{"id":449,"date":"2004-12-22T19:07:45","date_gmt":"2004-12-22T20:07:45","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=449"},"modified":"2022-05-08T16:08:40","modified_gmt":"2022-05-08T14:08:40","slug":"devi-leggere-di-piu-si-ma-quando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/devi-leggere-di-piu-si-ma-quando\/","title":{"rendered":"\u00abDevi leggere di pi\u00f9!\u00bb S\u00ec, ma quando?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abDevi leggere di pi\u00f9!\u00bb: se penso alla mia esperienza di bambino, o ai racconti di mia nonna, che la scuola elementare l\u2019ha frequentata nei primissimi anni del secolo scorso, quel devi-leggere-di-pi\u00f9 sembra un archetipo pedagogico trasversale alle generazioni. Naturalmente con l\u2019avvento della TV, della Play Station e dei videogiochi in genere, il prosaico detto ha guadagnato connotazioni ben pi\u00f9 moraliste. Forse settant\u2019anni fa il genitore che si sentiva il predicozzo del Maestro, secondo cui il figliolo \u201cdoveva leggere di pi\u00f9\u201d, andava a rimestare in quella scansia dei valori della societ\u00e0 contadina: devi leggere di pi\u00f9\u2026 invece che mungere le capre, oziare, pescare di sfroso\u2026 invece che far la serva di casa.<br \/>\nOggi no. \u00abDevi leggere di pi\u00f9!\u00bb \u00e8 un invito all\u2019ipocrisia e all\u2019incoerenza. Vediamo di ricapitolare. A scuola elementare \u00e8 difficile che qualcuno t\u2019imponga di leggere un libro. Tutt\u2019al pi\u00f9, qua e l\u00e0, c\u2019\u00e8 il libro di lettura, ma molti si affidano all\u2019estro del momento, e propongono qualche racconto o narrazione fotocopiato alla bell\u2019e meglio, quasi sempre fuori da un percorso logico e comprensibile. Leggere non \u00e8 obbligatorio, tutt\u2019al pi\u00f9 un consiglio. O un avvertimento. Anche se \u2013 pare \u2013 \u00abLeggere di pi\u00f9!\u00bb aiuterebbe. Cosa, non si sa. Alle medie cambia tutto. Chiss\u00e0 se c\u2019\u00e8 ancora l\u2019antologia? Una volta c\u2019era \u201cSituazioni e testimonianze\u201d dei compianti Giovanni Bonalumi e Vincenzo Snider: da una parte aiutava a conoscere nomi e generi ed epoche letterarie, mentre dall\u2019altra lanciava piste appassionanti. Invece durante la scuola dell\u2019obbligo \u00e8 pi\u00f9 facile incappare nell\u2019onere delle tabelline a memoria o d\u2019una traduzione, che non nell\u2019impegno di leggere un libro dalla prima all\u2019ultima pagina.<br \/>\nPi\u00f9 in l\u00e0 ci sono il liceo e le formazioni post-obbligatorie. Per chi prosegue gli studi \u00e8 tutto un arrabattarsi per stare a galla: matematica, fisica, chimica, biologia, un paio o tre di lingue straniere, storia; e poi economia, diritto, musica, storia dell\u2019arte\u2026 un fiorire di test. E chi lo trova, oggettivamente, il tempo per amare la ragazza di Bube, per trascorrere una bella estate, per divertirsi in compagnia del visconte dimezzato, per soggiornare idealmente un anno sull\u2019altipiano o, in alternativa, per 23 giorni d\u2019avventurosa villeggiatura nella citt\u00e0 di Alba? Chi pu\u00f2 permettersi il lusso di appassionarsi alle vicende di Anna Kar\u00e9nina o di Madame Bovary, di Ivanhoe o di Robinson Crusoe? E chi li conosce quelli?<br \/>\nAl massimo i pi\u00f9 favoriti, quelli che si concedono il lusso di affrontare la scuola con le mani in saccoccia perch\u00e9 madre natura li ha fatti nascere con la camicia, leggeranno ci\u00f2 che passa il convento multinazionale: i piccoli brividi durante l\u2019infanzia o Harry Potter qualche anno pi\u00f9 tardi (nulla contro la sig.ra Rowling, m\u2019intenda il Prof. Origoni): ma, insomma!, si legge ci\u00f2 che detta il mercato. Laddove leggere, in fondo, \u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 del semplice arricchimento linguistico: percorrere un romanzo \u00e8 un\u2019avventura tra guerra e pace, che ti sprofonda nella storia e nella filosofia. La lettura \u00e8 un contributo all\u2019identit\u00e0 individuale e sociale, ti fa conoscere Eros e Th\u00e1natos.<br \/>\nNon possiamo per\u00f2 prendercela con i nostri ragazzi, che svicolano \u2013 e c\u2019irridono un po\u2019 \u2013 quando diciamo loro \u00abDevi leggere (di pi\u00f9)!\u00bb: perch\u00e9, materialmente, leggere anche solo un po\u2019 qualcosa che non sia Topolino o AutoSprint \u00e8 un atto eroico. Potremmo limitarci a un pi\u00f9 dimesso \u00abSforzati di leggere (qualcosa che non sia Topolino o AutoSprint)!\u00bb, ma \u00e8 poco pedagogico. Per\u00f2 rendiamoci conto che tra il dire e il fare \u2013 tra il \u00abDevi leggere di pi\u00f9!\u00bb e il leggere per davvero \u2013 c\u2019\u00e8 di mezzo il test. E allora, visto che dopodomani i nostri figli saranno in vacanza \u2013 per ben diciassette giorni filati, e noi genitori con loro \u2013, sfoghiamoci a colpi di libri: storie d\u2019amore e commedie assurde, racconti un po\u2019 spregiudicati e avventure dello spirito, thriller e saggi inquieti. Affinch\u00e9, almeno in vacanza, il nostro cervello possa godere delle gioie terrene. Forza: \u00e8 Natale (nella speranza che il 10 gennaio non sia in programma un espe).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDevi leggere di pi\u00f9!\u00bb: se penso alla mia esperienza di bambino, o ai racconti di mia nonna, che la scuola elementare l\u2019ha frequentata nei primissimi anni del secolo scorso, quel devi-leggere-di-pi\u00f9 sembra un archetipo pedagogico trasversale alle generazioni. 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