{"id":441,"date":"2004-10-20T19:04:59","date_gmt":"2004-10-20T20:04:59","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=441"},"modified":"2023-10-15T16:40:53","modified_gmt":"2023-10-15T14:40:53","slug":"lelogio-del-manrovescio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/lelogio-del-manrovescio\/","title":{"rendered":"L\u2019elogio del manrovescio"},"content":{"rendered":"<p>Stanno arrivando tempi sempre pi\u00f9 grami per le adolescenti che amano smutandarsi e presentarsi a scuola senza rendersi conto che i diversi regolamenti d\u2019istituto pretendono un abbigliamento confacente. Ultimo in ordine di tempo, l\u2019intervento della direzione della scuola media di Gordola, di cui riferisce La Regione di sabato scorso: \u201cMi sembra il minimo pretendere un abbigliamento consono al luogo in cui ci si trova\u201d dice il direttore. Che aggiunge: \u201cSarebbe importante appunto trasmettere agli allievi l\u2019importanza dell\u2019essere interiore, ben pi\u00f9 di quella dell\u2019apparenza, del mostrare capi firmati o succinti, e questo solo per apparire, imitare, conformandosi a modelli spettacolari\u201d. In principio, come si ricorder\u00e0, c\u2019era stato un analogo provvedimento a Lugano-Besso, nella primavera del 2003, con un richiamo alla decenza da parte del direttore di quella sede, che se l\u2019era presa pure lui coi pantaloni a vita calante e le stringhe del tanga che fuoriescono in bella vista. Poi pi\u00f9 niente \u2013 Don Gianfranco da Chiasso a parte \u2013 fino all\u2019altro d\u00ec.<br \/>\nNon mi si fraintenda, ma sono d\u2019accordo solo in parte con queste crociate un tantino pruriginose. Tra tutti gli atteggiamenti da sempre un po\u2019 grulli dei teenager, questo mi sembra tra i pi\u00f9 innocui; e, d\u2019altro canto, la perdita di quel certo formalismo nell\u2019abbigliarsi per andare a scuola s\u2019\u00e8 perso ormai da qualche decennio, senza che mai nessuno si sia sentito in dovere di prendersela \u2013 che so? \u2013 con i jeans o le magliette attillate, con le kefiyah o con chi tende ad avere un rapporto assai disinvolto con l\u2019acqua e il sapone. Anzi, a ben vedere la storia recente ci dice che talune divise degli adolescenti sono poi diventate le posture correnti dei loro insegnanti di qualche anno dopo. Personalmente non credo che le nostre ragazzine allestiscano questi spettacolini audaci \u201ccontro\u201d chiss\u00e0 cosa o per affermare chiss\u00e0 quale libert\u00e0. Molto pi\u00f9 semplicemente imitano i loro miti dello show businnes, schiere di \u201ccattive\u201d ragazze che costruiscono popolarit\u00e0 e carriere, sempre pi\u00f9 brevi ed effimere, sull\u2019ammiccare di un ciuffo di peli in mancanza di doti artistiche di maggior spessore.<br \/>\nIn ogni modo, ben altri sono gli atteggiamenti che imporrebbero gli interventi determinati e intransigenti delle direzioni scolastiche. Penso a piaghe sempre pi\u00f9 diffuse in larghe fasce di giovani, di cui purtroppo i mezzi di comunicazione di massa devono occuparsi con sempre maggiore intensit\u00e0. E non concordo con Dario Robbiani, che, sul Caff\u00e8 di domenica scorsa, mette tutto in un unico calderone e scrive: \u201cLa sbronza, la violenza, fare a cazzotti, rompere i cassonetti, imbrattare le vetrine e i vagoni, la sfacciataggine, la malcreanza, la tenuta provocatoria, con la vita bassa e l\u2019esposizione dell\u2019ombelico e del perizoma, sono segnali lanciati dai giovani spaesati, che si sentono emarginati, privi di valori e non riescono ad immaginare il proprio futuro\u201d. No, caro Robbiani, l\u2019esposizione dell\u2019ombelico e del perizoma han poco a che fare col male di vivere e molto, invece, con la necessit\u00e0 di potersi riconoscere in un gruppo, di costruire un\u2019identit\u00e0 e un senso di appartenenza: purtroppo, in mancanza di appigli pi\u00f9 veri, \u00e8 facile aggrapparsi ai chitarrosi della TV o alle stelle dello sport.<br \/>\nPer Robbiani una soluzione c\u2019\u00e8: \u201cIl ceffone non \u00e8 un atto di violenza, come pretendono quelli che attribuiscono la colpa alla societ\u00e0, vogliono evitare traumi e paure ai bambini, affermano che le mani si alzano solo per accarezzare. \u00c8 ormai appurato che non la severit\u00e0 ma l\u2019eccesso di permissivismo crea degli spostati. Una sberla, motivata e spiegata, \u00e8 pi\u00f9 efficace d\u2019un predicozzo, di una bocciatura o di uno spot televisivo\u201d. Sar\u00e0. Per\u00f2 le cronache riferiscono tristemente che di violenza tra le quattro mura domestiche ce ne sia gi\u00e0 a bizzeffe, sicuramente troppa. Forse \u00e8 proprio l\u00ec che s\u2019accumula quell\u2019odio che poi esplode nei fine settimana, mettendo a soqquadro intere zone dei nostri centri. Pi\u00f9 che di manrovesci e sganassoni si sente un impellente bisogno di Educazione e di Cultura: forse \u00e8 in questi ambiti che la Scuola potrebbe ricominciare ad applicare quel rigore che, invece, \u00e8 pi\u00f9 facile mettere in atto davanti a un ombelico malizioso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stanno arrivando tempi sempre pi\u00f9 grami per le adolescenti che amano smutandarsi e presentarsi a scuola senza rendersi conto che i diversi regolamenti d\u2019istituto pretendono un abbigliamento confacente. 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