{"id":453,"date":"2005-01-26T19:09:07","date_gmt":"2005-01-26T20:09:07","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=453"},"modified":"2017-10-12T15:19:23","modified_gmt":"2017-10-12T13:19:23","slug":"la-scuola-e-il-plenilunio-di-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-e-il-plenilunio-di-primavera\/","title":{"rendered":"La scuola e il plenilunio di primavera"},"content":{"rendered":"<p>Neanche il tempo di smaltire il panettone di Natale e gi\u00e0 le scuole saranno nuovamente chiuse per ferie. Gi\u00e0, perch\u00e9 i giorni grassi incombono, il mercoled\u00ec delle Ceneri \u00e8 dietro l\u2019angolo e, automaticamente, le scuole andranno in pausa per un\u2019altra settimana a partire dal 29 gennaio. Ci\u00f2 significa che dalla riapertura dopo le vacanze natalizie saranno trascorse quattro settimane giuste giuste, che fanno venti giorni di scuola \u2013 naturalmente senza contare le mezze giornate di riposo infrasettimanale.<br \/>\nNel solco della medesima assennatezza, tra le vacanze di Carnevale e quelle di Pasqua si tirer\u00e0 a campare per quasi sei settimane, prima del successivo letargo di dieci giorni. Com\u2019\u00e8 possibile uno scadenzario del genere nel XXI secolo? Facile: la Pasqua \u2013 festa mobile \u2013 cade sulla prima domenica dopo il plenilunio di primavera, ci\u00f2 che porta alla conclusione che le teste pensanti del nostro dipartimento dell\u2019educazione, della cultura e dello sport, quando si tratta del calendario scolastico vanno in licenza e s\u2019affidano ai cicli lunari. Se poi pensiamo che \u2019sto famigerato plenilunio trascina con s\u00e9 quattro feste che cadono, a precise scadenze, su altrettante giornate normalmente feriali, il gioco \u00e8 fatto.<br \/>\nPerch\u00e9 il calendario scolastico dipenda dai cicli lunari non \u00e8 chiaro, a parte forse l\u2019infingardo rispetto di una tradizione che affonda le sue radici nelle poche regole della societ\u00e0 contadina, che \u00e8 stata onestamente confinata nei diversi musei etnografici sparsi su e gi\u00f9 per il Cantone; ma che, nel contempo, ha lasciato una testimonianza tangibile e progredita nell\u2019impostazione del tempo scolastico. In effetti, gi\u00e0 si fa fatica a capire perch\u00e9 l\u2019anno debba mettersi in cammino ai primi di settembre per terminare verso met\u00e0 giugno, dopo trentasei settimane e mezza di scuola (quella mezza settimana non \u00e8 una bufala, ma norma di legge); altrettanto enigmatico \u00e8 il motivo per cui la scuola pu\u00f2 riaprire e chiudere i battenti a met\u00e0 settimana o gi\u00f9 di l\u00ec. Ma che le vacanze sboccino dalle fasi lunari ha dell\u2019incredibile.<br \/>\nA che serve, abitualmente, un periodo di riposo? Beh, personalmente cerco di prendermi qualche giorno di licenza se sono stanco. Ma se fra un\u2019ora qualcuno mi obbligasse a pianificare le mie vacanze fino al gennaio dell\u2019anno prossimo, credo che farei in modo di distribuirle sulle seguenti 52 settimane, infischiandomene delle fasi lunari. Visto poi che non sono un agricoltore, me ne farei un baffo anche dei periodi di fienagione o di raccolta delle patate. Invece la scuola no, la scuola \u00e8 superiore a queste cose: appunto per questo, invece di prevedere delle soste ogni tot settimane, si adegua alla luna piena e rispetta con devozione le neglette tradizioni cristiane di questo Cantone.<br \/>\nNel frattempo un numero sempre pi\u00f9 nutrito di famiglie si costruisce un suo personalissimo calendario scolastico, che si aggiunge a quello ufficiale per fare in modo, almeno parzialmente, di conciliare le prescrizioni della scuola con le esigenze professionali: c\u2019\u00e8 chi allunga le vacanze di Natale e chi stacca prima del tempo, chi sfrutta i ponti dell\u2019Ascensione o del Corpus Domini, chi a inizio settembre \u00e8 ancora chiss\u00e0 dove a ritemprarsi membra e meningi e chi ficca l\u00ec qualche congedo estemporaneo, magari solo per evitare i congestionamenti sulle piste di sci dovuti alle vacanze scolastiche. E noi intanto? Plenilunio!<br \/>\nNon facciamocene un cruccio: anche papa Gregorio XIII dovette sudare le proverbiali sette camicie per correggere l\u2019anno giuliano, che superava l\u2019anno solare di una manciata di minuti \u2013 una miseria rispetto agli squilibri nostrani. Sta di fatto che quest\u2019anno, dopo due tappe corte corte, i nostri allievi si sobbarcheranno un tappone finale di undici settimane: per chi sar\u00e0 confrontato con esami e valutazioni di rilievo saranno due mesi e passa di affaticamento e di tensione; per gli altri si pu\u00f2 sin d\u2019ora ipotizzare un dilatamento della grande ricreazione di fine anno, costellata e impreziosita da passeggiate, scampagnate e festicciole pi\u00f9 o meno sagaci. Auguriamoci almeno che non piova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Neanche il tempo di smaltire il panettone di Natale e gi\u00e0 le scuole saranno nuovamente chiuse per ferie. 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