{"id":461,"date":"2005-04-06T19:11:59","date_gmt":"2005-04-06T20:11:59","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=461"},"modified":"2022-05-08T16:10:35","modified_gmt":"2022-05-08T14:10:35","slug":"litaliano-non-e-un-malato-immaginario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/litaliano-non-e-un-malato-immaginario\/","title":{"rendered":"L\u2019italiano non \u00e8 un malato immaginario"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019italiano ha ormai perso conoscenza. E allora? Non \u00e8 certo la prima preoccupazione del nostro dipartimento dell\u2019educazione \u2013 e della cultura e dello sport e del doposcuola e delle mense. S\u00ec certo, qualcosa si far\u00e0. Cosa, non \u00e8 dato sapere. Ma come: la nostra bella lingua italiana \u2013 che tanto inchiostro ha fatto scorrere e tante parole ha affidato al vento in questi ultimi mesi, per avversare la chiusura di qualche cattedra universitaria nella Svizzera confederata \u2013 la nostra bella lingua, dicevo, non \u00e8 un tormento di cui curarsi in fretta? Forse\u2026<br \/>\nNon tutti sanno, in effetti, che alla fine del 2002, nel pieno del tumulto provocato dalla decisione del Consiglio di Stato d\u2019introdurre l\u2019insegnamento obbligatorio dell\u2019inglese a partire dalla III media, il nostro DECS aveva istituito in tutta fretta un \u00abGruppo potenziamento dell\u2019italiano\u00bb, forse perch\u00e9 accortosi \u2013 appunto \u2013 che la lingua se non di Dante almeno di Francesco Chiesa destava a dir poco qualche preoccupazione. Hai voglia: a furia di fingere che \u201cl\u2019italiano si pratica e si impara dentro tutte le aule, essendo usato nell\u2019insegnamento di ogni materia\u201d, sarebbe stato un miracolo se fosse riuscito a sopravvivere senza prendere un cronico febbrone da cavallo. Come invece \u00e8 capitato.<br \/>\nIn ogni modo, per l\u2019appunto, ecco l\u00ec un bel gruppo di lavoro, con dentro rappresentanti di un po\u2019 tutti i settori scolastici, designati con una bella risoluzione dipartimentale. I commissari speciali non si sono fatti pregare pi\u00f9 di tanto: con l\u2019entusiasmo dei giovani, in men che non si dica hanno scodellato il loro bel rapporto, all\u2019indirizzo del direttore del DECS e di quello della divisione della scuola, con l\u2019inevitabile copia a mezzo dipartimento. Il rapporto \u00e8 un impietoso ritratto di una lingua a pezzi, sia dal punto di vista della quotidianit\u00e0 comunicativa di allievi e studenti \u2013 \u201cGli allievi sono spesso in difficolt\u00e0 per quanto attiene a un uso funzionale della lingua e dei testi, finendo per scontare queste difficolt\u00e0 in ogni ambito dell\u2019accesso alla conoscenza\u201d \u2013 che sul piano culturale. Come dire: Sono talmente maldestri con l\u2019italiano che non riescono a penetrare nelle altre discipline.<br \/>\nIl documento meriterebbe la pubblicazione integrale, mentre non si capisce come mai dal 4 luglio del 2003 \u2013 data della pubblicazione \u2013 a oggi nessuno ne abbia parlato. Eppure il rapporto \u00e8 pubblico, anche se nessuno \u2013 nemmeno i membri del gruppo \u2013 ha pensato di divulgarlo come si deve: la sua lettura \u00e8 avvincente e una maggior diffusione avrebbe giovato a tutti. Perch\u00e9 il committente e i commissari stessi si siano improvvisamente fatti tanto pudichi resta un mistero. Forse le stesse proposte finali del gruppo di lavoro \u2013 che, a dirla tutta, sono un po\u2019 raffazzonate \u2013 li hanno messi in totale imbarazzo: dopo una disamina cos\u00ec acuta, ci si potevano attendere proposte altrettanto sagaci. Invece le scelte terapeutiche sono a met\u00e0 strada tra l\u2019enunciazione retorica (\u00abuna chiara scelta di indirizzi della politica della scuola dell\u2019obbligo nel nuovo contesto sociale ed economico, eccetera eccetera\u00bb) e le solite proposte trite e ritrite, vale a dire le prime che vengono in mente: aumentare le ore e diminuire il numero di allievi.<br \/>\nFatto sta che intanto l\u2019italiano boccheggia e nessuno se ne cura seriamente. Giustamente il gruppo di lavoro dipartimentale osserva come \u00abdebba essere seriamente presa in considerazione la questione \u2013 davvero fondamentale \u2013 della formazione linguistica degli insegnanti. Ci si pu\u00f2 chiedere infatti se nei curricoli oggi previsti (che si tratti di insegnanti comunali o cantonali) \u00e8 posta sufficiente attenzione agli aspetti linguistici e culturali; ci si pu\u00f2 chiedere se [\u2026] \u00e8 sufficientemente considerata, nella professionalizzazione della carriera dell\u2019insegnante, la necessaria competenza linguistico-espressiva e comunicativa. Le risposte purtroppo non possono essere affermative\u00bb. Insomma, l\u2019italiano non \u00e8 un malato immaginario: e allora che qualcuno corra ai ripari, sperando che non sia troppo tardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019italiano ha ormai perso conoscenza. E allora? 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