{"id":445,"date":"2004-11-24T19:06:20","date_gmt":"2004-11-24T20:06:20","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=445"},"modified":"2017-10-12T15:21:26","modified_gmt":"2017-10-12T13:21:26","slug":"la-scuola-e-il-dramma-dei-compiti-a-domicilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-e-il-dramma-dei-compiti-a-domicilio\/","title":{"rendered":"La scuola e il dramma dei compiti a domicilio"},"content":{"rendered":"<p>Scrive Barbara Palombelli sull\u2019ultimo numero del Corriere della Sera Magazine: \u00abMamme in lotta contro i compiti a casa. Troppi, soprattutto nel fine settimana\u00bb. Pare che una circolare ministeriale che risale al maggio del \u201969 \u2013 in pratica siamo poco dopo il big bang \u2013 imponga che \u00ab\u2026 bisogna lasciare spazio anche allo sport, ai concerti, alla musica e al teatro\u00bb. Aggiungerei: e al diritto di annoiarsi. Eppure i compiti \u2013 come li si chiama usualmente, senza avvertire il bisogno di indicare il luogo in cui vanno svolti \u2013 fanno parte del DNA della scuola, come le note, la cartella, l\u2019astuccio e le vacanze scolastiche. Nella migliore delle ipotesi, per molti genitori l\u2019insegnante che non d\u00e0 compiti \u00e8 un mollaccione. Sar\u00e0 il medesimo che larghegger\u00e0 nelle note e che si far\u00e0 dare del tu dagli allievi: insomma, un poco di buono, uno inaffidabile, un sessantottino.<br \/>\nGli ispettori di scuola elementare fingono ormai da anni di mettere un po\u2019 d\u2019ordine nel capitolo \u00abCompiti a domicilio\u00bb, tanto che i genitori dovrebbero ricevere, a inizio anno, una circolare informativa che fissa alcune regole e cerca di indorare la pillola. Tra le tante amenit\u00e0, per lo pi\u00f9 disattese da una miriade di maestri, la circolare statuisce che \u00abDurante le vacanze scolastiche e i fine-settimana non vengono assegnati compiti a domicilio\u00bb. Difficile sapere quanti genitori ricevono concretamente la circolare e la leggono, cos\u00ec come nessuno si \u00e8 mai sognato di verificare in che misura i docenti rispettano queste semplici regole onestamente fissate dagli ispettori. D\u2019altra parte, come detto, sono spesso i genitori medesimi che pretendono i compiti e che,\u00a0 quando l\u2019insegnante, pi\u00f9 accorto di loro, spiega che a scuola gi\u00e0 si lavora tutto il giorno, se li inventano ispirandosi ai loro ricordi d\u2019infanzia. Per\u00f2 si pu\u00f2 malignare che difficilmente il maestro che trascorre le vacanze a Sharm el Sheikh porter\u00e0 con s\u00e9 un plico di quaderni da correggere\u2026<br \/>\nSe alle elementari si fa almeno finta di non assegnare compiti a domicilio, dalla scuola media in poi questa pratica dopolavoristica diventa la regola, e ha indubbie conseguenze sul rendimento (pardon, sulla riuscita scolastica sancita dalle note). Il preadolescente passa a scuola ben oltre trenta ore alla settimana; se vuole evitare situazioni imbarazzanti dovr\u00e0 fare i conti con qualche mezz\u2019ora giornaliera di esercizi da svolgere a casa. In certi periodi dell\u2019anno i doveri scrosciano con accanimento: \u00e8 quando la scuola si prepara a valutare, con le comunicazioni\u00a0 (i giudizi!) o le note, e sente imperioso il bisogno di somministrare i famosi test, che danno un alone di scientificit\u00e0 a queste misurazioni scandite dal calendario. \u00c8 solitamente prima di una vacanza che la scuola smette di insegnare e d\u00e0 le note (agli allievi, beninteso!, non a se stessa), quando cio\u00e8 tutti cominciano a dar segni di stanchezza \u2013 che \u00e8 riconosciuta agli insegnanti ma non ai fruitori principali del loro lavoro. E, d\u2019altronde, tout va bien, Madame la marquise: i compiti a casa mettono in pace la coscienza di docenti e genitori e \u2013 come si dice dalla notte dei tempi \u2013 chi non studia porta la brenta. Di che lamentarsi, dunque?<br \/>\nEppure io continuo a credere che i compiti a domicilio \u2013 durante gli anni della scolarit\u00e0 obbligatoria \u2013 siano null\u2019altro che una stupida consuetudine, che pu\u00f2 addirittura sfociare nel folclore. Ci sarebbero senz\u2019altro delle attivit\u00e0 intelligenti da svolgere a casa, come leggere un bel libro; guardare un film da discutere criticamente insieme, in un secondo tempo; approfondire un tema d\u2019attualit\u00e0 ragionando coi genitori e cercando le informazioni nel grande mare dei media. Viceversa i compiti a domicilio non sono quasi mai cos\u00ec arguti, ma hanno il pregio di tenere occupati i nostri figli, che non hanno cos\u00ec il tempo di farsi venire troppi grilli per la testa. Mentre il vero problema \u00e8 un altro: in fondo i compiti sono solo una delle tante sfaccettature della scuola dell\u2019obbligo, sempre in bilico tra un modello progressista, in teoria e sulla carta, e un grado spinto di conservatorismo, nella realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive Barbara Palombelli sull\u2019ultimo numero del Corriere della Sera Magazine: \u00abMamme in lotta contro i compiti a casa. Troppi, soprattutto nel fine settimana\u00bb. 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