{"id":408,"date":"2003-12-03T16:44:26","date_gmt":"2003-12-03T17:44:26","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=408"},"modified":"2017-10-12T15:29:41","modified_gmt":"2017-10-12T13:29:41","slug":"teste-ben-piene-e-teste-ben-fatte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/teste-ben-piene-e-teste-ben-fatte\/","title":{"rendered":"Teste ben piene e teste ben fatte"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno che si firma \u201cUna mamma di Massagno\u201d \u00e8 intervenuto sabato scorso su questo giornale per \u201c\u2026portare alla ribalta un\u2019altra problematica sull\u2019argomento \u00abscuola\u00bb, quella relativa ai programmi per la scuola elementare\u201d. Lo so che bisogna sempre diffidare di chi si firma \u201cUna mamma\u201d, sia essa di Vaglio o \u2013 come in questo caso \u2013 di Massagno, perch\u00e9 non si sa mai bene chi scrive e per quale motivo; ma questa volta le domande poste sono tutt\u2019altro che peregrine. La \u201cmamma\u201d in questione, che dice d\u2019aver frequentato le scuole in Italia e di essere sobbalzata sulla sedia quando ha letto i nostri programmi della scuola elementare, si chiede: \u201cPerch\u00e9 in Ticino un bambino di terza elementare deve affrontare un programma di storia che ha come unico oggetto il proprio nucleo familiare, pi\u00f9 tardi la parentela pi\u00f9 allargata? Che posto \u00e8 relegato alla conoscenza dell\u2019evoluzione dell\u2019uomo dalla preistoria alle civilt\u00e0 classiche, dalle invasioni barbariche in Europa al Medioevo, e via dicendo?\u201d.<br \/>\nBrava \u201cmamma\u201d, belle domande. Qualche normale cittadino, leggendo la lettera, avr\u00e0 trovato naturale prendersela con pedagoghi e psicologi, giacch\u00e9 \u00e8 purtroppo vero che programmi siffatti sono tipici prodotti di chi mette al centro dei propri assilli il \u201ccome\u201d insegnare, senza troppo preoccuparsi dei contenuti stessi dell\u2019insegnamento. Nel nostro caso la faccenda ha per\u00f2 contorni un pochino diversi. Diciamo, per cominciare, che questi programmi sono nati, all\u2019anagrafe, nel 1984. Per dei programmi scolastici lo scadere dei diciott\u2019anni dovrebbe coincidere col meritato pensionamento, piuttosto che con la maggiore et\u00e0. \u201cQuesti\u201d programmi sono invece anche pi\u00f9 vecchi e, per una volta, il padre \u00e8 uno solo \u2013 il Consiglio di Stato \u2013 mentre le madri sono molteplici e di svariate et\u00e0. Ricordate il vecchio \u201968? Beh, questi programmi sono figli suoi, nati purtroppo in provetta da un intruglio di ovuli dalle pi\u00f9 incredibili origini, quasi a dimostrare che \u00e8 sempre sbagliato buttar via il bambino con l\u2019acqua sporca.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni \u201970 era saggio e doveroso prendersela con l\u2019eccessivo e sterile nozionismo che caratterizzava la scuola. Erano gli anni in cui si proclamava che \u201cimparare a imparare\u201d e \u201cimparare a essere\u201d erano processi assai pi\u00f9 importanti che declamare il nome dei villaggi della Valcolla o recitare a memoria l\u2019elenco dei cantoni svizzeri con relativo capoluogo. Che occorresse cambiare quella scuola non l\u2019ho mai dubitato; ma pi\u00f9 che lottare contro il pi\u00f9 torvo nozionismo, il cui unico scopo sembrava essere quello di selezionare le aristocrazie future, era necessario agire per una scuola pi\u00f9 giusta e democratica, dove anche i figli dei meno accreditati potessero rivelarsi i migliori, se solo si fosse anteposta la sottigliezza di mente alle capacit\u00e0 mnemoniche.<br \/>\nInvece cos\u2019\u00e8 successo? Che i tempi sono andati per le lunghe, e mentre gli anni passavano le commissioni e i gruppi di lavoro erano ancora concentrati sugli slogan ormai d\u2019antan. Tanto per dirne una: mentre il Consiglio di Stato approvava i \u201cnuovi\u201d programmi, la Apple aggrediva il mercato con Macintosh, di cui i \u201cnuovi\u201d programmi manco immaginavano l\u2019esistenza. Nel frattempo sono passati quasi quarant\u2019anni. La scuola si \u00e8 fatta anche pi\u00f9 selettiva di prima, naturalmente con altri crivelli, e a rimetterci son rimasti gli stessi poveri diavoli d\u2019un tempo. Ci sono cose che a scuola si chiamano nozioni, ma se non le sai sei un ignorante. Il problema \u00e8 che non si pu\u00f2 \u201cimparare a imparare\u201d e \u201cimparare a essere\u201d affondando le proprie radici nel vuoto assoluto. Da qui a dire che nella scuola elementare ci si debba occupare \u201c\u2026dell\u2019evoluzione dell\u2019uomo dalla preistoria alle civilt\u00e0 classiche, dalle invasioni barbariche in Europa al Medioevo\u2026\u201d ce ne corre: non se la prenda la \u201cmamma\u201d in questione, ma le sue imbeccate decisamente r\u00e9tro sembrano voler rivalutare le \u201cteste ben piene\u201d, che noi vorremmo sostituire con delle \u201cteste ben fatte\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno che si firma \u201cUna mamma di Massagno\u201d \u00e8 intervenuto sabato scorso su questo giornale per \u201c\u2026portare alla ribalta un\u2019altra problematica sull\u2019argomento \u00abscuola\u00bb, quella relativa ai programmi per la scuola elementare\u201d. 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