), EAN 9788804657460, 2 volumi, pagine CXXXVII-2809, 140 \u20ac<\/p>\n<p>SCUOLA DI BARBIANA, <em>Lettera a una professoressa, <\/em>1967, Libreria editrice fiorentina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cinquant\u2019anni dalla scomparsa di don Lorenzo Milani (1923-1967), \u00abDialoghi\u00bb, il bimestrale di riflessione cristiana diretto da Enrico Morresi, ha allegato al n\u00b0 248 dell\u2019ottobre 2017 un interessante quaderno curato da Aldo Lafranchi: don Lorenzo Milani cantore e martire della Verit\u00e0. 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