{"id":443,"date":"2004-11-10T19:05:36","date_gmt":"2004-11-10T20:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=443"},"modified":"2017-10-12T15:22:06","modified_gmt":"2017-10-12T13:22:06","slug":"la-scuola-alla-ricerca-delle-giuste-domande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-alla-ricerca-delle-giuste-domande\/","title":{"rendered":"La scuola alla ricerca delle &#8220;giuste domande&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Non so se ci avete fatto caso, ma durante le cosiddette vacanze dei Morti ha fatto capolino il Natale. A dire il vero le nostre citt\u00e0 e borgate sono ancora sonnacchiose e non hanno ancora tolto dalle scansie le stelle luminose e gli addobbi colorati e i babbi natale da piazzare su vie e piazze, per ricordare ai nativi e agli occasionali turisti che \u00e8 in arrivo il tempo del \u201csentiamoci pi\u00f9 buoni e generosi\u201d. Per\u00f2 il Natale ha cominciato a rivelarsi, in tutto il suo luccichio e in tutti i suoi ammiccamenti, nei grandi magazzini: quelli che gi\u00e0 c\u2019erano l\u2019anno scorso e quelli che si stanno ampliando a dismisura o che spuntano come funghi, in barba all\u2019economia catastrofica che ci descrivono le solite cassandre. Non servono immense doti di chiaroveggenza per immaginare quale sar\u00e0 il seguito: ai primi di gennaio, assieme ai botti del Capodanno, scoppier\u00e0 il Carnevale e nel giro di poco pi\u00f9 d\u2019un mese saremo invasi da coniglietti e uova colorate, per poi affrettarci verso la bella stagione, coi suoi scenari da favola \u2013 in riva ai mari pi\u00f9 remoti e in cima a vette mozzafiato \u2013 e con l\u2019inevitabile corollario di pinne e ciambelle, piccozze e scarponcini e creme solari.<br \/>\nIl bello \u00e8 che la scuola e i rari intellettuali che intervengono a scadenze regolari sui media non si stancano, da ormai oltre quarant\u2019anni, di scandalizzarsi e di denunciare questa inarrestabile corsa al consumo idiota. Ricordo \u2013 e come me certamente molti altri \u2013 i miei primi anni di insegnamento, all\u2019inizio dei \u201970: per Natale c\u2019era chi concepiva i presepi anticonformisti, coi palestinesi o con gli indio del Mato Grosso; si usavano materiali alternativi al posto delle stucchevoli statuette e s\u2019immaginava che, attraverso uno spirito critico istintivo e una dose smisurata di creativit\u00e0, avremmo plasmato dei cittadini pi\u00f9 attenti e consapevoli.\u00a0 Risultato? Zero al cubo: a qualche decennio di distanza la situazione \u00e8 l\u00ec tutta da vedere. Ed \u00e8 senz\u2019altro peggiore. L\u2019americanizzazione della vecchia Europa continua imperterrita e tra qualche anno ci ritroveremo anche noi con una popolazione credulona e incline a prestar fede ai miracoli, agli oroscopi e ai fondi di caff\u00e8 per risolvere i problemi quotidiani. Un bel fallimento, non c\u2019\u00e8 che dire.<br \/>\nForse \u00e8 anche per questi motivi che molti della mia generazione si sono ritirati nel privato, travolti dalla strapotenza dei media \u2013 attenti all\u2019audience anche quando dichiarano il contrario \u2013 e dalla disinvoltura della classe politica, che, un po\u2019 in tutt\u2019Europa, si \u00e8 troppo in fretta arresa alla filosofia pseudo-democratica della political correctness, ai cedimenti nei confronti dell\u2019inglese (con quell\u2019inflessione sempre pi\u00f9 sguaiatamente yankee) e al liberismo smodato. Un esempio: vi sembra che in Svizzera ci si sia mossi con determinazione, dopo aver preso atto che le competenze linguistiche dei nostri quindicenni fanno acqua? No, la Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti dell\u2019Educazione \u00e8 andata avanti con la sua politica di diffusione dell\u2019inglese \u2013 una sorta di harakiri \u2013 e ora viene a dirci che occorre armonizzare i programmi di studio dell\u2019intero Paese per \u201cgarantire e sviluppare la qualit\u00e0 della formazione in Svizzera\u201d. Lascio indovinare al lettore quali saranno gli ambiti degni di armonizzazione.<br \/>\nForse la scuola dovrebbe essere capace di trarre qualche insegnamento da ci\u00f2 che \u00e8 successo in questi ultimi decenni di rincorsa dell\u2019ignoranza e della fiacca. Forse \u00e8 giunto il momento di insegnare ai nostri allievi a porsi le giuste domande, piuttosto che vomitare risposte masticate da altri. Forse, come ha scritto di recente la scrittrice Paola Mastrocola, \u201c\u2026 se la scuola volesse fare la scuola e basta, potrebbe puntare tutto sul suo specifico, che poi sarebbe il suo valore culturale: il fatto che la scuola ti formi culturalmente e basta non sarebbe gi\u00e0 molto? Vorrebbe dire che ti fa leggere dei bellissimi libri, tanto per dirne una\u201d. Invece la scuola, almeno finora, si \u00e8 conformata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se ci avete fatto caso, ma durante le cosiddette vacanze dei Morti ha fatto capolino il Natale. 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