{"id":4212,"date":"2018-03-12T16:10:28","date_gmt":"2018-03-12T15:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4212"},"modified":"2018-03-18T18:27:46","modified_gmt":"2018-03-18T17:27:46","slug":"un-paio-di-idee-per-inventare-gli-insegnanti-di-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/un-paio-di-idee-per-inventare-gli-insegnanti-di-domani\/","title":{"rendered":"Un paio di idee per inventare gli insegnanti di domani"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo rapporto annuale della SUPSI, pubblicato in settembre, c\u2019\u00e8 un interessante contributo del direttore, allora uscente, del DFA. Il titolo anticipa i temi e accende l\u2019interesse: \u00abLe sfide della formazione degli insegnanti nei prossimi (20) anni\u00bb. Michele Mainardi non schiva l\u2019oliva e chiarisce il contesto che ci attende: \u00abLe sfide della formazione saranno dettate dalla capacita\u0300 di avvicinare il soggetto in formazione, unico e diverso, con tipologie familiari nuove, con vissuti, percorsi, storie e traiettorie significativamente diversi fra loro, aspetti tutti di una societ\u00e0 globale, liquida, in movimento, che caratterizzeranno sempre pi\u00f9 i referenti linguistici, culturali esperienziali individuali e quindi le conoscenze pregresse, gli interessi e le attese che ognuno porta a scuola\u00bb.<\/p>\n<p>Non sembra, eppure \u00e8 la descrizione della situazione in cui agiscono i docenti gi\u00e0 oggi, bench\u00e9 assai spesso ostacolati da un loro diffuso conservatorismo e dalle risposte dei piani alti della politica scolastica, che quasi mai riescono a proporre soluzioni che possano giovare agli allievi, alle loro famiglie e, in definitiva, al Paese.<\/p>\n<p>Quali possano essere le risposte concrete, in materia di formazione dei docenti, per far fronte ai nuovi assetti socio-culturali, \u00e8 naturalmente un altro discorso. E lo sa anche Mainardi, che annota: \u00abNell\u2019universo digitale della rete del \u201c2037\u201d, le possibilit\u00e0 concrete che i docenti avranno di assistere, condividere e se del caso mediare\/orientare personalmente l\u2019esperienza individuale di bambini e adolescenti nel loro rapporto esclusivo, particolare e intimo con la realt\u00e0 accessibile non e\u0300 dato di sapere. Oggi tali possibilit\u00e0 sono molto limitate! Le interazioni con l\u2019universo accessibile via e con l\u2019ambiente digitale sono in ogni caso esperienze mediate, ma non per forza formative. Lo saranno? Sara\u0300 possibile renderle tali, riconoscerle, generarle in forma massiccia e valida?\u00bb<\/p>\n<p>Reputo che non esistano spazi per dare risposte utili ed efficaci, se lo Stato e la politica \u2013 sindacati e associazioni di categoria compresi \u2013 continueranno a conservare a oltranza l\u2019organizzazione del lavoro che conosciamo bene, proprio perch\u00e9 tutti noi ci siamo passati (e, prima di noi, i nostri trisnonni). L\u2019insegnante che sa tutto, capace di fare tutto quel che professionalmente occorrerebbe sapere e fare, non esiste. Sarebbe come immaginare che il neurochirurgo si avventuri da solo in sala operatoria. Credere che la didattica e i piani di studio siano in grado, da soli, di rispondere ai grandi quesiti posti da Mainardi \u00e8 una sciocchezza.<\/p>\n<p>Volendo, si pu\u00f2 supporre che serva un\u2019impostazione diversa della professione. Per cominciare non deve pi\u00f9 succedere che un insegnante sia il padrone onnipotente e indiscutibile delle sue valutazioni e delle sue scelte pedagogiche e didattiche. Forse \u00e8 giunto il momento di dire a chiare lettere che allievi e studenti della scuola dell\u2019obbligo devono essere affidati a \u00e9quipe di insegnanti muniti di ricche competenze pedagogiche e disciplinari, che si completano e si arricchiscono a vicenda. Poi si dovrebbe riconsiderare il titolo che abilita all\u2019insegnamento, affinch\u00e9 non sia pi\u00f9 unico e definitivo: oltre a una chiara data di scadenza, da aggiornare con regolarit\u00e0, si potrebbero immaginare livelli differenziati di competenza, per innalzare la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e, nel contempo, per creare una sana ed efficace mobilit\u00e0 professionale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Articolo-Mainardi-originale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui<\/a> \u00e8 possibile scaricare il citato articolo dell&#8217;allora direttore del DFA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo rapporto annuale della SUPSI, pubblicato in settembre, c\u2019\u00e8 un interessante contributo del direttore, allora uscente, del DFA. Il titolo anticipa i temi e accende l\u2019interesse: \u00abLe sfide della formazione degli insegnanti nei prossimi (20) anni\u00bb. 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