{"id":457,"date":"2005-03-02T19:10:32","date_gmt":"2005-03-02T20:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=457"},"modified":"2022-05-08T16:11:37","modified_gmt":"2022-05-08T14:11:37","slug":"in-america-non-ce-educazione-senza-censura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/in-america-non-ce-educazione-senza-censura\/","title":{"rendered":"In America non c\u2019\u00e8 educazione senza censura"},"content":{"rendered":"<p>Sesso, religione, blasfemia, volgarit\u00e0 sono tra le principali ragioni che hanno spinto l\u2019autorit\u00e0 di vigilanza a censurare, senza troppi patemi d\u2019animo, alcuni libri giudicati diseducativi per i giovani studenti americani. Nello stato di Washington, ad esempio, negli ultimi due anni ben 34 titoli sono stati oggetto di controversie; di questi, dieci hanno subito delle restrizioni d\u2019accesso e sei sono stati garbatamente sottratti dagli scaffali. Nel Texas un ponderoso rapporto intitolato \u00abFree People Read Freely\u00bb riferisce di ben 62 titoli rimossi da questa o quell\u2019altra biblioteca scolastica e di 33 altri volumi colpiti da restrizioni.<br \/>\nFin qui non ci sarebbe nulla da eccepire. Per\u00f2, immergendoci in qualche maggiore dettaglio, se ne scoprono delle belle. Ad esempio che \u00abLe avventure di Huckleberry Finn\u00bb non \u00e8 accessibile a chiunque, perch\u00e9 il nostro eroe smoccola un po\u2019 troppo; oppure che tutta la saga di Harry Potter \u00e8 andata incontro ad alterne fortune in questa o quell\u2019altra scuola, perch\u00e9 incita alla stregoneria. Altri libri assai noti \u2013 e straletti da schiere di adolescenti, almeno fino a qualche anno fa, quando leggere era ancora un\u2019attivit\u00e0 assai diffusa dentro e fuori dall\u2019aula \u2013 sono incappati nelle maglie censorie dell\u2019\u00abAmerican Civil Liberties Union\u00bb: ad esempio \u00abRagazzo negro\u00bb di Wright e \u00abIl colore viola\u00bb della Walker (razzialmente scorretti); \u00abRitorno al mondo nuovo\u00bb di Huxley, \u00ab1984\u00bb di Orwell e \u00abPeter Pan\u00bb (contenuti sessuali); \u00abUomini e topi\u00bb di Steinbeck (linguaggio scurrile e violenza). E via inventariando.<br \/>\nE a noi, abitanti delle vecchia Europa, ce ne deve forse importare qualcosa? In fondo si tratta solamente di procedure assai coerenti con quell\u2019America puritana e bacchettona che tutti noi conosciamo, che certo fa a pugni con le professoresse che si portano a letto gli studenti o con le insulse serie televisive che imperversano anche da noi, soprattutto dopo la liberalizzazione dell\u2019etere; ma che \u00e8 nel contempo in linea con quell\u2019elevata percentuale di americani che diffida delle teorie di Darwin sull\u2019evoluzione della specie ed \u00e8 invece pi\u00f9 propensa a dar credito scientifico al mito di Adamo ed Eva. Eppure c\u2019\u00e8 da inquietarsi, perch\u00e9 l\u2019espansione della \u201ccorrettezza politica e sessuale\u201d sta lambendo anche le nostre contrade. Come interpretare, senn\u00f2, talune crociate dai toni un po\u2019 apocalittici messe in atto negli ultimi tempi dal nostro governo? Se addirittura uno come Giuseppe Zois, disquisendo sulla proposta di vietare il fumo nei locali pubblici,\u00a0 arriva a parlare di \u00abSicurezza ad altimetria variabile\u00bb, siamo proprio al capolinea della Libert\u00e0, cos\u00ec come l\u2019abbiamo intesa fino all\u2019altro ieri.<br \/>\nIl vento della globalizzazione \u2013 che non \u00e8 solo economica e finanziaria (anzi!), ma ha caratteristiche antropologiche e culturali \u2013 spira impetuoso dagli Stati Uniti, e dopo la Coca-Cola e i miti hollywoodiani ora sta imponendo con modi suadenti il liberismo pi\u00f9 sfrenato in tutti i campi. Quale sar\u00e0 \u2013 ad esempio \u2013 lo sviluppo futuro del cosiddetto \u201cAccordo di Bologna\u201d sull\u2019armonizzazione delle universit\u00e0 (un modello formativo molto americano, of course!)? Gi\u00e0 stiamo assistendo impotenti al taglio di qualche ramo ritenuto troppo vizzo e deficitario, ma quali sorprese ci riserveranno i prossimi anni? Esisteranno ancora atenei dove si sviluppa la ricerca fondamentale? Sopravvivranno facolt\u00e0 improduttive come quelle delle lingue classiche? Sar\u00e0 ancora possibile \u201cfare cultura\u201d senza produrre indotti misurabili in denaro sonante?<br \/>\nE allora cerchiamo almeno di tenere alta la guardia, affinch\u00e9 prima o poi non ci si venga a dire ci\u00f2 che i nostri bambini e adolescenti possono o non possono leggere. Perch\u00e9 anche qui il ridicolo \u00e8 sempre pi\u00f9 dietro l\u2019angolo, e non vorremmo veder incenerito \u00abIl fondo del sacco\u00bb per i suoi contenuti troppo disincantati o la leggenda di Guglielmo Tell messa all\u2019indice perch\u00e9 razzialmente sgarbata (gli austriaci vengono a fare i turisti in Ticino, o no?). Come ha scritto il filosofo Zambelloni, dopo il divieto di Bacco e Tabacco toccher\u00e0 pure a Venere, prima o poi. E perch\u00e9 non ai libri?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sesso, religione, blasfemia, volgarit\u00e0 sono tra le principali ragioni che hanno spinto l\u2019autorit\u00e0 di vigilanza a censurare, senza troppi patemi d\u2019animo, alcuni libri giudicati diseducativi per i giovani studenti americani. 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