{"id":434,"date":"2004-09-01T17:03:45","date_gmt":"2004-09-01T18:03:45","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=434"},"modified":"2017-10-12T15:23:50","modified_gmt":"2017-10-12T13:23:50","slug":"lanno-scolastico-colpisce-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/lanno-scolastico-colpisce-ancora\/","title":{"rendered":"L\u2019anno scolastico colpisce ancora&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec anche quest\u2019anno \u00e8 arrivato San Silvestro, nel senso scolastico del termine. A differenza di tutti i nostri colleghi d\u2019Oltralpe, che hanno gi\u00e0 festeggiato il Capodanno da diverso tempo, noi ce la prendiamo comoda come sempre, un po\u2019 perch\u00e9 siamo levantini, un po\u2019 perch\u00e9 in estate da noi l\u2019afa \u00e8 insopportabile e un po\u2019 perch\u00e9 i nostri ritmi agricoli d\u2019inizio \u2019900 erano quelli che erano \u2013 e pi\u00f9 o meno son rimasti quelli che sono, alpeggi a parte.\u00a0 In ogni modo da domani migliaia di bimbi, ragazzi e adolescenti sciameranno attorno a insegnanti d\u2019ogni et\u00e0, sesso ed umore, in attesa che, al pi\u00f9 tardi entro luned\u00ec, l\u2019anno scolastico (ri)prenda il suo corso normale.<br \/>\nPer i prof cantonali sar\u00e0 un Capodanno dal gusto amarognolo: nelle ultime settimane si \u00e8 parlato di sciopero (dello zelo), come risposta un tantino biliosa al verdetto popolare dello scorso 16 maggio, quando la proposta governativa di aumentare di un\u2019ora il fardello settimanale dei docenti era stata accettata, malgrado l\u2019ampia campagna predisposta dai promotori dei referendum. Dal canto suo il Ministro del nostro \u00abDipartimento Mente Sana in Corpo Sano\u00bb ha dichiarato che secondo lui il 90% degli insegnanti ticinesi \u00e8 assolutamente in gamba, mentre il 10% non \u00e8 (pi\u00f9) al suo posto. Non credo che si tratti di un dato fornito dall\u2019Ufficio Cantonale di Statistica \u2013 che ha gi\u00e0 i suoi bei problemi con lo staff della direttrice \u2013 n\u00e9 del dipartimentale Ufficio Studi e Ricerche. Ma il livello del dibattito \u00e8 da quelle parti: di qua i docenti che si autoproclamano impegnati e martiri, di l\u00e0 il mondo politico che fa i suoi distinguo un po\u2019 infidi.<br \/>\nIl bello \u00e8 che hanno ragione tutti \u2013 e in tal caso le percentuali possono mutare nell\u2019uno come nell\u2019altro campo della singolar tenzone \u2013 perch\u00e9 ognuno si rapporta ad obiettivi della scuola pubblica che sono soggettivi e, conseguentemente, molto personali. Se solo si arrivasse ad accordarsi sul senso da dare alle finalit\u00e0 della scuola, cos\u00ec come sono state fissate dal Parlamento quasi quindici anni fa, allora sarebbe forse possibile stabilire chi assolve il suo mandato e chi no \u2013 agendo poi con la necessaria consequenzialit\u00e0. Invece no: si perseguono traguardi del tutto personali e adattati ai propri ghiribizzi, pretendendo pure di fare le statistiche. Lo stesso discorso soggiace alla definizione del profilo dell\u2019insegnante. Pi\u00f9 o meno ciclicamente si torna a parlare della vocazione dell\u2019insegnante, per suggerire che chi non \u00e8 unto dello spirito di Rousseau (o di Pestalozzi o della pi\u00f9 nostrana Boschetti-Alberti, vedete un po\u2019 voi\u2026) non \u00e8 al suo posto. Gran balla, questa della chiamata divina, che nessuno si sogna di evocare per i medici \u2013 certamente non tutti sedotti dalle sirene ippocratiche \u2013 o per gli avvocati, per non parlare dei politici. Come c\u2019\u00e8 il libero professionista ispirato dai soldi o dal potere, ci sar\u00e0 pure l\u2019insegnante ammaliato dalle vacanze o dal posto sicuro. Nell\u2019uno come nell\u2019altro caso, l\u2019ispirazione primigenia non si configura, di per s\u00e9, come corpo di reato.<br \/>\nMa ancora una volta, per stabilire chi \u00e8 al suo posto e chi non lo \u00e8, sarebbe opportuno specificare quali sono i precisi compiti di chi in quel posto \u00e8 stato messo a dimora. Durante la campagna in vista della votazione del 18 febbraio 2001 (quella sul finanziamento pubblico della scuola privata) si erano pressoch\u00e9 sprecate le tirate sulle finalit\u00e0 laiche e democratiche della scuola pubblica e obbligatoria, anche se qualche eccesso aveva portato il filosofo Franco Zambelloni a chiedersi se si votava per le mense o per la difesa di un programma repubblicano. A poco pi\u00f9 di tre anni da quello storico voto spiace che di Scuola si parli solo per questioni tutto sommato marginali e che il dibattito tragga linfa unicamente da questioni sindacali: andiamo pure avanti cos\u00ec \u2013 tutti insieme irresponsabilmente \u2013 per favorire l\u2019apertura dei nuovi Supermarket dell\u2019Istruzione \u2013 al di l\u00e0 di ogni contratto collettivo di lavoro e alla faccia d\u2019ogni parvenza di un progetto serio di Scuola per il Paese. I nuovi epigoni del liberismo a tutti i costi, intanto, gongolano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec anche quest\u2019anno \u00e8 arrivato San Silvestro, nel senso scolastico del termine. 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