{"id":4174,"date":"2018-02-15T00:00:05","date_gmt":"2018-02-14T23:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4174"},"modified":"2018-02-15T15:02:03","modified_gmt":"2018-02-15T14:02:03","slug":"e-ancora-possibile-riformare-sul-serio-la-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/e-ancora-possibile-riformare-sul-serio-la-scuola\/","title":{"rendered":"\u00c8 ancora possibile riformare sul serio la scuola?"},"content":{"rendered":"<p>Si sente spesso dire che la scuola \u00e8 un cantiere sempre aperto, che poi, ogni tanto, crea il capolavoro, la riforma epocale. Tutto \u00e8 storico, tutto \u00e8 rivoluzionario \u2013 o, almeno, profondamente riformistico. Per restare a questo Cantone e lasciando perdere le iperboli della globalizzazione, credo che l\u2019ultima riforma epocale della scuola ticinese sia l\u2019istituzione della scuola media nel 1974. Insomma, tanti anni fa.<\/p>\n<p>Se lasciamo perdere i tanti compromessi che si sono succeduti fino a oggi \u2013 i sistemi si assestano, per difendere le posizioni acquisite e far s\u00ec che i cambiamenti non siano troppo innovativi \u2013 bisogna ammettere che la storica decisione innesc\u00f2 innumerevoli altre trasformazioni: oltre alla soppressione della scuola maggiore e del ginnasio, la fondamentale riforma determin\u00f2 la diffusione dei licei, l\u2019ideazione di una nuova legge della scuola, la riforma degli studi magistrali, i nuovi programmi della scuola elementare.<\/p>\n<p>Non da ultimo, la scuola dell\u2019obbligo divent\u00f2 pi\u00f9 lunga di un anno, cancellando quei segmenti scolastici inventati per colmare il buco tra la licenza di scuola maggiore e il traguardo delle quindici candeline sulla torta: in pratica le scuole di avviamento professionale e di economia domestica.<\/p>\n<p>Con gli occhi di oggi si potrebbe arguire che, in definitiva, non \u00e8 successo nulla di importante, anche perch\u00e9 il mondo circostante \u00e8 cambiato di pi\u00f9 e pi\u00f9 in fretta, mentre la cinica selezione scolastica \u00e8 ancora l\u00ec a determinare gran parte della politica scolastica, spesso come atteggiamento reazionario nei confronti di una scuola media che, sino a oggi, non \u00e8 comunque riuscita a mantenere tutte le promesse di quegli anni lontani, cos\u00ec ardenti e traboccanti di sogni.<\/p>\n<p>Per chiarezza, sono dell\u2019opinione che il progetto \u00abLa scuola che verr\u00e0\u00bb ha poco di storicamente rilevante, tanto che \u00e8 ancora da capire se, nei confronti delle pi\u00f9 alte finalit\u00e0 della scuola pubblica e obbligatoria, cambier\u00e0 concretamente qualcosa. Per ora la selezione scolastica percorre ancora strade darwiniste, il calendario scolastico si rif\u00e0 a quello della nascita della scuola popolare (oltre due secoli fa), l\u2019organizzazione di base \u00e8 impantanata nella sacra triade dell\u2019insegnante che lavora nella Sua aula e coi Suoi allievi. Siamo fermi all\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Mi ha colpito una recente decisione del governo ginevrino, che ha allungato l\u2019obbligatoriet\u00e0 della frequenza scolastica fino a 18 anni, quindi tre in pi\u00f9 rispetto alla tradizione che prevede il \u00abliberi tutti\u00bb a 15 anni. I motivi della decisione \u2013 che, di per s\u00e9, non ha niente di epocale, considerata la percentuale altissima di ragazzi che continua la sua formazione dopo il termine anagrafico \u2013 sono molto pragmatici: \u00abCirca 1000 giovani, di cui la met\u00e0 minorenni \u2013 ha scritto la <a href=\"https:\/\/www.tdg.ch\/geneve\/actu-genevoise\/formation-obligatoire-jusqu-18-ans\/story\/23069027\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tribune de Gen\u00e8ve<\/a> \u2013 interrompono annualmente la loro formazione alla scadenza dei 15 anni. Secondo il Dipartimento dell\u2019istruzione pubblica il rischio che si ritrovino disoccupati \u00e8 quattro volte pi\u00f9 alto di ogni giovane diplomato\u00bb. Pensiamoci. Il limite dei 15 anni prima di andare a lavorare \u00e8 stato fissato quando il mondo era un altro. Quella s\u00ec, potrebbe trasformarsi in una riforma epocale, perch\u00e9 permetterebbe di riorganizzare da cima fondo una scuola nuova \u2013 sempre che al Paese importi qualcosa di formare cittadini critici, c\u00f3lti, competenti e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 pure felici, pronti ad affrontare nuove sfide ogni giorno che passa e a contribuire al benessere di ognuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente spesso dire che la scuola \u00e8 un cantiere sempre aperto, che poi, ogni tanto, crea il capolavoro, la riforma epocale. Tutto \u00e8 storico, tutto \u00e8 rivoluzionario \u2013 o, almeno, profondamente riformistico. 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