{"id":4446,"date":"2018-07-27T23:22:11","date_gmt":"2018-07-27T21:22:11","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4446"},"modified":"2022-05-07T16:39:31","modified_gmt":"2022-05-07T14:39:31","slug":"la-nostra-e-leta-della-ciarlataneria-e-dellinganno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-nostra-e-leta-della-ciarlataneria-e-dellinganno\/","title":{"rendered":"\u00abLa nostra \u00e8 l\u2019et\u00e0 della ciarlataneria e dell\u2019inganno\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Il testo che segue non \u00e8 mio. L\u2019ho ripreso da un volumetto che mi aveva regalato uno dei miei Maestri. <\/em>\u00a0<em>Qui, di mio, ci sono solo qualche segno di punteggiatura in pi\u00f9 e alcuni termini modificati, per rendere la lettura pi\u00f9 scorrevole; e i titoletti, inesistenti nell\u2019originale.<\/em><\/p>\n<p><em>Ho poi messo <span style=\"color: #ff6600;\">in rilievo<\/span> qualche passaggio.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019attualit\u00e0 di questo articolo \u00e8 impressionante, soprattutto pensando al contesto <\/em>www<em> dei tempi nostri e alle riforme scolastiche di questi anni, coi suoi cantieri aperti, i progetti che potrebbero diventare operativi sul breve termine, e agli andazzi politici dell\u2019Occidente globalizzato.<\/em><\/p>\n<p><em>In calce, naturalmente, si trovano tutti i dettagli, compreso il nome dell\u2019autore, quello del Maestro che cur\u00f2 il volume e me lo offr\u00ec, la fonte bibliografica e l\u2019anno di pubblicazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi permetto un consiglio: come in un bel giallo, si ammazza la lettura se si va subito all&#8217;ultima pagina per vedere chi \u00e8 il colpevole, che in questo caso \u00e8 l&#8217;anno di pubblicazione.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Matthew Arnold cita, in qualche parte con consenso, l\u2019affermazione di uno scrittore francese, secondo cui il vantaggio principale dell\u2019educazione sta nella sicurezza che essa d\u00e0 di non essere ingannati. Un\u2019affermazione pi\u00f9 positiva \u00e8 quella che il beneficio dell\u2019educazione consiste nella capacit\u00e0 che essa conferisce di sceverare, di fare delle distinzioni che penetrano al di sotto della superficie. Pu\u00f2 anche darsi che uno non riesca ad afferrare la realt\u00e0 sotto l\u2019apparenza; ma almeno chi \u00e8 educato non scambia la seconda con la prima, e sa che c\u2019\u00e8 una differenza fra suono e significato, fra enfasi e distinzione, fra appariscenza e importanza.<\/p>\n<h5>I massmedia e la loro diffusione a buon mercato rendono possibile il controllo delle opinioni<\/h5>\n<p>Giudicata con questo criterio l\u2019educazione non \u00e8 soltanto arretrata, ma \u00e8 in processo di involuzione. La nostra \u00e8 l\u2019et\u00e0 della ciarlataneria e dell\u2019inganno; di questi c\u2019\u00e8 oggi maggior quantit\u00e0, circolazione pi\u00f9 rapida e incessante, e assorbimento pi\u00f9 rapido e indiscriminato, che mai in passato. Naturalmente le ragioni dell\u2019attuale trionfo della ciarlataneria nelle cose umane sono piuttosto esterne, non dovute a un\u2019intrinseca corruzione dell\u2019intelletto e del carattere. <span style=\"color: #ff6600;\"><em>Fino all\u2019ultima generazione circa, la maggior parte delle persone s\u2019interessavano soprattutto degli affari locali, delle cose e della gente con cui erano a contatto immediato.<\/em> <\/span>I loro convincimenti e i loro pensieri si riferivano per lo pi\u00f9 a questioni di cui avevano qualche esperienza diretta. Il loro raggio poteva essere ristretto, ma nel suo ambito esse erano avvedute e giudiziose. \u00c8 certo che, riguardo alle cose pi\u00f9 lontane da loro, esse erano altrettanto credule quanto le persone di oggi. Ma queste cose pi\u00f9 lontane non rientravano nella loro sfera d\u2019azione. Importava poco cosa ne pensassero, poich\u00e9 esse, per loro, non erano che materiale per storielle.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><em>La ferrovia, il telegrafo, il telefono e la stampa a basso costo hanno trasformato tutto questo. I trasporti rapidi e le rapide comunicazioni hanno costretto gli uomini a vivere come membri di una societ\u00e0 estesa e in gran parte invisibile.<\/em><\/span> La localit\u00e0 chiusa in s\u00e9 \u00e8 stata invasa e in gran parte distrutta. Gli uomini devono agire in vista di condizioni economiche e politiche lontane da loro e devono avere su queste delle conoscenze su cui fondare le proprie azioni. E poich\u00e9 le loro conoscenze influenzano la loro condotta, le credenze sono ora qualcosa di pi\u00f9 che fantasie e passatempi, ed \u00e8 cosa di grande rilievo che esse siano giuste. Al tempo stesso alcune persone si sono assunte l\u2019obiettivo di influenzare le opinioni delle masse, poich\u00e9 \u00e8 su queste, e non su annose consuetudini, che si fonda la possibilit\u00e0 di dominarle. Se si ha il controllo delle opinioni, si ha in mano, almeno per il momento, la direzione dell\u2019attivit\u00e0 sociale. <span style=\"color: #ff6600;\"><em>La stampa e la sua diffusione a buon mercato rendono possibile di realizzare questo controllo delle opinioni.<\/em><\/span> Con la nuova curiosit\u00e0 e il nuovo bisogno di conoscenza di cose lontane, da un lato, e con l\u2019interesse a controllarne il soddisfacimento, dall\u2019altro, si annuncia l\u2019era del vaniloquio, dell\u2019inganno sistematico, dei sentimenti e delle credenze alla cieca.<\/p>\n<h5>Come si crea una <em>fake new<\/em><\/h5>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><em>Carlyle non era un amico della democrazia.<\/em><em> Ma un giorno,<\/em><\/span> in un momento di lucidit\u00e0, egli <span style=\"color: #ff6600;\"><em>dichiar\u00f2 che una volta inventata la stampa la democrazia era inevitabile.<\/em><\/span> La stampa a basso costo rese necessario di chiamare il pubblico a collaborare agli affari del governo e aument\u00f2 la popolazione e l\u2019area geografica inclusa in una determinata societ\u00e0 politica. Essa trasform\u00f2 in una realt\u00e0 la teoria del governo come fondato sul consenso dei governanti. Ma tale trasformazione non dette garanzia della validit\u00e0 della realt\u00e0 a cui veniva dato il consenso; non garant\u00ec, come Walter Lippmann mise in rilievo con tanta giustezza, che la politica a cui si dava il consenso fosse nel fatto quello che era nella forma, che cio\u00e8 corrispondesse alla realt\u00e0 della situazione.<\/p>\n<p>La rivoluzione industriale rese necessarie le forme della consultazione della \u201cvoce del popolo\u201d. Ma la stampa e la sua diffusione resero anche pi\u00f9 facile indurre il popolo a esprimersi forte su questioni irreali, e nascondere i fatti e stornare l\u2019attenzione con la grandezza stessa dello strepito. \u00c8 ozioso perci\u00f2 sia attaccare che esaltare la democrazia in generale. Come forma attuale di governo essa non scaturisce da desiderio o opinione personali; essa nacque in virt\u00f9 di forze esterne, che mutarono le condizioni dei contatti e dei rapporti fra gli uomini. Quel che occorre considerare e sottoporre a critica \u00e8 la qualit\u00e0 del governo popolare, non il fatto della sua esistenza. La sua qualit\u00e0 \u00e8 legata inseparabilmente alla qualit\u00e0 delle idee e delle notizie, che sono messe in circolazione e alle quali si presta fede.<\/p>\n<p>Senza dubbio il sistema di propaganda promosso dalla guerra ha avuto molta responsabilit\u00e0 nell\u2019imporci il riconoscimento della funzione dominante, che ha nella direzione sociale il materiale messo in circolazione dalla stampa. La massa e l\u2019organizzazione accurata della propaganda attestano due fatti preminenti: la necessit\u00e0 nuova, da parte dei governi, di catturare l\u2019interesse e i sentimenti del popolo, e la possibilit\u00e0 di suscitare e dirigere un tale interesse mediante una somministrazione di \u201cnotizie\u201d sottoposta a vaglio accurato. Ma la voga della propaganda ha pi\u00f9 importanza nel richiamare l\u2019attenzione sul fatto fondamentale, che nel determinarlo. Di fronte a una notizia messa in circolazione, che rappresenta un fatto deliberatamente inventato o coscientemente colorito, ve ne sono una dozzina che rappresentano il pregiudizio e l\u2019ignoranza dovuti a pigrizia, a inerzia di abitudini e a preesistenti abiti mentali causati da cattiva educazione.<\/p>\n<h5>L\u2019informazione atterra sempre sull\u2019educazione anteriore e pi\u00f9 profonda<\/h5>\n<p>La psicologia umana \u00e8 tale che noi attribuiamo a un disegno consapevole e a un proposito deliberato la maggior parte delle cattive conseguenze sulle quali improvvisamente viene richiamata l\u2019attenzione. Questa \u00e8 una delle ragioni principali del frequente insuccesso dei riformatori. Le cause reali dei mali contro i quali essi combattono sono per solito molto pi\u00f9 profonde delle intenzioni consapevoli e dei piani volontari degli individui contro i quali essi rivolgono i loro sforzi. Perci\u00f2 essi trattano coi sintomi piuttosto che con le forze. Quelli che Lippmann ha chiamato cos\u00ec bene \u201cstereotipi\u201d sono pi\u00f9 responsabili della confusione e dell\u2019errore della mentalit\u00e0 del pubblico, che delle notizie deliberatamente inventate e deformate. Coloro i quali sono pi\u00f9 intenti a introdurre nel movimento e nella circolazione sociale il materiale che acceca e induce in errore il pubblico, credono essi stessi nella maggior parte della sostanza di ci\u00f2 che viene propagato; essi condividono la confusione intellettuale e l\u2019ignoranza che propagano. Agendo nella persuasione che il fine giustifica i mezzi, \u00e8 facile per essi aggiungere il sapore, l\u2019enfasi, l\u2019esagerazione e i suggerimenti che essi stessi ritengono fondamentalmente veri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4443 size-full\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/I-leader-di-destra.jpg\" alt=\"\" width=\"3509\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/I-leader-di-destra.jpg 3509w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/I-leader-di-destra-300x32.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/I-leader-di-destra-768x82.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/I-leader-di-destra-1024x110.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/I-leader-di-destra-600x64.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 3509px) 100vw, 3509px\" \/><\/p>\n<p>In breve, al di qua dell\u2019educazione fornita dalla stampa e dalle notizie c\u2019\u00e8 quell\u2019educazione anteriore e pi\u00f9 profonda che influenza del pari coloro che propalano le notizie e quelli che le accolgono. Siamo cos\u00ec riportati alla nostra affermazione prima. <span style=\"color: #ff6600;\"><em>La nostra istruzione scolastica non educa, se per educazione si intende un abito vigile di indagine e di convinzione, penetrato di discernimento, la capacit\u00e0 di guardare al di sotto della fluttuante superficie per scoprire le condizioni che determinano il contorno della superficie stessa e le forze che danno origine alle sue onde e alle sue correnti.<\/em><\/span> Noi inganniamo noi stessi e gli altri, perch\u00e9 non abbiamo quell\u2019interna difesa contro sensazioni, eccitamenti, credulit\u00e0 e opinioni convenzionalmente stereotipate che si trova soltanto in una mente addestrata.<\/p>\n<h5>La scuola fa poco per creare un\u2019intelligenza che sa distinguere\u2026<\/h5>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><em>Questo fatto determina la critica fondamentale che va rivolta alla scuola attuale, a quel che passa per un sistema educativo.<\/em><\/span> Essa non soltanto fa poco per creare in una intelligenza che sa distinguere una garanzia contro l\u2019abbandono all\u2019invasione della ciarlataneria, specialmente nella sua forma pi\u00f9 pericolosa, quella sociale e politica; ma anzi fa molto per creare lo stato d\u2019animo favorevole al suo accoglimento favorevole. Due sembrano essere le cause principali di tale incapacit\u00e0. L\u2019una \u00e8 data dal persistere, nel contenuto dell\u2019insegnamento, di un materiale tradizionale, che non ha rapporto con la situazione attuale, di una materia d\u2019insegnamento che, bench\u00e9 pregevole in un periodo trascorso, \u00e8 cos\u00ec lontana dalle perplessit\u00e0 e dai problemi della vita presente, che il suo padroneggiamento, anche se abbastanza adeguato, non fornisce possibilit\u00e0 di penetrazione intelligente, n\u00e9 protezione contro gli inganni a cui si espone chi fronteggia le eccezionali circostanze presenti. Dal punto di vista di questo criterio d\u2019istruzione, una gran parte dell\u2019attuale materiale educativo \u00e8 semplicemente sfocato. Lo specialista di qualsiasi ramo tradizionale corre il rischio di cadere preda della ciarlataneria sociale, anche nelle sue forme estreme della propaganda economica e nazionalistica, allo stesso modo della persona non istruita. E invero la sua credulit\u00e0 \u00e8 tanto pi\u00f9 pericolosa quanto pi\u00f9 egli \u00e8 eloquente e dogmatico nell\u2019affermazione delle sue credenze. <span style=\"color: #ff6600;\"><em>Le nostre scuole producono persone che vanno incontro alle esigenze della vita contemporanea serrate nell\u2019armatura dell\u2019antichit\u00e0 e che si vantano della goffaggine dei loro movimenti come di prove di convinzioni frutto di lungo travaglio e vagliate dal tempo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><em>L\u2019altro modo in cui la scuola favorisce un abito mentale di ingestione indiscriminata, che si presta bene all\u2019inganno, ha un carattere positivo. Esso consiste nell\u2019evitare sistematicamente e quasi deliberatamente lo spirito critico in rapporto alla storia, alla politica e all\u2019economia.<\/em> <em>Si crede implicitamente che tale esclusione rappresenti la sola maniera di produrre dei buoni cittadini.<\/em><\/span> Quanto pi\u00f9 la storia e le istituzioni della propria nazione vengono idealizzate senza discriminazione, tanto pi\u00f9 si ritiene probabile che il prodotto della scuola sia un patriota fedele e un buon cittadino, fornito di una solida preparazione. Se il giovane medio potesse essere premunito contro tutte le idee e le notizie sulle questioni sociali, eccettuate quelle ottenute a scuola, esso si affaccerebbe alla responsabilit\u00e0 della partecipazione sociale ignorando completamente che esistano dei problemi sociali, dei mali politici e delle deficienze industriali. Esso andrebbe avanti con l\u2019assoluta fiducia che le strade sono aperte a tutti e che la sola causa degli insuccessi negli affari, nella vita familiare e in quella civile risiede in qualche personale deficienza di carattere. La scuola, anche pi\u00f9 del pulpito, \u00e8 immunizzata contro un franco riconoscimento delle malattie sociali, ci\u00f2 che \u00e8 un bel dire. E come il pulpito, essa trova un compenso alla sua ostilit\u00e0 a discutere le difficolt\u00e0 sociali indugiando sentimentalmente sui vizi individuali.<\/p>\n<h5>L\u2019indifferenza al cinismo sempre pi\u00f9 diffuso<\/h5>\n<p>La conseguenza di tutto questo \u00e8 che gli studenti vengono immessi nella vita effettiva in una condizione di innocenza acquisita e artificiale. La percezione che essi possono avere della realt\u00e0 delle lotte e dei problemi sociali l\u2019hanno conseguita per caso, per via facendo, e senza la salvaguardia che deriva da una conoscenza intelligente dei fatti e della discussione condotta imparzialmente. Non fa perci\u00f2 meraviglia se essi sono maturi per essere ingannati e se il loro atteggiamento \u00e8 tale che perpetua semplicemente la confusione, l\u2019ignoranza, il pregiudizio, e la credulit\u00e0 esistenti. La reazione contro questa impossibile idealizzazione ingenua delle istituzioni, nel loro aspetto presente, produce indifferenza e cinismo. \u00c8 stupefacente come coloro che per professione foggiano in senso conservatore l\u2019opinione pubblica si curano cos\u00ec poco del cinismo che attualmente \u00e8 tanto diffuso tra i pi\u00f9. Essi sono pi\u00f9 creduli di quelli che all\u2019apparenza sembra che essi ingannino. Questo atteggiamento di indifferenza e di opposizione \u00e8 ora passivo e disorganizzato. Ma esso esiste come una conseguenza diretta della delusione causata dal contrasto fra le cose come stanno di fatto e le cose come sono state insegnate loro a scuola. Un avvenimento pi\u00f9 o meno accidentale cristallizzer\u00e0 un giorno, in una forma attiva, l\u2019indifferenza e il malcontento sparsi qua e l\u00e0; e tutti i baluardi della reazione sociale accuratamente eretti verranno spazzati via. Ma, sfortunatamente, c\u2019\u00e8 poca probabilit\u00e0 che la reazione contro la reazione sar\u00e0 pi\u00f9 intelligente dello stato precedente delle cose. Anch\u2019essa sar\u00e0 cieca, credula, fatalista e confusa.<\/p>\n<h5>Il compito pi\u00f9 nobile della politica: la direzione intelligente delle faccende sociali<\/h5>\n<p>Sembra pressoch\u00e9 disperato nominare il rimedio, perch\u00e9 esso consiste solo in una maggiore fiducia dell\u2019intelligenza e nel metodo scientifico. Ma questa parola \u2013 \u201cSolo\u201d \u2013 indica qualcosa che \u00e8 infinitamente difficile realizzare. <span style=\"color: #ff6600;\"><em>Cosa avverr\u00e0 se gli insegnanti diverranno abbastanza coraggiosi da insistere che educare significa creare menti che sanno distinguere, che preferiscono non essere ingannate da s\u00e9 stesse o da altri?<\/em><\/span> \u00c8 chiaro che essi dovranno coltivare l\u2019abito della sospensione del giudizio, dello scetticismo, del desiderio delle prove; del ricorso all\u2019osservazione piuttosto che al sentimento; della discussione piuttosto che del preconcetto; dell\u2019indagine piuttosto che delle idealizzazioni convenzionali. <span style=\"color: #ff6600;\"><em>Quando questo accadr\u00e0, le scuole saranno gli avamposti pericolosi di una civilt\u00e0 umana, ma cominceranno anche a essere luoghi interessanti al massimo.<\/em><\/span> Poich\u00e9 sar\u00e0 allora accaduto che l\u2019educazione e la politica si saranno identificate, giacch\u00e9 la politica dovr\u00e0 essere di fatto quel che ora pretende di essere, la direzione intelligente delle faccende sociali.<\/p>\n<hr \/>\n<h4>Rimando bibliografico<\/h4>\n<p>Questo articolo di John Dewey (1859-1952) \u00e8 tratto dal volume <em>John Dewey e la pedagogia dell\u2019interesse,<\/em> a cura di Antonio Spadafora, 1979, Bellinzona: Edizioni Casagrande, Collana Paideia &#8211; Pubblicazioni della Scuola magistrale di Locarno, p. 128 e sgg.<\/p>\n<p>La copia del testo originale pu\u00f2 essere scaricata <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Dewey-Leducazione-come-politica.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Il testo fa parte di una selezione di <em>scritti deweyani<\/em> che completa il volume. In entrata il curatore aggiunge una precisazione relativa a questi <em>scritti.<\/em> \u00abIn particolare \u2013 annota Spadafora \u2013 la traduzione (\u2026) di <em>\u201cL\u2019educazione come politica\u201d (\u201cThe New Republic\u201d, 4 ottobre 1922)<\/em> \u00e8, per gentile concessione dell\u2019Editore, quella [\u2026] di JOHN DEWEY<em>, L\u2019educazione di oggi,<\/em> trad. it. di L. Borghi, La Nuova Italia, 1950, p. 197 e sgg.\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4444\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Testo-immagine-SOLUZIONE.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"70\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Testo-immagine-SOLUZIONE.jpg 595w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Testo-immagine-SOLUZIONE-300x35.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo che segue non \u00e8 mio. L\u2019ho ripreso da un volumetto che mi aveva regalato uno dei miei Maestri. \u00a0Qui, di mio, ci sono solo qualche segno di punteggiatura in pi\u00f9 e alcuni termini modificati, per rendere la lettura pi\u00f9 scorrevole; e i titoletti, inesistenti nell\u2019originale. Ho poi messo in rilievo qualche passaggio. 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