{"id":420,"date":"2004-03-17T16:49:06","date_gmt":"2004-03-17T17:49:06","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=420"},"modified":"2017-10-12T15:27:01","modified_gmt":"2017-10-12T13:27:01","slug":"scuola-sulle-vie-difficili-della-democratizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/scuola-sulle-vie-difficili-della-democratizzazione\/","title":{"rendered":"Scuola, sulle vie difficili della &#8220;democratizzazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi trent\u2019anni anche il Cantone Ticino ha imboccato la strada della democratizzazione degli studi, attuata con l\u2019istituzione della scuola media, la proliferazione dei licei, un incisivo intervento sul piano dell\u2019aiuto allo studio e altre misure meno vistose. Oggi, dunque, tutti possono \u201candare avanti a studiare\u201d, tanto che quasi nessuno, giunto ai fatidici quindici anni, chiude definitivamente con le aule scolastiche, emarginato nelle campagne o relegato in qualche cantiere edile a mescolar la malta. Parallelamente si \u00e8 assistito a un lento quanto inesorabile declino del tessuto culturale di molti adulti e innumerevoli giovani, unito \u2013 ma poteva essere altrimenti? \u2013 a un preoccupante calo delle competenze linguistiche. Colpa della democratizzazione, sembrano dire i detrattori pi\u00f9 accaniti dell\u2019attuale scuola dell\u2019obbligo, ch\u2019\u00e8 fatta di scuola media, ma anche di scuola elementare.<br \/>\nCos\u00ec il mio recente dissenso verso la proposta britannica di formare le classi sulla base del quoziente intellettivo \u00e8 stato liquidato da qualcuno con un chiaro gesto di condanna dei pedagogisti, rei di sostenere che tutti possono imparare e che ritengono ancor oggi come sia possibile insegnare bene anche a gruppi eterogenei, senza nemmeno dover abbassare dogmaticamente il numero massimo di allievi per classe. In effetti il processo di democratizzazione degli studi si \u00e8 rivelato in un gran numero di casi niente pi\u00f9 che una democratizzazione dei diplomi. Stando alle pi\u00f9 recenti inchieste internazionali, i nostri quindicenni non sanno pi\u00f9 leggere, credono che Bach sia un deodorante e sono dell\u2019avviso che Leopardi sia un eccentrico tipo di Rancate; per\u00f2 farfugliano diverse lingue straniere, e si sentono cos\u00ec dei veri cittadini del mondo. Voler sostenere che la situazione sia meno deplorevole di cos\u00ec sarebbe un modo assai disinvolto per atteggiarsi a struzzo. Ma non \u00e8 nemmeno possibile \u2013 neanche in tempi di globalizzazione e di generale spostamento a destra della politica \u2013 gettare dalla finestra il bambino con l\u2019acqua sporca per invocare la restaurazione di sistemi di selezione scolastica che non servirebbero a nessuno.<br \/>\nDiciamo allora che occorrerebbero programmi scolastici pi\u00f9 chiari ed essenziali: poche cose ma difficili, come ama ripetere un mio amico direttore di scuola. Invece mano a mano che il tempo passa, la scuola tende sempre pi\u00f9 a trasformarsi in un mammifero dalle mille poppe, che dispensano un po\u2019 di tutto, nella futile smania di rispondere agli echi delle innumerevoli sirene che si aggirano (anche) nelle nostre contrade e secondo le quali la scuola dovrebbe insegnare bene le lingue (no, il latino no\u2026), manifestare un alto profilo nelle materie scientifiche e logico-matematiche, educare alla cittadinanza, al sesso, al codice della strada, all\u2019igiene alimentare e all\u2019ecologia. Naturalmente servirebbero anche quel poco di italiano, di storia e geografia, di ginnastica e musica: ma non \u00e8 in questi ambiti che si gioca il futuro dei cittadini. Il risultato \u00e8 una scuola che ricorda pi\u00f9 una fabbrica di saponette che un luogo di cultura.<br \/>\nA ogni buon conto non \u00e8 separando i bravi studenti dai cattivi \u2013 questo lo si fa gi\u00e0 \u2013 che si riuscir\u00e0 a imprimere una vivace svolta all\u2019attuale tendenza al minimalismo, soprattutto se persisteremo nel dare per scontato che tutti i maestri e i professori che popolano le nostre aule sono competenti, bravi, capaci, didatticamente irreprensibili e zelanti come missionari. Nel corso degli anni lo Stato si \u00e8 dotato di strumenti molto minuziosi per impedire qualsiasi verifica individuale della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e per intervenire qualora si scovasse anche un solo docente infingardo o pacchianamente incapace. In tutta evidenza molte altre ancora sono le cause del disagio \u2013 e le differenze attitudinali tra allievi sono di sicuro la causa meno inquietante, anzi. Ma il cocktail di obiettivi confusi e intangibilit\u00e0 dei macchinisti ha un retrogusto amaro; tanto alla cassa passano sempre gli stessi discoli: quelli che rompono, chi se non loro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi trent\u2019anni anche il Cantone Ticino ha imboccato la strada della democratizzazione degli studi, attuata con l\u2019istituzione della scuola media, la proliferazione dei licei, un incisivo intervento sul piano dell\u2019aiuto allo studio e altre misure meno vistose. Oggi, dunque, tutti possono \u201candare avanti a studiare\u201d, tanto che quasi nessuno, giunto ai fatidici quindici anni, &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/scuola-sulle-vie-difficili-della-democratizzazione\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Scuola, sulle vie difficili della &#8220;democratizzazione&#8221;<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[20,26,25],"class_list":["post-420","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula","tag-educazione-civica","tag-eteronegeita-e-pluriclassi","tag-numero-di-allievi-per-classe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}